Dic 01
Dic 01
Venerdì, ore otto del mattino. A. esce di casa, lo attende un importante appuntamento di lavoro. Va a prendere la macchina, appena un paio di isolati verso nord, e come succede assai spesso incontra B.
Come succede assai spesso, anzi a dire il vero sempre, si limita a un cenno di saluto.
Ma stamattina B. è di cattivo umore e a quel cenno di saluto non risponde, sarà il freddo. Contrariamente alle sue abitudini, B. si ferma a far colazione al bar all’angolo della strada. E si stupisce del fatto che, nonostante siano passati ormai tre anni da quando ha cambiato casa, in quel bar non aveva mai messo piede.
Al bancone, C. sta bevendo un caffè, ripensando alla sera precedente. Che non è stata piacevole, si direbbe, se solo ci si soffermasse a osservare il suo sguardo.
Il proprietario del bar, D., sta chiacchierando con la cassiera, che ha ben chiare le intenzioni del suo principale. Il suo fidanzato, della cassiera, non certo del principale, vorrebbe farle cambiare lavoro. Come se fosse facile.
Venerdì, ore otto e dieci del mattino. Un uomo, non sappiamo il suo nome, entra nel bar all’angolo della strada, impugna una pistola giocattolo. Nessuno, a quanto pare, se ne accorge. Del fatto che sia una pistola giocattolo, perché invece, del fatto che un uomo è entrato impugnando una pistola, se ne sono accorti almeno il proprietario del bar e la cassiera.
Osservando attentamente la scena, si vede chiaramente il proprietario del bar spostarsi, aprire un cassetto, cercare la sua, di pistola. Che non è un giocattolo.
Venerdì, ore otto e undici del mattino. Uno sparo. Che non colpisce, come si potrebbe supporre, l’uomo il cui nome non conosciamo, ma che uccide all’istante C., il quale nel frattempo aveva finito il caffè, ma non aveva ancora smesso di pensare alla sera precedente.
L’uomo che era entrato nel bar impugnando una pistola è spaventato, ma in grado di voltarsi e di scappare.
Venerdì, ore otto e dodici del mattino. A. ha ormai preso la macchina, ha mentalmente maledetto i sensi unici appena decisi dalla nuova amministrazione comunale, in questo momento sta distrattamente controllando l’orologio.
Non si accorge, o lo fa troppo tardi, di un uomo di cui non conosciamo il nome che si allontana di corsa dal bar all’angolo della strada.
Un attimo dopo, A. sta già pensando a come arrivare in tempo al suo appuntamento.
Nessun commento. Nessun commento no! Mammina che storia. Poveri abc.
dici che ho esagerato?
(comunque, secondo me, povero C., che brutto modo d’iniziar la giornata)
(A., invece, non mi è molto simpatico)
io mi chiedevo invece di b.
B. l’ho perso di vista mentre seguivo l’uomo senza nome fuori dal bar, credo abbia rimesso il cappotto e sia tornato a casa. E che il suo umore non sia migliorato, nel frattempo.
ma allora è vero? c’è tutto un mondo Intorno?:-)
madonna! e quel tipo, A, davvero stronzo
pensavo all’uomo con la pistola giocattolo, chissà poi perché (e mi ricordavo di quel calciatore biondo morto in oreficeria),
pensavo a D e alle sue intenzioni, magari le avrà già belle e realizzate, e chissà, la cassiera…,
pensavo a C, a come ha finito la giornata appena cominciata,
pensavo a B, al suo malumore ad alla sua fortuna (in fondo avrebbe potuto colpire lui, quella pallottola),
pensavo ad A ed al suo appuntamento e mi chiedevo se fosse davvero così importante,
pensavo a Alejandro González Iñárritu e immaginavo che avrebbe potuto ricavarne un corto
E g? Già, g se n’è andata a Cracovia.
Autoreferente, vergogna. Sarà il vino.
didola, e che mondo, che c’è intorno

katiuuu, son d’accordo, ma alla fine, è tutta colpa sua?
aitan, pensavo, dopo aver letto questo commento, che si potrebbe fare così, io ti dico quel che penso e tu lo traduci in post
io g in questa storia, e per fortuna, non ce la vedo, ce la vedo però ad offrire ai presenti un bicchiere di vino, che a un bicchiere di vino non si rinuncia mai
dai feed ti leggo anche io…che si sappia
Povero C, che brutto morire pensando a una cosa triste.
povero C, ucciso per un caffè, vedi perchè mi fermo di rado a far colazione al bar!
cate, grazie
laspostata, effettivamente. però anche pensando a una cosa allegra non è tanto piacevole, credo
herz, si sarà poi trattato solo di una casualità?