Nov 05
Nov 05
Stasera son tornato a casa, di fronte casa ci son dei bidoni della spazzatura, stasera c’era un cappotto, appeso vicino al bidone della spazzatura, stava lì appeso a una stampella, che si vedeva che chi lo aveva lasciato lì sperava che qualcuno lo prendesse.
Io, ci son passato vicino, l’ho visto, mi piaceva anche, in altri momenti, qualche anno fa, me lo sarei provato, poi l’avrei preso, invece stasera ci son passato vicino, l’ho visto, mi piaceva anche, non ho fatto niente.
Poi, a casa, son passate delle ore, mi sono affacciato alla finestra, che ancora non son riuscito a smettere di fumare, è passato uno che faceva il tabaccaio a piazza amedeo tanti anni fa, ora porta da mangiare ai gatti della zona, ha preso il cappotto, l’ha provato, gli stava bene, l’ha preso.
Io, un poco, mi son dispiaciuto del fatto che in altri momenti, della mia vita, l’avrei preso io, quel cappotto, avrei fatto esattamente gli stessi gesti, ma di più son stato contento, che l’ha preso lui, ché si vedeva che era felice.
Io son contento quando si applican queste formule di riuso delle cose.
(e non dico a cosa mi riferisco)
Il cappotto che se ne stava appeso in piazza Amedeo amava tantissimo i gatti, che il suo padrone ne aveva due, erano due maschi, e ora gli mancavano, da quando se ne stava appeso in piazza Amedeo. Per questo il cappotto, appeso e triste, sperava di essere preso dall’omino dei sali e tabacchi, quello che porta da mangiare ai gatti della zona. Ora vivono tutti felici, l’omino dei tabacchi, il cappotto e i gatti.
Ma non è che ora questo Amedeo ha freddo?
povero Amedeo, speriamo proprio di no
tra un po’ gli puzzerà di pipa, tanto
ah, su questo non c’è dubbio
A me era capitato con una commercialista abbandonata sulla panchina del parco…ma il periodo della dichiarazioni era finito.
il periodo delle dichiarazioni però poi ritorna, secondo me hai fatto male
sarei stato felice anch’io, anzi lo sono stato .leggendo che non era rimasto lì quel cappotto, però sarei stato più felice se lo avessi preso tu, o lo avessi preso io, e magari mi sarebbe stato anche bene, e poi mi sarei fatto un giro o due e l’avrei lasciato appeso vicino al bidone appeso a una stampella, in modo che si vedesse che lo aveva lasciato lì sperando che qualcuno lo prendesse; magari l’avrei portato in un quartiere più povero, magari in un paese più povero, in Africa per esempio; ma poi me lo sarei riportato indietro, perché che cavolo ci fanno in Africa con un cappotto di Piazza Amedeo?
(mi scuso per i refusi)
se fosse stato un altro momento della vita, oggi non ti conoscerei.
quindi francamente ti preferisco oggi, tanto sei bellissimo anche in versione decappottabile
Scusa, aquatarkus, la commercialista è ancora lì? dove precisamente?
Mah, se avete un problema commercialista son pure io, per dire.
L’attaccapanni sotto ci potrebbe dire la storia del cappotto, e soprattutto se era stato buttato o appoggiato un attimo, no perché in questo secondo caso si va nel penale
Son sempre belle le tue storie.
ogni lasciata è persa.
stasera sono proverbiale.
la va a pochi e chi ha il pane non ha i denti: io trovo solo cartocciate di carne andata a male. ho provato a farmici un cappotto, ma non è la stessa cosa di uno spigato siberiano
oh scusate se non ho risposto ai commenti, oggi è una giornata un po’ complicata, speriamo finisca presto
(però vi leggo, eh)
e se era il cappotto di Napoleone??
mi piace un sacco quello che ha scritto lobo, a commento di questo bel post
(bel posto)
un saluto
yzma, grazie
è che francesco, con le sue storie, mi ispira
lobo, lo puoi dire che è il contrario, qui, ultimamente, eh, le idee ce le metti tu
comunque, mi son dimenticato di bullarmi del fatto che questo blog è commentato direttamente dalla cina, e che quando HangingRock torna, qui si fa un cenone a base di struffoli primavera e capitone alla cantonese, oh, siete invitati
(hang, non ti dispiace vero? tanto il capitone lo sopprimo io, mi sa)
ah, a proposito del tumblr (ché lì non si può commentare). Io questa Simona non so chi è, ma già la amo.
però a simona ce l’avevo detto io, di prendere il tuo libro, eh, quindi ami un po’ anche me
(comunque, il libro, è bello davvero)
Sì, però come regola generale io ho più facilità ad amare una Simona che un Francesco. Abbi pazienza.
ho letto “il cappotto” su city, il quotidiano che danno all’uscita della metro,qua a roma. anch’io ho dei “momenti” in cui ho il coraggio di uscire dai binari su cui cammino la maggior parte del tempo. è un paio di settimane che un signore dalla barba gialla,più che bionda, è venuto a vivere vicino al supermercato sotto casa. un giorno l’ho salutato e mi ha risposto con la mano e un sorriso. l’ho salutato giorni dopo. non ha ricambiato. adesso non c’è più e io non so neanche se è italiano. non gli ho mai parlato.
kengah, grazie per questo commento, davvero, mi ha fatto piacere