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Mag 09

Posti

Postato da Francesco il 9 Maggio 2008, nella categoria Cose mie, Divagazioni.

Ci son dei posti, secondo me, che quando uno ci va e ci rimane un po’ di tempo, poi dopo quando va via ci lascia dei pezzi suoi, in quei posti, e si porta via dei pezzi nuovi che prima non aveva, e anche se poi passa del tempo, quei pezzi nuovi che si è portato via, ogni tanto si fanno sentire, capita che quando hai un momento di difficoltà senti uno di quei pezzi nuovi, che ormai fan parte di te, che ti dice di non preoccuparti, che le cose, alle volte, van guardate con occhi diversi, da quelli che usi di solito.
Perché poi, la cosa strana, gli occhi son sempre i tuoi, puoi avere dei pezzi nuovi, ma gli occhi, quelli, te li porti sempre dietro, e le cose le guardi nel modo in cui sei abituato a guardarle, ci vuole sempre uno di quei pezzi nuovi di cui parlavo prima che ti dice che le cose, alle volte, van guardate con occhi diversi, da quelli che usi di solito.
E a me, questa cosa di portarmi via dei pezzi nuovi anche importanti, più importanti di quelli che mi son portato via da altri posti, è successa in Messico, che saran passati dieci anni, ancora quei pezzi nuovi stan qui, mi dicono delle cose.
Una volta che eravamo in Messico, abbiam chiesto a una persona conosciuta lì dove ci conveniva andare, se al mare o in un altro posto, Magari sai il tempo che fa, al mare, gli abbiam chiesto. Lui ha risposto Cosa chiedi a fare, il tempo che fa, al mare, dipende dalla sorte, il tempo, e anche tutto il resto. Cosa stai a fare qui le previsioni del tempo, vai, e non preoccuparti, diceva.
Allora adesso che io son preoccupato per delle cose che devo fare, c’è questo pezzo che mi son portato dietro che mi dice Cosa stai a fare qui a preoccuparti, è la sorte, vai, e non star qui a preoccuparti.

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Mag 08

La scoperta dell’alfabeto

Postato da Francesco il 8 Maggio 2008, nella categoria Segnalazioni.

Il figlio dei padroni diventò amico del vecchio e dopo l’alfabeto scrissero insieme tante parole, corte e lunghe, basse e alte, magre e grasse come se le figurava Ambanelli. Il vecchio ci mise tanto entusiasmo che se le sognava la notte, parole, scritte sui libri, sui muri, sul cielo, grandi e fiammeggianti come l’universo stellato.
Certe parole gli piacevano più di altre e cercò di insegnarle anche alla moglie. Poi imparò a legarle insieme e un giorno scrisse “Consorzio Agrario Provinciale di Parma”.
Ambanelli contava le parole che aveva imparato come si contano i sacchi di grano che escono dalla trebbiatrice e quando ne ebbe imparate cento gli sembrò di aver fatto un bel lavoro.
“Adesso mi sembra che basta per la mia età”.

(Quella qui sopra è una parte del racconto che apre La scoperta dell’alfabeto, di Luigi Malerba, racconto che si può leggere per intero qui. Mi sembrava un buon modo per salutare Malerba)

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Apr 28

Sulla contentezza

Postato da Francesco il 28 Aprile 2008, nella categoria Divagazioni.

