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Dic 02

Storia di una bambina di sette anni e di un paio di guanti

Postato da Francesco il 2 Dicembre 2011, nella categoria Cose mie.

Due guanti, se sei uno studente di giurisprudenza, a un certo punto del tuo studio, anche abbastanza presto, diciamo proprio all’inizio del tuo studiare giurisprudenza, impari che sono una cosa composta, impari la differenza tra le cose semplici, come un fiore, e le cose composte, come due guanti, ché due guanti, se ci pensi un attimo, è anche abbastanza ovvio, non devi neanche studiare tanto, se sei uno studente di giurisprudenza, sono complementari, servono a un unico scopo, tener calde le mani.
Però, e anche questo, se ci pensi un attimo, è abbastanza ovvio, per fare una cosa composta come si deve, devi avere un guanto destro e uno sinistro, ché se invece hai due guanti destri, o anche due guanti sinistri, non va mica bene, cosa te ne fai, devi avere due guanti che come dire si completano a vicenda, devono tener calde le mani, la destra e la sinistra, cosa te ne fai di due guanti uguali, non va mica bene.
Se sei uno studente di giurisprudenza poi, mentre sei lì che impari la differenza tra le cose semplici, come un fiore, e le cose composte, come due guanti, puoi ritrovarti a pensare che due guanti, se sei una bambina di sette anni, sono un bel regalo, per natale, tengon calde le mani, puoi giocare con la neve, che se sei una bambina di sette anni e ti è sempre piaciuto, giocare con la neve, due guanti sono proprio un bel regalo, per natale.
Solo, se sei una bambina di sette anni e sei anche un po’ distratta, può capitarti di perderne uno, di guanti, il destro o il sinistro non fa differenza, devi avere due guanti che come dire si completano a vicenda, devono tener calde le mani, la destra e la sinistra, cosa te ne fai di un guanto solo, non va mica bene.
Se sei una bambina di sette anni e sei anche un po’ distratta e hai perso un guanto, il destro o il sinistro non fa differenza, puoi ritrovarti a pensare che da qualche parte ci deve essere un vecchio che ha preso a cuore la questione, come si dice, un vecchio che ha pensato che i guanti devono essere due, devono tener calde le mani, se ne perdi uno non va mica bene.
Può esser successo che tanti anni prima, prima di prendere a cuore la questione, quel vecchio ha trovato un guanto che qualcuno aveva perduto e lo ha raccolto, può esser successo che ha pensato, tanti anni prima, che due guanti devono completarsi a vicenda, devono tener calde le mani, la destra e la sinistra, cosa te ne fai di un guanto solo, ha pensato, non va mica bene. Allora ha raccolto quel guanto e l’ha portato a casa, sperando di trovare l’altro o che il proprietario dell’altro, in qualche modo, trovasse lui, e da quel giorno ha preso a cuore la questione e ora, dopo tanti anni, è un vecchio che lo sanno tutti, in paese, che raccoglie i guanti perduti sperando di trovare l’altro o che il proprietario dell’altro, in qualche modo, trovi lui, e a volte è anche successo, chi perde un guanto, in paese, prima o poi va dal vecchio a vedere se ha per caso trovato l’altro, a volte l’ha anche trovato.
Se sei una bambina di sette anni e sei un po’ distratta e hai perso un guanto, allora, dopo aver pensato che da qualche parte ci deve essere un vecchio che ha preso a cuore la questione, come si dice, va a finire che vai a trovarlo, quel vecchio, va a finire che gli lasci il guanto che ti è rimasto, il destro o il sinistro non fa differenza, sperando che ritrovi l’altro, ché due guanti devono completarsi a vicenda, devono tener calde le mani, cosa te ne fai di un guanto solo.
E va a finire che vai a trovarlo ogni giorno, quel vecchio, e quel vecchio, ogni giorno, ti racconta le storie dei guanti che ha ritrovato, ti racconta delle persone che sono andate a cercare quei guanti, ti racconta le storie che sono andate a finire poi bene e le storie che sono andate a finire poi male, e tu speri che la tua storia, in qualche modo, vada a finire poi bene, e se sei una bambina di sette anni e sei un po’ distratta e hai perso un guanto, e qualcuno ti chiede come mai ogni giorno vai a trovare quel vecchio, Voglio far tornare insieme quel che deve stare insieme, rispondi.

