Gen 02
Gen 02
Vicino alla stazione, che la stazione è uno di quei posti dove tutti van veloci e han fretta, c’era una vecchia che invece stava sempre ferma, lei, in strada, davanti la porta di casa.
C’era una vecchia, vicino alla stazione, che a guardarla con il tipico sguardo superficiale con cui si guardan le vecchie, lei sembrava parlare da sola, stava lì che parlava, non la smetteva un attimo, ad uno sguardo superficiale sembrava proprio parlare da sola, invece, a guardar bene, a metterci un po’ di attenzione, lei faceva volare le parole.
Ogni volta che ci passavi vicino, alla vecchia, a fare attenzione, a voler ascoltare, c’eran delle parole che le vedevi volare davanti agli occhi, dentro gli orecchi, provavi a prenderle, ma loro andavano veloci a nascondersi, scappavano chissà dove, poi cominciavano a volare di nuovo.
Se passavi vicino alla vecchia, a voler ascoltare, c’eran parole che volavano ovunque, si mescolavan tra loro, creavano tali combinazioni di parole, che restavi incantato a guardarle, a voler guardare.
Una di queste parole, una volta, si è allontanata troppo, è finita nel cappotto di un turista inglese, per uscire da quel cappotto ci ha dato un gran colpo sulla schiena, al turista inglese, fortuna che poi è riuscita a tornare, che c’era già un’altra parola che si sentiva sola, la stava aspettando.
Io ogni volta che passavo vicino alla vecchia, rallentavo un po’, Che meraviglia, le parole, pensavo.
la vecchia parolaia come antidoto alle parole d’una riunione di condominio: ah, che bella idea…;-))
Che meraviglia, le parole, penso anch’io
Di bocca in bocca, la bellezza della parola, son d’accordo
le parole sono una cosa magnifica, ci permettono di fraintenderci alla perfezione.
Ma che razza di combinazione! Le mie e le tue (parole) si staranno mica chiamando?
metrovampe, quando ho letto l’ultima tua vampa, ho pensato la stessa cosa

cyb, dubito che la vecchia possa far molto, contro le parole d’una riunione di condominio
birra e chiaratiz, speriamo che continuino a volare, le parole
che poi, deeproland, volando volado, se si trovano poi tutte al posto giusto, ci si riesce anche a capire, chissà
Que Maravilha
(Jorge Ben Jor/ Toquinho)
Lá fora está chovendo
Mas assim mesmo eu vou correndo
Só prá ver o meu amor
Ela vem toda de branco
Toda molhada e despenteada, que maravilha
Que coisa linda que é o meu amor
Por entre bancários, automóveis, ruas e avenidas
Milhões de buzinas tocando sem cessar
Ela vem chegando de branco, meiga e muito tímida
Com a chuva molhando o seu corpo
Que eu vou abraçar
E a gente no meio da rua do mundo
No meio da chuva, a girar, que maravilha
A girar, que maravilha
A girar
Che meraviglia, vero! Specialmente quelle scritte
Francesco, è un po’ di tempo che ti leggo e sono rimasta affascinata dal tuo blog.
Mi spiace doverti scrivere “in chiaro”, ma lo faccio perinvitarti a partecipare al “Thinking Blogger”: se vai nel mio blog vedrai che ti ho nominato come uno dei 5 “thinking blogger”…
Spero che la cosa non ti dispiaccia e che aderirai all’iniziativa.
V
valentina, io ad esser sincero il tuo blog l’ho scoperto stamattina (a proposito, grazie, ho visto che sono tra i tuoi link) e me lo son letto per un bel po’
poi, per questa cosa che mi hai nominato, eh, grazie di nuovo, non lo so mica se me lo merito
(quanto all’aderire, io ci ho un po’ di difficoltà con queste cose che si propagano, facciamo che ci penso)
con me sfondi una porta spalancata
ebbè non tutte le parole!
io quando leggo il titolo del post penso che Francesco me lo ha dedicato
Mi sono accorta che i tuoi post, quelli che raccontano storie così in particolare, io me li immagino visivamente in… disegni animati… Belli!
Son tornata
Ecco, adesso so già che appena esco da qui mi metterò a cercare la vecchia. ì