Giu 04
Giu 04
Un uomo, un giorno, si guardò allo specchio, si accorse di esser diventato nero. Proprio tutto nero, la faccia le gambe le mani, tutto nero, come l’uomo nero, per capirci.
Per qualche giorno, dopo aver fatto questa scoperta, dopo aver scoperto cioè di esser diventato nero come l’uomo nero, rimase in casa, aveva paura della reazione che tutti avrebbero avuto, a veder comparire l’uomo nero.
Poi, dopo, si stufò di star lì chiuso in casa, uscì, e non ci fu nessuna reazione, a veder comparire l’uomo nero, tutti continuarono a fare quel che stavano facendo prima.
L’uomo giallo continuò a lavare la macchina, anche se non ce n’era alcun bisogno, era già di un verde molto verde, e così pure l’uomo viola continuò a sfogliare una margherita per cercar di capire se il suo amore per la donna lilla fosse corrisposto oppure no (oppure no, rispose la margherita, ma questa è un’altra storia).
Era successo che i colori eran rimasti gli stessi colori di sempre, solo non riuscivano a combinarsi tra loro, se ne stavano ognuno per conto suo. E poiché a stare ognuno per conto suo, in base a una legge universale valida tanto nel mondo degli uomini quanto nel mondo dei colori, ci si annoia, ogni colore aveva scelto un uomo e da allora si vedevano solo uomini gialli, neri, viola e così via.
A quel punto, l’uomo nero pensò che in fondo non gli era andata tanto male, che si sa, il nero snellisce.
(ora, che mi son tolto il pensiero di metter su un post nuovo, posso tornare a mettere in ordine la mia libreria. Poi, magari, penso un po’ anche al tumblr)
eheh sempre bellissimo qui…
sai ora qual è la reazione che ho al tuo racconto? voglio assolutamente leggere di margherita e del suo “oppure no”!!!
Adessooooooo!!!
un saluto…
hu, ora capisco.
cmq meglio nero che blu di prussia.
sì, concordo con caino, ci son colori peggiori del nero, che in fondo è anche elegante.
ah, sei tornato! quando ho una libreria anch’io, torno!
:)
ma come li pensi tu, ’sti fatti?
quando pensavo all’uomo nero, pensavo a un uomo nero tipo questo, che effettivamente ha una sua eleganza
Che poi il nero sta bene con tutto…
La prima parte del racconto mi ha fatto venire in mente quella storia dell’uomo con in testa un corvo che mi fa impazzire. la racconto a un sacco di gente, tipo i miei figli, che sono due ma sono un sacco di gente perché per me sono quasi tutto il mondo. La seconda parte mi fa venire un paio di curiosità impellenti: una la condivido con diluvio (come è l’altra storia, quella della margherita?), l’altra è il colore della donna che sceglierò l’uomo nero. sarà mica una sposa tutta bianca e il loro amore una scacchiera? Che l’amore, si sa, è una partita patta per lo più, chiunque vinca, chiunque perda. Fra’ a me queste tue storie che stanno tutte tutte comode e dense dense nello specchio dello schermo me fann’ murì.
Che bello, che bello, meno male che sei tornato! La tua libreria l’ho già vista, eh eh
ciao, novo, è sempre un piacere quando passi di qui
rita, e facciamo che tu racconti una nuova storia a me e io racconto la storia della margherita a te?
notedibordo, lo so, le nostre librerie non sono poi molto lontane
come mi piace il nitore e l’essenzialità grafica di questi tuoi test…
e poi sto cercando di ricordare che ho di netro in guardaroba (ma forse farei meglio a mngiare meno)
aitan, mica hai bisogno di mettere cose nere, tu, piuttosto ne avrei bisogno io, ultimamente
(grazie)
la cosa che “il nero snellisce” mette tutti d’accordo! ma anche che i tuoi racconti sono troooooooppppo yeahhhhh mette tutti d’accordo!
troooooooppppo yeahhhhh? ‘Spetta di leggere il prossimo, a dirlo, che non so nemmeno se premer quel bottone lì dove c’è scritto “pubblica”
aria fresca. bello.
metrovampe, grazie, soprattutto perché ora ho scoperto il tuo blog
Ma è bellissimo!!
Mica scherzi pure tu, eh!!