Set 11
Set 11
Stamattina mi è tornato in mente un commento di emauff ad un post di andrea e in questo commento emauff raccontava che a Cremona c’era un tizio che non aveva la patente ma era convinto di stare sempre su una macchina. Lui camminava per strada, occupandone anche una discreta porzione, fosse anche una provinciale, e teneva le mani sul volante e guidava. Faceva brum bruuumm. Poi sempre camminando arrivava davanti al bar, parcheggiava la macchina invisibile, girava la chiave per spegnere il motore e smetteva di fare brum bruuum. Scendeva, chiudeva la portiera, entrava nel bar e qui, in genere, gli chiedevano se aveva fatto la revisione o cose simili.
E a me, non so come, che a volte i collegamenti che faccio non li capisco neanche io, è venuto da pensare Pensa che bello se oggi potessi star qui a scrivere un post e a raccontare che in una città americana, tipo a New York, c’eran dei tizi che eran convinti di stare sempre su un aereo e che per strada facevano sempre il gesto dell’aeroplanino, e con la bocca facevano anche il rumore che fanno gli aerei (che ora non mi viene in mente, come rendere per iscritto quel rumore, ma insomma ci siamo capiti) e poi ho continuato a pensare Pensa che bello se alla fine del racconto uno di questi tizi che eran convinti di stare sempre su un aereo, magari un undici settembre, è inciampato vicino a uno di quegli edifici molto alti che ci sono a New York, tipo un grattacielo, o una torre, e ha dato una capocciata contro il vetro dell’ingresso. Che si è leggermente incrinato. Mentre tutti, lì intorno, si sono messi a ridere.
Poi alla fine stamattina ho pensato che a me, le storie inventate, piaccion sempre di più di quelle vere, mi sa.
l’aereo che vola fa “fssssssssss” credo, almeno io l’ho sempre fatto così…
Anche a me, mi ci fai pensare, piacciono molto di più le storie inventate di quelle vere, ché il mondo a volte non è così bello da esser raccontato…
Un abbraccio, amico mio…
11S a parte, a me è venuto in mente un piccolo testo di Galeano (a proposito, ma tu l’hai mai letto Eduardo Hughes Galeano?, che secondo se non l’hai letto ti piacerebbe assai, e se l’hai letto assai ti piace, suppongo). In questo testo Galeano racconta di un bambino che gli si avvicina e gli mostra un grande orologio disegnato sul polso. Gliel’ha regalato suo zio che vive all’estero. Lui è contento; si rammarica solo del fatto che va un po’ indietro. (Io però sono sicuro che almeno due volte al giorno doveva essere preciso preciso, quell’orologio là).
Anche a me .. specialmente questa.
…accidenti se sarebbe bello…se l’immaginato e il folle e il surreale prendessero di nuovo il posto che loro spetta. Che la realtà a me sembra proprio che si sia montata la testa e si sia messa a correre su un terreno non suo. Tanto che il reale a volte supera ogni immaginazione e questo può essere sorprendentemente bello ma anche tremendamente allucinate…ci pensavo giusto stamattina davanti al tè e biscotti. Ferma lì a guardare gente che si buttava dalle finestre di due grattacieli…
diluvio e S.B., vuol dire che continueremo ad inventare storie
aitan, di galeano ho letto solo “le vene aperte dell’america latina”, altri titoli con i quali approfondire? (sempre graditi i tuoi commenti)
ariaaperta, già, anche a me sembra che la realtà si sia un po’ montata la testa
Quella dell’orologio, per esempio, è contenuta in El libro de los Abrazos (Il libro degli abbracci). un testo bello anche da vedere.
(Noto che nel mio precedente commento ma un me dopo un secondo)
Condivido l’assunto del pezzo. Sebbene ci siano situazioni divertenti di per se stesse, no?
” INVENTATA ? Oui, c’est moi…”
mi cercavi?
;-)…pensi bene te.
come sempre.
s c a r a v e n t o
ciao
Vera o inventata, per me dipende dalla storia e da come la si racconta.
Certo, un ipotetico post che potesse sostituire la realtà come è stata, con tutti anche i bei racconti che sono nati da quella realtà, penso lo vorrebbero leggere tutti.
inventiamoci tante storie che vanno tutte a finire bene. senza cattivi, senza morte, senza streghe e senza orchi.
e vissero tutti felici.
no no, le streghe e gli orchi mi stan simpatici
per questo hanno inventato la letteratura!
Anche a me è piacituo il ricordo sostituto. Mi ha fatto pensare a come si confondano i ricordi, i ricordi di un’infanzia relativamente felice che poi ci perseguitano nella forma degli incubi della nostra cattiva coscienza di adulti. Ma non credo che Francesco ci abbia voluto regalare un sostituto pacificatore, credo che ci abbia fatto ricordare per un attimo quel minuscolo residuo di ingenuità che ci portiamo dentro. L’orrore è figlio nostro. Non vorremo mica edulcorare la catastrofe, e se anche non abbiamo la forza di riderne sguaitamente ed esorcizzarla con una bella iporbole fancazzara… abbiamo comunque bisogno di una pausa – il tempo di un respiro – e credere che non sia possibile. Poi però si ritorna, e la vita che abbiamo da ricordare è la stessa che abbiamo da vivere. La si può amare o odiare, ma tanto in un modo o nell’altro ci tocca. Dopo “Stamattina” mi è venuto da pensare: ed io come la voglio vivere?
mel, eggià. e direi pure per fortuna!
rospe, inutile sottolineare che “ricordare per un attimo quel minuscolo residuo di ingenuità che ci portiamo dentro” mi è piaciuta molto come lettura
quelli come voi che riescono a inventare le storie mi fanno invidia, un’invidia buona però.
per dire, secondo me sapresti inventare molto meglio di me
quanto vorrei che fosse vero