Giu 06
Giu 06
Ugo Benazzi, quand’era piccolo, lo chiamavan tutti Ombra, volendo far intendere che lui, quando stava con gli amici, non li mollava neanche un momento. Ugo Benazzi, da quando l’ha saputo, ha cominciato a giocare con un amico immaginario, solo lo chiamava Ombra anche il suo amico immaginario.
Ugo Benazzi è cresciuto con una gran paura delle ombre, mi han detto.
Ugo Benazzi, quando poi è cresciuto, una cosa che si chiedeva sempre, si chiedeva chi mai può comprare quei fascicoli in edicola che quando li hai poi comprati tutti, hai il modellino in scala di una barca o di un aereo, o anche, a volte, quando li hai poi comprati tutti, hai la collezione completa di maschere veneziane in miniatura.
Allora una volta ha comprato un fascicolo, poi dopo non è riuscito a smettere.
L’edicolante, mi han detto, non andava più a casa, la sera, se prima non era passato Benazzi.
Ugo Benazzi c’eran dei giorni che si sentiva solo, quando chiamava qualcuno da un call center era contento, si faceva spiegare tutto per bene, ché gli faceva piacere, avere un po’ di compagnia, poi chiedeva di ripetere tutto dall’inizio, che non aveva capito, poi non comprava niente.
Dopo, dai call center, non l’han più chiamato.
Ugo Benazzi quando era in strada che camminava, gli sembrava di veder delle ombre che lo seguivano, allora camminava più svelto, invece non lo seguiva nessuno, neanche le ombre.
Ugo Benazzi, è cambiato tutto da quando ha conosciuto l’Alda. Non che le abbia parlato, mi han detto, ma quando l’ha vista la prima volta era in estasi davanti a lei, per l’idea amorosa che aveva stampata nella testa, e in quel momento, con quell’idea amorosa stampata nella testa, Benazzi, era come se poteva volare.
Ugo Benazzi, da quella volta lì, le ombre non gli fan più paura.
bello che quasi volo.
le cose che scrivi son patrimonio dell’umanità.
ciao s
Benazzi, stic…
scaravento, è che sei troppo buona, eh (a proposito, sai che mi mancano, i tuoi post e le tue letture?)
eio, guarda che a Napoli c’è pieno, di Benazzi
guarda qui
“Ugo Benazzi, quand’era piccolo, lo chiamavan tutti Ombra”
Quando ho letto questa frase, ho pensato a un post su Veltroni.
@eio: c’è un puntino proprio a Napoli. Mi sa che è Ugo, quel puntino lì.
che bella idea “un’idea amorosa”
eio, per vendicarmi ti ho editato il commento (e comunque ha ragione ted, quel puntino su napoli, è ugo)
birra, è che in fondo sono un romanticone, eh
Che storia favolosa
e muito romântica, também.
Obrigado
aitan, detto da te, muito romântico, son contento, davvero
ah bon, l’hai poi espanso con tanto di lieto fine, il materiale grezzo
bello, profondamente lieve (a me, tuttavia, resta la curiosità di sapere che collezione ha fatto il Benazzi: si può sperare in un sequel?
nik, a pagina nove del manuale del piccolo bloggher c’è scritto che devo lasciarti con la curiosità, mi dispiace
…”l’idea amorosa”…che bella, così intangibile e splendida…
sempre un piacere leggerti!
a presto!
… o forse l’Amore ha iniziato finalmente a seguirlo come un’Ombra.
Che spettacolo questo post. Lo dico con tutto il cuore.
V
non so dire se mi piaccia molto o moltissimo.
ha ’sta vena tenera che mannaggia a te.
volevo dissacrare e chiedere se si fosse fatto l’Alda a fascicoli, ma poi mi son detta che non era quello che pensavo veramente, e allora un poco mi sono intenerita pure io, mannaggia a te
magari è che ci ho il periodo della vena tenera, chi lo sa?