Mag 28
Mag 28
Mi è tornata in mente ieri la storia di uno, me l’hanno raccontata, era uno che aveva sentito dire che le stelle, alle volte, si spengono, e lui, dopo aver sentito questa cosa che le stelle si spengono, gli è presa una grande tristezza e una grande inquietudine, aveva paura che spenta una stella, magari c’era un uccello notturno un po’ miope che avrebbe perso la strada, aveva paura che una nave che la seguiva, quella stella, poi si sarebbe persa anche lei come l’uccello notturno, e più pensava a questa cosa, più cresceva dentro di lui una grande tristezza e una grande inquietudine.
Così decise di riaccender le stelle che si spegnevano, andò a cercare una scala che fosse la scala più lunga del mondo, e della vernice bianca che fosse la più bianca del mondo, ne comprò tanta, ché gli avevan detto che son tante, le stelle che si spengono.
Solo, poi, la scala, non sapeva dove poggiarla, tanto che era lunga, andava da qui a lì, nessuno ancora era riuscito ad alzarla da terra, e lì, a terra, provocava anche strani incidenti, in particolare alle biciclette che ci finivan sopra, la gente iniziava anche a protestare, lui non sapeva più che fare, aveva un’idea che considerava bellissima, ma non sapeva più che fare.
Così andò in giro per il paese, cercando qualcuno disposto a costruire un palazzo abbastanza alto, da arrivare fin lassù dalle stelle che si spegnevano, ci passò degli anni, andando in giro per il paese cercando qualcuno disposto a costruire un palazzo abbastanza alto.
Poi invece la scala rimase dov’era, continuò a provocare strani incidenti, e nessuno volle costruire un palazzo abbastanza alto, e lui, per questo fallimento, per il fallimento di questa idea che considerava bellissima, alla fine, è ammattito del tutto.
Ma forse era un pochino matto anche in principio.
Mag 21
Ieri, in un momento di nostalgica allegrezza, o di allegrezza nostalgia, sono uscito con Teresa, l’ho portata un po’ in giro, l’ho portata a vedere le case in cui son vissuto prima di vivere in questa, che poi, pensarci, anche in questa ci ho già vissuto in passato, prima di viverci adesso, ma poi diventa complicato, lasciam stare.
A parte vederle da fuori, le case in cui son vissuto prima di vivere in questa, non è che puoi poi farci tanto, puoi raccontare delle storie, però, sulle cose che son successe dentro quelle case, o anche fuori, nei posti che ci son vicino, a quelle case, allora per un po’ mi son messo a raccontare storie.
L’ultima delle case che siamo andati a vedere, che poi in realtà eran solo tre, è stata la prima casa in cui ho vissuto da solo, a Mergellina, accanto a una vecchia funicolare, il mare di fronte.
Una sola stanza, anche se abbastanza grande, ma a me sembrava bellissima, allora, e anche ieri, a guardare il balcone dalla strada, sembrava bellissima anche ieri.
Poi però il portone era aperto, siam saliti, ho bussato alla porta del mio vicino di casa di allora, ci ha aperto proprio il mio vicino di casa di allora, era ancora lì, da allora, e a questo punto le storie della mia vecchia casa, le storie sulle cose che son successe dentro quella casa, ce le siam fatte raccontare da lui.
Poi dopo, l’abbiamo molto ringraziato, per quelle storie, io anche per il caffè, siam scesi, ci siam presi un gelato, siamo rimasti lì di fronte a guardare il mare.
Mag 08
Io stamattina mi son svegliato, come tutte le mattine, mi sono accorto che han messo un confine qui sotto casa mia
Io, stamattina, mi son svegliato, ho visto proprio che ci han messo un confine, sotto la mia casa, una linea dritta che io che son piccolo non sapevo nemmeno come si chiamava, poi l’ho chiesto ai miei genitori, loro mi han detto che si chiama confine, io non ho proprio capito tutto tutto, però non volevo disturbare, ho fatto finta, di aver capito.
Dice mi ha detto il mio babbo che certe cose non vanno sempre nel modo in cui si crede debbano andare.
Dice che dobbiamo far così, star buoni, che alle volte capita di trovarsi un confine proprio sotto casa, alle volte capita di trovarci anche un gran muro, sotto casa, dobbiamo star buoni, mi ha detto il mio babbo, poi passa, ma io, che son piccolo, non ho capito bene bene, son stato a pensarci su tutto il giorno, poi, a sera, sono andato a letto e ho fatto dei sogni, mi piacciono i sogni.
Ho sognato uno, dentro i miei sogni, che camminava, e mentre camminava, o si fermava a pensare, poi riprendeva a camminare, si tirava dietro la linea del confine, come fosse un elastico lungo, quella linea di confine, una linea da portare in giro a vedere il mondo, che il mondo, lui, i confini gli piacciono, sì, ma solo quando se ne vanno in giro allegramente a girare per il mondo.
E tutto intorno a lui, intanto, vedeva i segni della meraviglia e dell’incredulità delle persone che da tempo le avevano perse, la meraviglia e l’incredulità.

Con un enorme grazie a Francesca, che ha illustrato una delle storie degli Strambi (che Francesca poi sia davvero brava, io l’ho sempre detto, eh, anche prima)
Mar 26
Io, una cosa che ho imparato quest’anno, che Teresa è all’ultimo anno di asilo, e all’ultimo anno del suo asilo c’è il gruppo lettura e primina, i più grandi, del gruppo dei grandi, fanno la primina, i più piccoli, del gruppo dei grandi, fanno lettura, comunque tutti e due i gruppi, primina e lettura, imparano le lettere e i numeri, a me Teresa sembra così piccola, per imparare le lettere e i numeri, e invece.
Io, una cosa che non sapevo, prima che Teresa facesse l’ultimo anno dell’asilo, che ci son metodi diversi, per imparare le lettere e i numeri, ci son dei metodi diversi per imparare a leggere, anche se leggere davvero, ci vuol del tempo, comunque ci son dei metodi che io prima, quando Teresa non era all’ultimo anno dell’asilo, nel gruppo lettura, non lo sapevo, che ci fossero tutti questi metodi.
Mi hanno detto che c’è il metodo globale, che stando a quel che mi han detto, deriva dagli studi e dalle esperienze di Decroly, il quale, pur non avendo mai elaborato alcun metodo, è riconosciuto comunque come uno fra i più grandi innovatori in campo pedagogico. Secondo i sostenitori del metodo globale, l’apprendimento della scrittura e lettura di lettere o sillabe isolate non ha senso.
Poi, invece, ci son quelli che questo metodo, niente da fare, non funziona, c’è il metodo fonematica, la cui paternità viene attribuita a Ferruccio Deva, che diceva che l’apprendimento della scrittura è un momento legato all’apprendimento della lettura e successivo a quest’ultimo.
Poi invece ce ne sono altri di metodi, io mi sono interessato, ho letto tutto, non ho capito niente, o comunque molto poco.
Io però alla fine, a pensarci, che tutti questi metodi lo so, sono importanti, io non mi permetterei mai di dire che non sono importanti, però io, a pensarci, alla fine, dopo avere imparato tutte queste cose, in quest’ultimo anno dell’asilo, io, sempre a pensarci, la cosa più importante, vedere Teresa che torna felice, dall’asilo.