Dic 02
Dic 02
Avevo tutto chiaro, la trama, i personaggi, i tempi, tutto quel che doveva succedere, in quella storia, ero lì davanti al compiuter pronto a scrivere, che ci avevo pensato tanto di quel tempo, a quel che doveva succedere in quella storia, mi sentivo pronto a scriverla.
Uno dei personaggi di quella storia, direi oggi il personaggio principale di quella storia, si chiamava Anacleto Bendazzi, e lui già a pagina cinque, lo vedo che sta parlando con una donna che ancora mi chiedo chi è, questa donna, che non era prevista nella storia, ho guardato anche dentro i miei appunti e non c’era, lui a pagina cinque dice a questa donna di chiamarsi Giampaolo Dossena, nome decisamente inventato sul momento, senza alcun rispetto per me che la stavo scrivendo, quella storia.
A pagina nove Anacleto Bendazzi, il mio personaggio, doveva essere un uomo pensieroso vestito di grigio che andava a un appuntamento importante con un uomo il cui passato avremmo scoperto solo più tardi, era un appuntamento importante anche per il mio andare avanti in quella storia, invece me lo ritrovo senza alcun pensiero che prende un caffè con la donna incontrata a pagina cinque, stringendo per di più tra le mani un giornale con una data di anni prima.
Son stati a prendere il caffè fino a pagina quindici, io non lo so chi avrebbe voglia di leggere di due, che senza alcun rispetto per chi sta scrivendo una storia, stan lì a prendere un caffè per tutte quelle pagine.
A pagina venti doveva andare in una stanza al quarto piano di un vecchio palazzo, e invece se ne rimane a casa ad aspettare una telefonata che ha a che fare, in un modo molto intimo, con la sua vita, io continuo a guardare i miei appunti, a scavare nella mia memoria, io in che modo possa questa telefonata avere a che fare con la sua vita in modo molto intimo, non lo so.
A pagina trenta, inutile andare avanti a scrivere quella storia con tutti i disastri che mi combinava, Anacleto Bendazzi, a cominciare dal fatto che non voleva neanche il nome che gli avevo dato, ho stampato tutto quel che avevo scritto, ora quelle pagine sono da qualche parte nella libreria, non voglio neanche sapere dove, che era la storia più bella che avrei mai scritto, rovinata così.
Lui è ancora lì, Anacleto Bendazzi, me lo immagino vivere in quei fogli, l’omino che vive tra le pagine di una storia.
te lo meriti
se c’è una cosa che devi evitare, per quanto ti possa sembrare corretta, è proprio quella di sapere cosa stai per scrivere.
un’idea vaga, al massimo, ma non oltre.
e che anacleto scappi pure, che neanche noi uomini vogliamo sapere il nostro destino, figurarsi un povero cristo di carta e inchiostro!
È proprio vero, non c’è più rispetto per gli autori…
Comunque tirchio quel Giampaolo: 10 pagine, e solo un caffè! Alla signora poteva almeno offrirle un aperitivo, e che diamine!
per me lui è li tra una piega e l’altra della pagina che ti grida ..
Dimmi
Quanti soldi vuoi/Quanti soldi vuoi/Quanti soldi vuoi/Per lasciarmi andar/Quanti soldi vuoi/Quanti soldi vuoi/Quanti soldi vuoi/Non ti ho fatto male mai!/Oh, ma che dolore/Oh, è un gran dolore!/Non c’è più rispetto
Neanche tra di noi/Non c’è più rispetto
Oh oh oh oh oh
non c’è un gran rispetto neanche per i personaggi….
ciao come sempre bello da leggere
ciao
scaravento
Ma chissà quante cose si sono detti in tutte quelle pagine il signor giampaolo e la sua signora. beati loro anch’io vorrei avere il tempo per prendermi un caffè così lungo…
sono stato a lungo lontano, e di questi tempi avrò poche occasioni per passare a salutare vecchi amici come te… so di perderne, ma la vita è grama, talvolta…
spero vada tutto bene, amico…
Giampaolo Dossena è casuale o complice?…;-))
Anacleto fa parte di quella schiera di protagonisti che a fronte di una mano si prendono tutto il braccio…;-)
la tua vena surreale mi fa cominciare bene la settimana
sarà che è lunedì mattina, ma avrei bisogno anch’io di un caffè così lungo
(buona settimana a tutti, eh)
Secondo me subodorava un tragico finale che avrebbe reso bellissimo il romanzo e invivibile la sua vita di personaggio e si è ammutinato.
