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Apr 05

Piccolo fuoco

Postato da Francesco il 5 Aprile 2006, nella categoria Divagazioni.

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Che resta se resta soltanto un profumo
solo una foto attaccata al muro
ed il ricordo si innamorerà
di te che racconti quello che ho fatto
che sono stato una notte sul tetto
guardando in faccia la mia città

La mia città. Napoli. Quartiere Montesanto. Maurizio ha acceso un piccolo fuoco sulle scale che costeggiano la Cumana e che ora sono la sua instabile casa.
Si è sistemato lì dove, per qualche metro, non c’è salita. Luogo di sosta per buste della spesa che segnano mani antiche. Offerta di tregua per gambe troppo vecchie. Prima dell’ultimo sforzo, dell’ultima rampa.
Maurizio raccoglie tutto ciò che trova e tutto cerca di aggiustare. Anche la sua vita.
Ama dare, soprattutto, una seconda possibilità a piante abbandonate troppo presto. Concime e segatura, è questa la sua ricetta. Si è fatto, così, un giardino personale. Lì, su quelle scale.

E prima di un altro giro
ho tessuto ogni respiro
con le strisce di un cielo blu

Non sempre Maurizio ha visto un cielo blu, alzando gli occhi. Le galere che ha vissuto sono state molte; alcune durissime, altre meno, tutte inutili.
Spesso le ha prese, ma qualche volta le ha anche date. La galera gli ha fatto male, ma non lo ha spaventato.
Oggi, ancora oggi, è un uomo che cerca, ascolta, interroga, ama.

Tempesta sull’arido luogo
crescerà un fiore oppure mi muovo
senza radici andando su e giù
passione passione che non si dà sfogo
questa mia vita è un piccolo fuoco
pieno di cenere dimmelo tu

Maurizio siede davanti al suo piccolo fuoco. Un tempo aveva una casa. Ma aveva anche voglia di se stesso, o di una cosa simile.
E’ solo un’illusione quella che ti tiene in casa quando hai bisogno di te. I propri confini si riconoscono solo quando si incrociano altre persone. I contorni delle cose emergono tra le luci della città. E le persone si distinguono meglio controluce.
Per questo Maurizio ha scelto la strada.

Cielo di stelle ora dimmelo tu quando
l’amore fugge è un secondo un secondo ma
cielo di stelle ora dimmelo tu quando
l’amore fugge è un secondo un secondo che fu

Maurizio ha conosciuto l’amore, l’amore di una donna che non era come lui. Voleva una casa pulita, panni stesi ad asciugare nel vicolo, su quel filo che spesso collega due case, una di fronte all’altra, e a volte anche coloro che le abitano.
Bambini che al primo sole corrono in strada, guardati dagli occhi attenti delle donne dei bassi, donne che se chiedi a qualcuno dove si trova una strada quello mica ti indica il monumento famoso o la chiesa che stanno proprio lì. No, quello ti risponde “devi andare dove abita la signora Filangieri”.

Tristezza di certe incerte parole
la luna no non incontra mai il sole
ma lo riflette pensandoci su
io sono un satellite nato
giro intorno a ciò che ho girato
senza ancora dargli del tu

La gente del quartiere non è contenta. Vede Maurizio salire le scale portando un vecchio frigorifero, farne il suo armadio, riporvi le sue poche cose. Vede vecchi televisori, materassi, cassette della frutta accatastarsi su quelle scale. Perfino una macchina del caffè, distrattamente abbandonata dal gestore di un qualche bar della zona.
“Dobbiamo fare cose di pazzi, qui. Dobbiamo costruire uno chalet”, dice qualcuno.

Cielo di stelle ora dimmelo tu quando
l’amore fugge è un secondo un secondo ma
cielo di stelle ora dimmelo tu quando
l’amore fugge è un secondo un secondo che fu

Maurizio, alle sette del mattino, in un giorno che non ricordo, è stato sgomberato. Dieci operai hanno demolito la sua baracca e liberato le scale dalla sua invenzione.

In corsivo, il testo di “piccolo fuoco”, della Piccola Orchestra Avion Travel, cui questo post è ispirato. Anche Maurizio, comunque, ha abitato davvero quelle scale.

A proposito di questo post:

Questo post e' stato scritto Mercoledì 5 Aprile 2006 alle 10:00 ed e' archiviato nella categoria Divagazioni. Puoi seguire la discussione intorno a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
2 Commenti a “Piccolo fuoco”
  1. Il 05/04/06 alle 22:30, flounder ha detto:

    ho letto la prima frase e ho inziato a cantare, in automatico.

  2. Il 06/04/06 alle 08:23, Francesco ha detto:

    flounder, non so perché, ma direi che lo sospettavo :-)

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