Nov 07
Nov 07
Oggi son proprio contento, improvvisamente ho avuto un’intuizione, l’ho proprio sentita avvicinarsi, ho scelto il titolo del mio prossimo romanzo.
Il mio prossimo romanzo sarebbe anche il mio primo romanzo, in realtà.
Non che io abbia ancora iniziato a scriverlo.
Scegliere il titolo, però, mi è sembrato un bel passo avanti, nella lunga e complessa stesura del mio primo nonché prossimo romanzo.
Il lettore, nello sfogliare le pagine del mio romanzo, già lo immagino, si porrà alcune angosciose domande.
Una delle domande, che si porrà il lettore, forse quella più angosciosa di tutte le altre, già lo immagino quale sarà.
Ma non poteva scrivere un racconto, invece di un romanzo?
Breve, magari.
no, adesso mi viene in mente che il titolo, non l’hai mica detto.
eh, te ne sei accorto
e be, e qual è?
no, io dicevo che il titolo è: “eh, te ne sei accorto”
:-)
bel titolo
voi due messi assieme mi parete sempre piu’ pericolosi!
eh, ma non sappiamo manco di che cosa parlerà! Non che conti qualcosa. In fondo si parla sempre di sé. E siccome il tuo sé mi piace assai, domani vado in libreria a prenotarmene subito una copia, una copia a prescindere
E comunque, per evitare la domanda, potresti scrivere un libro che contiene, della stessa materia, il formato romanzo e il formato racconto. Questo è MARKETING, questo è CUSTOMER CARE
Anch’io ho il titolo del mio prossimo e primo romanzo, e anch’io ho solo quello.
Però nella mia immaginazione sono io che mi chiedo, mentre leggo il mio romanzo appena finito, perchè non ho scritto un racconto? breve magari..
io da anni ho il titolo del mio romanzo
lo devo a mia sorella con la quale non vado molto daccordo
lei (e non solo lei) è sempre stata molto propensa a darmi cose, anche denari in certe occasioni, ma l’affetto proprio no, allora io ho pensato che il mio romanzo avrà come titolo
tra gli affetti e le cose
bello no?
eìo, contento che ti piaccia!

pOg, dici che siam pericolosi?
hang, grazie della fiducia e soprattutto per fortuna che ci sei tu, che io di marketing mica ne capisco.
herz, allora magari lo scriviamo a quattro mani, ci mettiamo due titoli e lo facciamo lunghissimo
didola, come ti capisco, ne conosco pure io di persone che confondono l’affetto con le cose!
io volevo solo gridare una cosetta VIVA I RACCONTI!
non vorrei sembrare ripetitiva, ma anche qui chiedo: su quale segmento ci vogliamo posizionare?
(come risposta tutti non vale. e nemmeno scegliete voi )
ma in che senso, saremmo pericolosi, io e questo tale che scrive in questo posto?
(no, chiedo, ché la questione mi interessa personalmente)
flounder: segmento C
g, ovviamente non posso che dirmi d’accordo
eìo, non dare retta a quel pOg lì
flo, non sono sicuro di aver capito la domanda, in ogni caso la risposta è 42
pericolosi nel senso che secondo me se passaste qualche giornata assieme a far chiacchiere poi vi trovo ricoverati in centro d’igiene mentale!
@ Francesco: bada bene che anche se nn scrivo sul blog quando ti vedo ti mazzolo!
ma 42 di anni o di taglia?
Pensa che io da bambino ho avuto un’intuizione, ho deciso che non avrei fatto il comico, come avevo pensato fino all’età di 7 anni, e neanche il mago, come credevo fino ai 10, ma lo scrittore.
Solo che poi mi sono reso conto che esistevano i generi, e da allora sto ancora scegliendo su quale tipo di testo indirizzare i miei sforzi.
È per questo che ancora non so se morirò romanziere, drammaturgo, scrittore di romanzi brevi, critico letterario, recensore di opere di teatro o di fumetti, autore di ricette, redattori di manuali di automodellismo o commentatore di blog altrui.