3 a 0 per la morte + 'Il trauma del riso collo zucchero'

Inviato da pOg il Gio, 28/06/2005 - 16:09.

Ieri sera ho iniziato a lamentarmi di non sentrmi troppo bene... SONO TUTTO ROTTO! Ora grazie alla tachipirina che ho preso stamane la febbre e' scesa (avevo 38!), ma sto a pezzi e sto infamato: sono a pezzi perche' ho caldo, poi caldissimo, poi caldissimissimo, poi i brividi, mi brucia la gola, ho il naso chiuso, produco muchi variopinti e purulenti da ogni orfizio della mia faccia e sto infamato perche' con tutto questo ben di dio non riesco a studiare (ed ho i giorni contati!!!!!).

Ieri dalla dottoressa ho parlato per scherzo di quello che io chiamo 'il trauma del riso collo zucchero'. L'ho raccontato assolutamente per caso circa quanto fosse (ed e'!) permalosa mia madre. La banale storia e' la seguente. Ero un bambino piuttosto piccolo e mia madre per pranzo mi aveva preparato del riso. Inavvertitamente mentre cucinava doveva aver confuso il sale collo zucchero col risultato di aver preparato qualcosa di disgustosamente immangiabile. Dopo il primo boccone, io ho iniziato a dire che non erano una gran prelibatezza. Fu una escalation: mia madre sempre piu' nervosa che mi teneva ferma la testa e mi infilava quella schifezza in bocca: le mie lacrime l'unica cosa vagamente salata che ricordo. Dopo essermi divincolato ed essere scappato nella mia stanza, mamma colta dal dubbio deve avere assaggiato quel riso e dopo essersi resa conto dell'errore e' corsa da me ad implorare perdono... La dottoressa mi ha chiesto cosa ci vedevo io dietro questa storia... bene: io dietro questa storia ci vedo la metafora intera della mia famiglia. Mio padre che non c'e' (e se c'e' e' ininfluente). Mia madre che mi costringe (fisicamente e/o inconsciamente) a fare quello che lei vuole. Io che mi sbatto, urlo, mi dispero, ci metto tempo a salvarmi ed ho sempre ragione. Mia madre che viene a chiedermi scusa quando scopre che avevo ragione.

La dottoressa, svincolandolo da me ci vuole intitolare un trattato: lo ha riempito di metafore circa il significato del riso, del fatto che possa essere cucinato sia dolce che salato... si e' non poco esaltata. Io ne ho scritto qui per metterci una licenza. Ha detto che lo avrebbe usato chiedendomi il copyright: bene, alcuni diritti riservati ;)

Inviato da Aljosa (non verificato) il Mer, 29/06/2005 - 03:19.

Un libraccio che anni fa faceva ... scuola era "Afrodita" di Isabel Allende, non un romanzo ma un ricettario pseudo-erotico. Non ci crederai ma il piatto forte era il riso al latte con zucchero e cannella (da associare con la fantasia della Allende a letto con Banderas)!!! La tua dottoressa uscirebbe pazza :D
Io ci ho provato, a cucinarlo, ed è sempre venuto una schifezza. Forse era colpa di Banderas. Ma più probabilmente della Allende.
Altra storia il risolat, comodamente reperibile sugli scaffali dei supermercati di tutti i target (alla sma comunque non manca mai).
Non è il cibo degli dèi, ma con questo caldo è una piacevole pausa-pranzo..

Che direbbe la dottoressa? meglio un risolat così-così oggi che un riso al latte mai?
il riso dolce è buono ma dipende da chi lo cucina?

ok, scusa i deliri, l'ora è tarda ;D

visto che ti ho fatto gli auguri di buon compleanno, ti faccio pure quelli di pronta guarigione :)

ritratto di pOg
Inviato da pOg il Mer, 29/06/2005 - 09:31.

speriamo che almeno quest'augurio te lo possa risparmiare...