Ott 10
Ott 10
C’era un ragazzino che aveva un problema, gli si allentava sempre l’elastico dei calzini, anche appena messi, i calzini, si allentava l’elastico, loro andavan giù.
Si alzava la mattina, si vestiva, andava a scuola, si allentava l’elastico, i calzini andavan giù, È difficile tener su i calzini, pensò il ragazzino, e pensando, e poi pensando ancora, ebbe un’idea, pensò a un’invenzione che avrebbe rivoluzionato il mercato dei calzini così come era fino a quel momento conosciuto.
Dal giorno dopo, si vestiva, usciva, i calzini a guardar bene stavan su, non cadevano, cadevano invece tutti i bottoni della maglietta appena messa, scuciti anche se era nuova, la maglietta, loro, i bottoni, scuciti.
Pensando e poi pensando ancora, il ragazzino, ché le invenzioni son sempre migliorabili, migliorò l’invenzione, i bottoni rimanevano su, non si scucivano nemmeno nel numero di un bottone, cadevano invece i calzoni, la cinta nuova, rotta, gli cadevano i calzoni, e non era bello andare a scuola coi calzoni che cadevano.
Devo migliorare l’invenzione, pensò il ragazzino, prova e riprova, migliora e migliora, i calzoni stavan su, però poi stavan su anche tutti i capelli dritti in testa, non scendevan più, i capelli, e non era bello andare a scuola coi capelli dritti in testa che non scendevan più.
È difficile tener su i calzini senza far succedere qualcos’altro, pensò il ragazzino, e fu così che il ragazzino smise di pensare al suo problema, e oggi nessuno sa ancora quale fosse, questa invenzione che avrebbe rivoluzionato il mercato dei calzini, ché era arrivata l’estate, dei calzini non c’era più bisogno.
[*ogni tanto mi torna in mente questo libro, se vi capita, lo potete anche scaricare]
beh, avere i capelli dritti non è poi così male, eppure la fase punk la si attraversa un po’ tutti…seriamente o meno (il meno si riferisce a carnevale quando sei adolescente: da che ti mascheri? da punk!).
e poi…certo che li vizi sti pargoli con una storia a sera eh!
Uno dei ricordi della mia infanzia sono gli elastici che mia madre cuciva apposta per tenere su i calzini allentati… si metteva l’elastico e poi per nasconderlo si rivoltava il bordo del calzino. Secondo me l’invenzione del ragazzino dai calzini selvaggi era migliore di quella di mia madre, doveva insistere. Quando lo vedi diglielo.
eli, ad avercela, una storia un po’ matta a sera, da raccontare, non sarebbe male
lobo, appena lo vedo, riferisco
mi fa pensare a tutte le volte che mi sono “fasciata la testa” per bene per un problema che dopo poco era miracolsamente risolto da un evento inatteso o drammaticamente superato da un problema più grave!
Mi verrebbe da dire che l’invenzione potrebbero essere i c.d. fantasmini, quelli che non arrivano nemmeno alla caviglia. Però anch’io, come il ragazzino, se mi metto una cosa anche nuova dopo 10 minuti sembra che ci abbia fatto la guerra, quindi *so* che si può allentare l’elastico anche di quelli che quindi scivolano sotto il tallone, scomodissimi
questo ragazzino (e quelli come lui) è simpaticissimo, che io ho simpatia per gli sprecisi.
mi sa che anche io ho simpatia per gli sprecisi
Io avevo lo stesso problema quando - da ragazzino - giocavo a rugby.
E quando giochi a rugby i calzini servono anche d’estate.
E se ti calano ti prendi le tacchettate sugli stinchi, e col calzino tirato su fanno un po’ meno male. Le tacchettate, intendo.
Insomma, portavo il nastro isolante con me, facevo un giro di nastro intorno al calzino, appena sotto l’elastico, e poi rigiravo il bordo del calzino.
Alcuni amici mettevano le “ghette”, ma io a ’sta roba qui non ci ho mai creduto. Meglio il nastro isolante.
ice ice ice ice ice
il_beneficiato, quindi l’ipotetica invenzione del ragazzino, avrebbe rivoluzionato anche il mercato dei calzini da rugby così come fino adesso conosciuto
flounder, s’è illuminato tutto il blog per la contentezza, pensa te
Eh, si! Ma non sottovalutare l’effetto del nastro isolante. Quello isola pure dalle tacchettate …
=)
mi piace come scrivi
uh, grazie
ma che bello, grazie della segnalazione!