Ci son delle volte che io, ascoltare i discorsi della gente, non posso farne a meno, come ieri, ero in strada, ho visto uno che parlava con un tale che poteva essere un suo amico, o anche un passante, e sentivo che faceva un lungo ragionamento sulla fine e dopo aver fatto un lungo ragionamento sulla fine ne faceva poi un altro, lungo anche questo, sull’inizio, e dentro questo lungo ragionamento sull’inizio, però, continuava anche a parlare della fine, che ci son delle volte che le cose sembra proprio che stiano finendo, diceva, ma stan lì che continuano a finire per tanto di quel tempo, non smettono di finire neanche un momento, e invece oggi, diceva ancora, ho finalmente visto finire davanti ai miei occhi tutte le cose che dovevano finire e di colpo son diventato uno che non è più alla fine delle cose, ma è all’inizio.
Poi a un certo momento, senza neanche salutare, ho visto che ha preso su e si è allontanato, e nello stesso momento, sempre senza salutare, ho visto allontanarsi anche quello che non era un suo amico, e neanche un passante, ma la sua immagine riflessa nella vetrina di un negozio.
E non so perché ma a me dopo aver sentito questo lungo ragionamento sull’essere alla fine delle cose o al loro inizio, mi è presa una contentezza inspiegabile, una contentezza che mi son messo a parlare con tutte le vetrine dei negozi fino a casa, e anche a casa, avevo dentro questa contentezza inspiegabile che sono andato a letto contento come non facevo da anni. E questo è tutto.

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Apr 13

Non suggerite

Postato da Francesco il 13 Aprile 2008, nella categoria Cose mie.

Io son famoso per essere uno che si prende le questioni, come diciamo qui, in situazioni particolari, eh, non tutti i giorni, in situazioni particolari come per esempio quando telefoni all’assistenza telecom, o anche come quando bussa alla porta il rappresentante del folletto, o anche, ma lo dico così incidentalmente, quando ci son le elezioni, che alle elezioni ci son quei signori che hanno al petto una spilla con su scritto un nome e sotto c’è scritto facciamolo presidente, questo nome, io già per questo li guardo con sospetto, poi succede che son lì con Teresa, che sto andando a votare, e questi signori qui, uno in particolare, con questa spilla che vuol fare presidente uno che io non riesco neanche a nominare, e infatti non lo nomino, quel tipo lì, dice a tutti quelli che entrano Guarda questo simbolo, è uguale sulla scheda, fate solo attenzione, che dovete votare solo questo simbolo, eh, fate attenzione, dice uno di questi signori qui con la spilla di quel tipo che vuole fare presidente, io ero lì con Teresa, essendo che son famoso per essere uno che si prende le questioni, come diciamo qui, io ho detto che non si poteva mica dire, nel seggio, facciam presidente questo qui che non riesco neanche a scrivere il nome, non si possono mica dare i suggerimenti, nel seggio, non siam mica a scuola, che suggeriamo.
Questo tipo qui, quello con la spilla, mi ha guardato, io ero già pronto a prendermi una questione, come diciamo qui, lui invece si è allontanato, è andato a suggerire più lontano, un po’ come a scuola.

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Mar 26

Io sarò anche strano, ma

Postato da Francesco il 26 Marzo 2008, nella categoria Cose mie, Divagazioni.

Dal palazzo di fronte, è appena uscito un uomo che mi è sembrato un settantenne, come età stimata, se mai si può stimare un’età affacciati ad un balcone, qui sul Parco Margherita, dove c’è questo portone da dove ho visto uscire un uomo, stasera, l’ho visto uscire in pigiama e vestaglia, con una bottiglia in mano, e sembrava trasparente, quel che c’era nella bottiglia, ma non sembrava acqua, sembrava vodka, se mai può sembrare vodka il contenuto trasparente di una bottiglia visto da qui affacciati ad un balcone sul Parco Margherita, comunque, quest’uomo che ho visto uscire dal portone, in pigiama e vestaglia, scendeva Parco Margherita, ora avvicinava la bottiglia al viso, ora la allontanava, ci guardava dentro, prima da vicino, poi da lontano, poi ci beveva, da questa bottiglia, e parlava, scendendo Parco Margherita, parlava così tanto che io sarò anche strano, ma m’è venuta voglia di scendere anch’io, per Parco Margherita, andare a far due parole, con l’uomo uscito dal portone in pigiama e vestaglia, che di storie, secondo me, ne aveva, da raccontare.

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