Set 01
Set 01
C’era una storia che l’Alda raccontava sempre al più piccolo degli strambi, che essendo il più piccolo, senza la storia dell’Alda, di dormire non ne voleva sapere.
C’era una volta, iniziava questa storia, l’omino di un’insegna in ferro battuto, che stanco di segnalare dove andava il vento, e grazie a un moderno scienziato, ha preso vita, solo che lui, l’omino in ferro battuto, soprattutto nelle giornate senza vento, non sapeva dove andare, dopo aver preso vita.
Ho preso vita e non so dove andare, pensava.
L’omino in ferro battuto, un giorno, ha incontrato una bambina, che lo ha portato a conoscere il mondo, solo, dopo aver conosciuto il mondo, l’omino in ferro battuto ha capito che il mondo così com’era non gli piaceva, allora, dopo averci a lungo pensato, ha raccontato una storia alla bambina che lo aveva portato a conoscere il mondo, una storia dove c’era un omino di ferro battuto che stanco di segnalare dove andava il vento, e grazie a un moderno scienziato, aveva preso vita, e dopo aver preso vita ha capito che lui non ne voleva sapere dei lavori normali, lui raccoglieva i colori, i raggi del sole e le parole, per tenerle strette nei giorni grigi dell’inverno.
E allora la bambina, tornata a casa, ha raccontato una storia al più piccolo dei suoi fratelli, li chiamavan Gli strambi, quei cinque fratelli, gli ha raccontato di un mondo dove c’eran solo omini delle insegne di ferro battuto che passavano il tempo a raccogliere i colori, i raggi del sole e le parole, per tenerle strette nei giorni grigi dell’inverno, e un giorno che in quel mondo è arrivata una bambina, per uno strano caso del destino, l’omino di un’insegna in ferro battuto l’ha portata a conoscere il suo mondo ed era un mondo bellissimo.
E così, ancora oggi, il più piccolo degli strambi, si sveglia presto, ogni giorno, per raccogliere il suo raggio di sole.
un racconto molto ‘calvinista’ nello svolgimento. mi è piaciuto di un parecchio molto.
bene bene: stavo per scriverti una mail preoccupata (tumbla poco, scrive niente)
grazie per la storia, circolare come una palla, diretta come il raggio di sole che dona
(se poi vuoi scrivermi, son contento, giassai)
ice, mi fa piacere di un parecchio molto, davvero
nik, ci avevo già pensato, eh, ti arriverà posta a breve (e grazie a te)
Che carina…
Più che un circolo sembra un gomitolo, bello.
Questa è davvero bella. Ora so dove passare per raccogliere un raggio di sole.
colpito anch’io da quel raggio di sole
L’omino in ferro battuto mi sta simpatico fosse solo perché è un omino in ferro battuto, quando però sta alzato tutta la notte a fare gozzoviglie e al mattino è pallido pallido, allora si trasforma in omino in ferro sbattuto, si beve un po’ di latte e va a dormire.
come sempre, quando si viene qua da te, si trovan le poesie. bellissimo
…e devi dire che proprio in questi giorni mi è venuta una tale voglia di favole… e per fortuna che ho letto la tua.
Una favola che sembra un anello do Moebius !
Una voglia di favola immensa chè questo mondo mi piace sempre meno e mi chiedo spesso se è sempre stato così o se si è incattivito a un certo punto che io dormivo, raggomitolato su me stesso, per un lungo periodo, quasi sette anni e questo mondo non me lo ricordavo così. O forse sto diventando vecchio e inizio ad essere solo uno dei tanti laudator temporis acti, o un ingenuo che il mondo è sempre stato cattivo…così. Chissà, troppo bambino…
E trovo che anche la gente si è incanaglita, non tutti, è ovvio.
Ed è metafora potente di ciò che siamo, la tua favola, e dei pericoli che corriamo a vivere, a non sapere dove andare.
Eppure star fermi ed indicare non si può sempre…
Quale contraddizione insanabile !.
Almeno, quello sì, raccogliamo i colori, i raggi del sole e le parole, per tenerle strette nei giorni grigi dell’inverno, finchè arriverà una bambina a cui racconteremo questa storia, la nostra e/o la sua e così via…si ricomincia.
Grazie, per la tua semplicità abissale e insieme stellare che io me la sogno.
Graze per la favola che mi hai regalato.
Come quell’omino in ferro battuto, trascinato dal vento, eppur fermo; deluso eppur sempre intenzionato a raccogliere i colori, i raggi del sole e le parole, per tenerle strette nei giorni grigi dell’inverno e a raccontare ancora una volta…sicuri che ci sarà di nuovo raccontata…
Mi viene in mente Calvino: cercare ciò che nell’inferno è meno inferno e dargli spazio…sempre più spazio.
Ma questa favola è meno artificiosa di una favola calviniana e più strutturalmente smaliziata di una rodariana…
Alfar
PS a Sant’Agata non ti posso più ospitare, ma nella bassa quando vuoi…c’è tanto spazio…of course pure con Aitan e la tua allegra brigata
prima o poi ci vengo, da te nella bassa, promesso
Il commeto di alfar mi piace assaje
ecco… proprio di un piccolo raggio di sole avevo bisogno oggi
tu dovresti partecipare proprio al gioco di blog&nuvole…proprio tu ci dovresti partecipare…mi immagino tutta una serie a fumetti degli strambi…
alfar
se lo dici tu, ci partecipo
Lo dico anch’io!
e allora grazie, aitan
Voglio esser adottata dagli Strambi..:)
Mi hai ricordato un po’ Ascanio Celestini, ma tu sei così lieve che le tue storie gallegiano nell’aria come bolle di sapone