Nov 03
Nov 03
Io, per il fatto che in casa circola una bambina, devo fumare affacciato alla finestra.
Potrei anche smettere di fumare, pensa quanti soldi risparmiati, smettere di fumare. Solo, non ci riesco, smettere di fumare.
Ho provato anche con l’agopuntura, mentre ero lì con tutti gli aghi pensavo Ma quando finisce, questa agopuntura, ho proprio voglia di una sigaretta.
Comunque, ieri, mentre sono lì affacciato alla finestra che avevo proprio voglia di una sigaretta, e in casa fumare non se ne parla, è ripassata l’Ape del robivecchi, ne avevo già parlato qui.
Finita la sigaretta, ho chiuso la finestra, sono andato a cercare un libro di tanto tempo fa, da qualche parte doveva essere. Che non lo so perché sono andato a cercare proprio quel libro lì, sarà stato per il robivecchi, sarà che in questi giorni si fa un gran parlare di Napoli, non lo so. L’ho trovato quasi subito, il libro, che poi era la Napoli di Bellavista.
L’ho sfogliato, ho guardato tutte le foto, ho letto qualcosa.
“Quanto volete per questo fondale di presepe?”
“Dottò, perché siete voi, ottomila lire”
“Ottomila lire? Ma fusseve asciuto pazzo? Io l’anno scorso, tremila lire e non me lo sono voluto comprare!”
“A parte il fatto che io l’anno passato questo fondale qua non lo vendevo per meno di cinquemila lire, avete fatto male voi a non comprarvelo. E già perché adesso per fare un fondale di questa posta ci vogliono tremila lire di materiale e tre giorni di fatica. Metteteci pure ‘e stellette ‘argiento, ‘a cumeta e ‘a farina azzeccata pe fa ‘a neve e poi fatevi il conto”
“Va bè, va, voglio fare una pazzia, eccovi le cinquemila lire”
“Dottò, mi dispiace per voi, ma non vi posso accontentare: qua se non escono settemila lire, una sopra all’altra, io il fondale dal muro non lo posso nemmeno staccare”
“Santa pace di Dio! Io l’ho detto che a San Gregorio Armeno non ci debbo più venire! Ma lo sapete che Upìm vende i poster a duemila lire con tutte le montagne che volete? Ce ne sta uno dove si vedono pure le Dolomiti”
“E voi compratevi i poster all’Upìm. Vuol dire che, quando è Natale, a Gesù bambino lo fate nascere in mezzo alle Dolomiti e a San Giuseppe ‘o vestite ‘a tirolese!”
Poi, ho letto la dedica, ché su quel libro lì c’è una dedica fatta a mio padre, nel 1979, la dedica diceva Una finestra aperta su di una Napoli che piano piano se ne va.
Nel 1979. Piano piano se ne va.
Mi sono sentito un pochino triste.
uhm.
se ne va.
come sono strane le dediche rilette a distanza di tempo. veggenti, paradossali.
e tristi.
certo che se tu non fumassi non ti saresti messo alla finestra a fumarti una sigaretta, non avresti visto l’apetta, non saresti andati a cercare il libro, non ti saresti intristito. ma noi non avremo letto questo bel post.
evviva i vizi.
scriverò un libro: “aderenza al giuramento d’ippocrate”.
ah senti, aggiungi una emme ad avremo chè stamattina sto sgrammaticata.
arrivederla, tante care cose.
aderenza al giuramento d’ippocrate mi piace, come titolo
tante care cose a lei
Con tutto lo schifo, il bello è che sono secoli che Napoli se ne va, un pezzo alla volta, ma po’ sta semp’ la’, tutta sporca, chien’ ‘e munnezza e nisciuno ‘a vo’ guarda’.
Forse dovrebbero cominciare ad andarsene un bel po’ di napoletani, ma no chille bbuone, ‘e malamente, tienilo a mme’ tienilo a mmente.
non lo so, aitan, io quello che pensavo ieri sera vedendo quelle foto è che negli occhi dei napoletani di una volta, dei napoletani “antichi”, forse c’era una dignità che oggi non ce la vedo più, quella dignità.
ma forse è solo che sono io che mi sbaglio, forse non c’era prima come non c’è oggi.
tengo a mmente, comunque, sempre (è che poi il problema è intendersi sul concetto di malamente)
a me mi viene:
e intanto maggio se ne va
ce resta ‘o friddo ma qualcosa è allero
maggio se ne va
avanza ‘o pero
capisco bene ’sta cosa. se ti può interessare su vibrisse, nella rubrica Giro d’Italia, c’è un pezzo mio dedicato proprio a questo fatto della città che se ne va.
ps
io ho risolto con le nicorette
Per smettere non c’è verso. Decidi di farlo e lo fai (si ha esperienza solo di sé, si sa, io così ci riuscii, tutto il resto mi parevano palliativi). Le cose che se ne vanno a pezzi piano piano. Verissimo. D’altronde è il modo con cui generalmente va via la nostra stessa esistenza. Day by day. In fondo in fondo ci aiuta pure a distaccarci dal voler vivere, non credi, quando tutto quello che ti corrispondeva a chi ti corrispondeva è andato perso.
flo, ma batti dove il dente duole, come si dice, anche pino non è più pino (devo anche dire che un po’ mi ha tratto in inganno quel pero finale
)
mel, l’ho letto (ed è sempre un piacere, leggerti)
calma, apparte il fatto che pensavo di vederti e non t’ho visto, giorni fa, e che c’è una bottiglia che aspetta solo te, ci hai ragione tu, ma c’è anche che a volte, oltre alla vita, senti anche una città che ti scappa via sotto i piedi. e, come la vita, non sai se rincorrerla o scappare. io, per il momento, rincorro
volevo scivere pere , ma poi non faceva rima con allero
(confesso di essere entrata in crisi)
F., pensa che questa tristezza è, qui da queste parti, roba da Ape del “saponaro”. Mio padre è morto con in viso l’amara smorfia di una nostalgia per la napoli dei festival che se ne stava andando e - ne resto convinta - se l’è portato con sé. Ed era il 1976…
‘e malamente so’ assaje
Scusa se ti ammorbo, ma l’ambaradan, che il primo giorno mi funzionava egregiamente, ora non funziona più. Uso Safari, forse è per quello?
R4
flo, ma a me avanza ‘o pero, era piaciuto assai
rita, brutta cosa la nostalgia, spero di non averti fatto tornare in mente pensieri tristi.
aitan, e pure ci hai ragione!
r4, non ammorbi, anzi mi fa piacere sapere se qualcosa non funziona… solo che non so che dirti, ché altri che usano safari non hanno problemi, ora magari chiedo un po’ a chi ne sa più di me
un saluto
non voglio essere figlii degli antichi