Nov 02
Nov 02
No, oggi al lavoro non vado, ecco cosa mi ci vuole, una giornata di riposo, una giornata tutta per me, saranno anni che non lo faccio, una giornata tutta per me. E poi no, non ho nessuna voglia di prendere posta, dopo quel che è successo ieri, la mail che ho mandato, oggi non accendo il computer, ecco cosa mi ci vuole, una giornata tutta per me e una giornata senza accendere il computer.
Sì, ma se non vado al lavoro, in fondo l’ho deciso già ieri sera, che ci faccio, qui, a rigirarmi nel letto alle sette di mattina? Che poi, pensarci, ma vedi a cosa vado a pensare, eppure ci penso, è ormai un anno che Valentina è andata via, da questa casa, e io ancora, ogni mattina, apro gli occhi e mi volto verso il suo lato del letto, anche se sarebbe meglio dire verso quello che era il suo lato del letto.
Lei era quella che aggiustava tutto, non voleva che qualcosa si rompesse, se succedeva, lo rimetteva insieme, quel qualcosa che si era rotto, diceva che bisogna fare degli sforzi, ogni tanto, e incollare i pezzi che sembrano rotti. Due pezzi rotti incollati, sembrano un pezzo intero, anche se un poco più strano.
Io invece, se una cosa si rompeva, subito la buttavo via, sembra un dettaglio, pensarci ora non lo è. Difficile far degli sforzi, per me.
Vado a farmi un caffè, ormai sono sveglio, mentre aspetto che esca, il caffè, magari accendo il computer che ho qui a casa, ma solo per un attimo, poi, è deciso, mi ci vuole una giornata tutta per me, una giornata senza accendere il computer, una giornata di sole, si deve uscire, far cose.
Solo, far cose, non son più abituato, mi sembra.
Guarda qui, sono già le undici e sono ancora al computer.
Mi viene in mente una cosa che ho letto, stava dentro un libro, diceva che il tempo si sente passare. Ma piano, pianissimo. Si sente appena appena. Quando non ci sono rumori. Allora il tempo fa come un fischio; ma è un fischio che vien da per tutto. Ad esempio si sente in cantina, e si sentirebbe a star sottoterra; o di notte, se è tardi. È un fischio che fa l’aria, e si sente non subito, ma a star fermi, dopo un po’. E credo che vuol dire che il mondo va avanti; o anche che il mondo è lì, già avviato, che gira. E se ci metti l’orecchio, dentro a un bicchiere, si sente proprio quel fischio, però concentrato.
Questa è una cosa che, per conto mio, andrebbe fatta sentire ai parlatori, e a quelli che ad esempio stan lì a proclamare il loro pensiero a destra e a sinistra. Io ci direi: senti il fischio del tempo, che lui non sa neanche chi sei.
Intanto, oggi, il tempo passa, e io di uscire mi sa che non se ne parla.
Tanto valeva andarci, in ufficio, anzi ci vado ora, del resto ho ancora le chiavi, voglio proprio vedere che cosa ha avuto il coraggio di rispondere, alla mia mail di ieri, che ore sono? È tardi, una giornata passata in casa, con fuori il sole, ed è già diventato tardi.
Appena arrivato in ufficio, una strana euforia, accendere il computer, guardare l’ora, controllare la posta. Non è arrivato niente.
Mi sento come uno che non lascia tracce, nella memoria.
Le lasci invece le tracce.
Grazie
fata
Viri verso un altro stile, ma resta bello leggerti, ed emozionante (però a me mi piace pure sentirti parlare; rivediamoci presto e ne riparliamo).
si. anche a me ogni tanto viene la stessa paura.
E’bello bello,con quel tocco piccolo e speciale che hanno sempre i tuoi racconti. Io quel fischio l’ho sempre chiamato il rumore del silenzio, ma in effettti, a pesarci bene, dev’essere proprio il tempo che passa a produrlo. E che solo nel silenzio riusciamo a percepirlo, quel silenzio che si può godere in una giornata tutta per se..
io a volte vorrei essere un po’ più parlatrice per sentirlo meno il rumore del silenzio, perché anche troppo di quel rumore lì può far male. Grazie che ne avevo proprio bisogno di una cosa bella oggi.
io l’ho fatto venerdì, al pomeriggio. Niente lavoro. E’ talmente bello che lo rifaccio tra un po’.
se esiste un aggettivo che sta fra futile e patetico, l’hai descritto qui
siccome ci sono dipinto anch’io, ti riconosco una grande signorile compassione
la cosa più bella, dopo tanto tempo che non postavo qui, è leggere i vostri commenti, davvero
(grazie)
Il fischio del tempo: m’hai fatto venir voglia di star lì un po’, a sentirlo.
Quel fischio lì io l’ho analizzato, sin da piccola. Son convinta sempre più che sia il rumore del sangue che scorre nelle vene, quelle blu, e nelle arterie, quelle rosse. E’ quel rumore che riesci a sentire solo in silenzio e, per questo, dicono che a volte il silenzio sia assordante.
E’ la prima volta che passo di qui: ci resto un pò, mi piace.
*like*
(mi sa che sto facendo confusione con friendfeed)
(mi sa che una giornata senza computer farebbe bene anche a me)
(comunque *like*)
[…] - Difficile far degli sforzi, per me di Francesco 8:49pm […]
Il suono del tempo: è bello, anzi bellissimo, ne avevo bisogno.
perché ci consentiamo la possibilità di esistere solo come e quando ci ha insegnato la televisione, il cinema, il mondo delle immagini. senza ufficio, senza lavoro, senza fretta… è come se non fossimo degni di stare al mondo. ma forse vivere inizia lì, quando si spegne il computer e si chiude la porta dell’ufficio. un bacetto.
che bello che sono arrivata qui. ma a me il tempo che passa fa paura che non lo guardi e sono passati 10 anni
è sempre troppo di rado che passo di qua.
Grazie, oggi mi ci voleva un post come questo.
a presto
bello
non possiamo sapere quale traccia lasciamo dietro di noi, magari in persone completamente sconosciute. dovremmo prendere il nostro cuore e la nostra memoria e dissezionarli, così da leggere su ogni pezzo il nome del legittimo proprietario.
partiamo dal fatto che per me tu sei indimenticabile?
Vabbé, ok, poi ci liberaiamo dalla tentazione molto blogghistica di confondere scrittore e personaggio e diciamo che questa cosa del fischio nel bicchiere è proprio da brevettare.
Come un bicchiere della Nutella col tappo sopra, che se lo levi, magari, chissà, ha un sapore più dolce, il tempo.
non c’è niente di più frustante che trovare la casella di posta vuota! alle volte anche uno spam aiuta
però è dal 2 novembre che non scrivi fa uno sforzo su
hai ragione dido, diciamo che tra qualche giorno arriva il Post sotto l’albero, dai