Anacleto Bendazzi, e se esistesse per davvero?
comunque è vero, non bisogna sapere troppo di quello che si scrive, viene tutto da se. magari se ritrovi quelle pagine, e tenti di continuare, chissà cosa esce
questo post io non lo posso dire quanto mi è piaciuto, ci dovrei scrivere un tema.
ti dico solo che quel caffè, rilassato al bar, mi fa invidia da morire!
aqua, non son tipo da finali tragici, era prevista giusto qualche piccola disavventura, ecco
kat, figurati, io so fin troppo poco di quel che vado scrivendo
birra, è che bisogna averci il tempo, per quel caffè (però effettivamente poteva almeno offrirle un aperitivo, a pensarci)
il caffè secondo me è più introspettivo.
io solidarizzo col sig. Anacleto, in quanto soggetto debole, che ci vuol fare e’ il retaggio veterocomunista di mio nonno.
una delle tue cose più belle, francesco. Una delle tue cose più belle… sei tu. Un saluto, condito con un bacio e un caffè lungo, ma tanto.
Commento OT (serie speciale) per annunciare le… nozzedibordo!
Viva Anacleto in progress!
massì, alla fine anch’io solidarizzo con Anacleto
(notedibordo, mi sono emozionato, eh, per le nozzedibordo, auguri)
re ot: credo farò un salto domenica nel pomeriggio. tu quando vai?
mrsD, son lì sabato pomeriggio e tutta domenica, son contento se ci vediamo
(alla fiera del libro a roma, eh, non pensate male)
e no, no e no. non si lascia così l’onesta lettrice di blog.
io mo’ devo sapere un sacco di fatti.
voglio sapere di che hanno parlato anacleto e la signora durante il tempo del caffè, chi ha pagato il caffè.
e poi attento a tenerlo lì nella libreria, tutto solo, che ’sto anacleto mi sembra un po’ indisciplinato e lasciato solo a se stesso ti concupisce anche la moglie.
Anacleto Bendazzi, per così dire, mi ha fatto venire in mente un personaggio che credo anzi spero esista per davvero, di nome Nello Benazzi, del libro di Colagrande, Fideg, lo hai letto?
flounder, ora lo vado a spostare, da quella libreria
corridrice, non solo l’ho letto, ma è anche la mia fonte di saccheggio principale per i nomi (anche se a onor del vero questo anaclaeto bendazzi mi è venuto in mente leggendo di quest’altro anacleto bendazzi, citato da paolo beneforti qualche post fa)
Niente.
Questi racconti sono delle perle rare.
Leggerli è un piacere.
Lettura consigliata: Nebbia di Miguel de Unamuno
(vedi qui)
ombra, grazie
aitan, vado a vedere
Son stati a prendere il caffè fino a pagina quindici, io non lo so chi avrebbe voglia di leggere di due, che senza alcun rispetto per chi sta scrivendo una storia, stan lì a prendere un caffè per tutte quelle pagine
la storia è rovinata in un modo magistrale
un saluto
eh, almeno cerchiamo di rovinarle bene, queste storie
un saluto a te, yzma
Anacleto… che personaggio, ricorda Marcovaldo… mI SEMBRA GIà un racconto di Calvino e forse mi ci sono già affezionato…. Se un giorno ti ricapita di rileggerlo salutamelo… Tanto, secondo me, lo ritroverai là al bar, in piedi, intento a guardare fuori la gente che passa…
son fastidiosi questi personaggi così “imprevisti”, cioè, tu li avevi previsti e invece loro…sì, insomma, fastidiosi, punto.
non far sapere al vero giampaolo dossena della tua storia, però, potrebbe aversene a male. considerato il suo amore per il giochi letterari potrebbe giudicarti un temibile avversario e sfidarti a duello!
pensavo, leggendo, ad una canzone di paolo conte. anche in quella ci sono due ” Io li sentivo parlare
dietro la porta del pomeriggio
chiusa a chiave
naturalmente dalla mia parte,
si capiva molto poco, quasi niente,
ma qualcosa si intuiva,
si indovinava una specie di salto
nei loro pensieri… “