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Giu 29

Vite da precari

Postato da Francesco il 29 Giugno 2011, nella categoria Segnalazioni.

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Dal concorso vite da precari [tra creatività e follia], lanciato l’anno scorso da Zop, è nato un eBook gratuito edito da castellovolante e disponibile dal 1° luglio. Da Zop (grazie Zop) tutte le informazioni..

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Apr 25

Schegge

Postato da Francesco il 25 Aprile 2011, nella categoria Segnalazioni.

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E’ tempo di Schegge di liberazione, quello nuovo. Il libro di carta esce oggi e lo leggono dal vivo all’ex Campo di concentramento di Fossoli. L’ebook, invece, si scarica gratuitamente da questa pagina (in pdf, epub e mobi).
Dentro c’è anche un mio racconto, parla di vecchie zie e delle quattro giornate di Napoli.
Grazie ai Barabbisti e buon 25 aprile a tutti.

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Dic 18

La strana storia di Mario Haumer

Postato da Francesco il 18 Dicembre 2010, nella categoria Cose mie, Divagazioni.

Ieri mi han raccontato una storia, che è poi la storia di Mario Haumer, o più precisamente la storia di Mario Haumer che quando aveva fame aspettava che le persone si addormentassero, ché lui mangiava i sogni delle persone che si addormentavano, è una storia raccontata anche in alcuni importanti testi che approfondiscono la scienza della psicologia dei sogni, o - come alcuni preferiscono chiamarla - sognologia, testi spesso andati perduti, ma che ancora vengono citati dagli studiosi del campo.
Poi, mi han raccontato, Mario Haumer per un certo periodo è stato in cura dal famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf, specialista conosciuto soprattutto per gli anni passati a studiare di che materia sono fatti i sogni, e lì ha incontrato Anna Bachmann, nota come la sognatrice a comando. Aveva doti speciali di sognatrice, di notte era in grado di sognare qualsiasi storia le avessero raccontato da sveglia, senza dimenticare nulla, di quel che le avevano raccontato.
Era in cura dal famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf perché spesso quei sogni che le avevano raccontato durante il giorno, non le piacevano, somigliavano troppo alle persone che le chiedevano di sognare al posto loro, e lei, la sognatrice a comando, non riusciva a sognare i suoi, di sogni.
I due, mi han raccontato, durante il soggiorno presso la clinica del famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf, si sono innamorati, e il loro amore, durante il soggiorno presso la clinica del famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf, sembrava sperso in mezzo al nient’altro a galleggiare, mentre la cura, intanto, sembrava non portare da nessuna parte, o forse verso il disastro, non si sa.
E invece una notte, la notte di natale, si erano addormentati insieme, e lei, la notte di natale, aveva sognato i sogni che si sognano la notte di natale.
Quella notte, la notte di natale, lei era finalmente riuscita a sognare un sogno che fosse solo suo.
E lui, lui non aveva mai mangiato così bene.

[questo post è stato scritto grazie alla collaborazione di Thomas Bernhard, di Paolo Albani e del Pokémon Hypno, che ringrazio] [e grazie a Sir Squonk, che ha inserito questo post nella annuale raccolta dei Post sotto l’albero]

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Dic 08

Uno

Postato da Francesco il 8 Dicembre 2010, nella categoria Cose mie, Divagazioni.

Uno trascrive accuratamente in un taccuino tutto ciò che vuole dimenticare, data, ora e luogo, poi la descrizione dell’avvenimento che deve illustrare la scempiaggine degli uomini, scempiaggine che egli vuole in ogni modo dimenticare.

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