Set 06
Set 06
Ieri ho ripensato a un libro letto tempo fa, La lettrice si chiama questo libro.
Annie François, che è l’autrice di questo libro che come si capisce anche un po’ dal titolo è un libro sulla passione per la lettura, a pagina 53 parla del codice a barre.
Non che me lo ricordassi che ne parla a pagina 53, è che sono andato poi a controllare, a casa.
Comunque, Annie François a pagina 53 di questo libro dice Il libro, ai miei occhi, non dovrebbe essere una merce. Schiumo di rabbia nel vederlo sconciato da quella saracinesca che deturpa il retro di copertina senza concessioni all’estetica. Possibile che nessun grafico sia riuscito a addolcirla, integrarla, mascherarla?
No, non è possibile, e l’ho scoperto ieri dopo aver letto questo post che è poi il motivo che mi ha fatto ripensare al libro La lettrice.
Che come si legge in questo post, c’è un sito, bar code revolution, che offre codici a barre personalizzati. Ad esempio per un libro si potrebbe usare questo.
Chissà se Annie François lo sa, mi son chiesto.
Questa che il libro non dovrebbe essere una merce mi pare sempre un po’ una cazzata. E lo dico da bibliofilo incallito, di quelli anche un po’ pericolosi.
pOg, bello anche quello, devo dire…
davide, neanche io sono del tutto d’accordo. anche perché se non fosse una merce dovrei cercarmi un altro lavoro
OT: fra’, c’è un uito di cui non mi ricordo il titolo, che raggruppa gli incipit più famosi, divisi per autore.
(io ho già dato, iersera)
no un Uito. un Sito
grazie flou e a proposito… complimenti
il sito è www.incipitario.com
peccato, che non l’han chiamato incipitale…
Davide, l’avevo trovato, grazie
(e prima che si pensi che questi commenti abbiano raggiunto la soglia del commento surreale, preciso che quanto scrive flounder è dovuto all’ultimo post di zop)
(e mi era anche sfuggito di dire che Davide, sono davvero felice di questo tuo passaggio qui, si può dire?)
eìo, peccato davvero
(che poi stasera ho comprato dei libri, non ne ho trovati degli altri, avevo voglia di scriverti una mail, adesso forse te la scrivo. ma forse anche domani, forse)
(comunque, poi, eìo, il gabinetto delle meraviglie di mr. wilson, non riesco a smettere)
io un messaggio l’avevo gia’ lasciato, ma sull’altro tuo blog e ho pure usato una vocale accentata. Due errori in uno! Comunque spero che tu l’abbia letto ugualmente anche se erano solo saluti, niente di memorabile, ma con la voglia di rileggerti-ritrovarti vera davvero.
Un abbraccio si può?
Anna
anna, è sempre un piacere rileggersi e ritrovarsi
)
(devo dirti una cosa però: l’altro mio blog non è un altro mio blog, ma è il blog di pasquale, anche detto pOg. però merita anche lui, continua a leggerlo, eh!
un abbraccio me lo ero già preso dal tuo ultimo post, ma ad un altro non rinuncio di certo!
a presto
Ce ne sono di belli davvero; la riprova che puoi trovare creatività anche tra le sbarre. Il che scatena pensierio sulla forza dell’immaginazione e sulle ultime lucide dichiarazioni di Galimberti su quello scantinato austroungarico (roba tipo: se hai mente e sentimento -e poco o nessun risentimento- puoi costruire il tuo te anche nella garitta di un bastimento o nella cella di un convento. Con il che chiudo questo strampalato commento e passo ad altro argomento lasciandoti i miei affettuosi saluti).
Non ho finito (mento), ripasso per un errata corrige:
Il che scatena pensierio > Il che scatena il pensiero