Apr 11
Apr 11
L’idea degli esercizi di stile nell’era digitale è di hobo. L’idea è quella di prendere una storia e di passarla attraverso il filtro di una serie di traduzioni automatiche (dall’italiano al francese, dal francese al portoghese, dal portoghese all’inglese, dall’inglese allo spagnolo, dallo spagnolo al francese, dal francese all’italiano). E di vedere cosa ne esce.
Andrea, di sempre, sogna per farlo a questo proposito il pirata. Il primo libro che ha letto ha detto la storia del pirata, impressionante molto, questo libro che ha indicato la storia del pirata, soprattutto l’estremità, dove il pirata, là come è opinione, è un’estremità brutta. Andrea, quando ha finito questo libro che raccontava la storia del pirata, ha dei sogni da fare, precisamente per risollevare le destinazioni della categoria di quella piratesca che nell’estremità del libro, come lui dice là, non è una grande figura graziosa. Soltanto, Andrea, il mare non lo ha visto mai, piccole vite del lago circondano, non si è mai mosso lontano da questo piccolo lago.
Ai periodi, alla sera, alle uscite di Andrea dalla casa non vista, con la relativa spada di legno, prende una piccola barca e candele nel lago, alla ricerca di altre barche. Ha letto che le barche del pirati che quelli si imbarcano, depredate discendono le altre barche alla parte superiore del mare, nei fiumi e nella insenatura. Laghi non è opinioni, ma continua l’acqua, quindi, pensa Andrea.
Andrea, in ogni modo, nelle notti in cui ha lasciato la casa con la relativa spada di legno, mai non ha incrociato una barca, e precisamente non altre piccole barche come il suono, per dire la verità. Racconta, tuttavia, che ha avuto successo per allarmare in anticipo un paio di fidanzati. Questa volta, nel paese, lo osservano essere con aria prudente, ma nessuno gli ha fatto mai la parola con del prodotto.
Oggi Andrea rifinisce gli anni cinquanta e ha i sogni da fare, sempre, per renderli pirata.
Poi c’è anche chi, invece di scrivere un pezzo e farselo tritare dai traduttori automatici, il trituratore ce l’ha incorporato.
bello! dovrebbero inventare qualcosa anche per la musica.. ma che maceri anche certi cantanti! (se così li si può definire..) ciao 8e49!
ehm… a dire il vero l’idea degli esercizi di stile nel digitale… ecco insomma.. e anche la traduzione automatica… c’è chi l’ha fatta nel 2003!
corridrice, non sarebbe male come idea
accidenti, zop, avrei dovuto immaginarlo!
Ma in effetti non rivendico nessun diritto di paternità, ci mancherebbe! Anche perché credo che chiunque abbia avuto a che fare con un traduttore automatico (anche prima del 2003) abbia avuto un’idea simile - cioè che si sia messo a ridere vedendo gli effetti involontariamente comici che questi aggeggi causano.
Poi insomma, l’esercizio di stile originale resta quello di Queneau (e chissà, magari prima di lui c’era qualcun’altro, e via così).
Beh se proprio vogliamo metterci in mostra rivendicando finte paternità
…pure io avevo postato una traduzione che faceva riderissimo della rivista più bella che conosco che è il TheBeliever! ecco qui: http://corridriceconslancio.splinder.com/post/6136530
corridrice, “prenotiamo il beneficio del dubbio” mi piace moltissimo
hobo, anche gli effetti involontariamente poetici non sono pochi