Ott 11
Ott 11
[da un’idea di zop]
Oggi. O forse ieri. Non so dirlo.
Ieri ho dormito fino a tardi. Deve essere stato per via del fatto che la sera prima non riuscivo ad addormentarmi. Pensavo a mia madre. Il pensiero di mia madre, spesso, ha questo effetto su di me. Non mi fa dormire.
Il principale, quando mi ha visto arrivare, ha borbottato qualcosa che non ho capito. O che non ho voluto capire.
Poi, però, mi ha dato più lavoro del solito. Meglio così.
Oggi, invece, mi sono svegliato di buonora. Devo aver fatto un sogno, o forse sarebbe meglio dire un incubo. Io, un modesto impiegato, vestivo invece, nel sogno, i panni di un giudice. Mi emozionavo nel ruolo più eccitante della legge, quello che non protegge. Quello che giudica.
Ma dopo l’emozione è arrivata la paura, avevo emesso una condanna a morte.
Improvvisamente ho aperto gli occhi, la gola arsa, una sete mai avuta prima. Non sono riuscito a riprendere sonno. Come se un attimo dopo potessi essere costretto ad assistere ad una esecuzione capitale. Alla inevitabile conseguenza della condanna che io stesso avevo appena pronunciato.
Le pareti intorno a me, le fissavo intensamente, erano sempre le stesse. Stesse forme, stessi colori, stessi quadri. Se si possono chiamare quadri quelli che negli anni sono andato stancamente accumulando.
Ma sembravano diverse. Come se qualcosa fosse accaduto e loro, e con loro la casa tutta, lo avessero percepito ben prima di me.
Allora deve essere stato oggi.
Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti”. Questo non dice nulla: è stato forse ieri.
[Albert Camus, Lo straniero]
Interessante opera di Albert Francesco Fabrizio Lavus
‘orcaccia… ha fatto prima di me!
visto, letto, goduto, applaudito!
eh, io volevo proprio vedere, tra aitan e pog, chi la coglieva per primo, la citazione
grazie, maestro zop
Ma via, pOg, se sono stato così delicato da lasciare a te l’onore e il piacere di specificare cognome, titolo e, soprattutto, album e anno di pubblicazione (che lo sai che io con queste cose (mi) imbroglio alquanto)..
Pensa che quel diavolo di zop a me mi ha addirittura fatta perdere in una selva oscura, che la diritta via era smarrita… Se riuscirà a passare oltre la lonza ed altre bestie, forse, la leggerai là, in quella valle dove tanto ci si diletta insieme a Padron Zop. Intanto io resto qua e riprendo fiato tra i tuoi incubi e i tuoi boia, tra i quadri e gli incipit artisticamente stuprati.
bravo bravo bravo.
rita, spero di poter leggere presto del tuo perderti in una selva oscura
grazie grazie grazie, flou
ma sai che è proprio bella? caspita!
eh, IceKent, io non ero neanche tanto convinto di pubblicarlo, questo post, che gli incipit degli altri mi eran sembrati di molto superiori
(però grazie)