Ott 11
Ott 11
Un giorno che gli Strambi erano ancora piccoli, l’Alda era uscita a far delle spese, poi dopo quando è tornata ha trovato due dei sue fratelli che erano a tavola, facevano colazione, e all’Alda, che era appena tornata, i suoi due fratelli le han raccontato una storia, che era successa proprio quella mattina che l’Alda era uscita a far delle spese.
Che i due fratelli dell’Alda, mentre lei non c’era, erano andati in cucina, avevano visto delle paure grandi, altre più piccole, eran dappertutto, alcune sul tavolo altre nascoste sotto i mobili, che non ne volevano sapere di esser prese.
Loro, poi, dopo un primo momento che non sapevan che fare, han cominciato a inseguire le paure più grandi, che son più facili da prendere, le han buttate fuori dalla finestra, che avevano imparato che si doveva fare così, con le paure, buttarle via fuori dalla finestra, poi han preso a inseguire quelle più piccole, a buttare anche loro fuori della finestra, finché non ne è rimasta una sola, di paura, la più piccola di tutte.
E quando son rimasti solo loro due e la paura più piccola di tutte, si son seduti a tavola a fare colazione, ché le paure grandi avevano imparato a buttarle fuori della finestra, che con loro si deve far così, mentre con le paure piccole, che di paura ne fan poca, si può stare anche bene.
Allora loro, con quella paura piccola, si son messi a fare colazione, che poi quella paura era così piccola che mangiava solo le briciole di pane.
grazie, tu sai perché
e, se non lo sai, lo senti
infatti, è proprio così
sto gettando le grandi
ed indulgo con le piccole
che ti tengono vivo
e chiedono poco
ma ti mantengono
sulla strada giusta
Bello..
io mi ricordo che avevo la paura grande dei fantasmi, e qualche volta ce l’ho ancora anche se ora sono grande. i miei figli dormono con i loro peluche, e ormai sono grandi pure loro.
e così anche io, dormo con il mio peluche
che dire, caro francesco, ogni riferimento a paure e persone, allo stato attuale dell’arte, è puramente casuale?
sei sempre e comunque di una dolcezza e bravura unici:-))
…o briciole di carne…che le paure ci mangiano sempre un poco, ci spolpano…ma è anche giusto. Che mica uno può essere immorale, pardòn immortale ?
E poi io ho conosciuto vecchi che la paura manco sanno che cosa è, talmente ne hanno vistee. E vorrei tanto diventare vecchio anche io…
Mi chiedo solo cosa farne delle ossessioni, che sono pure peggio delle paure, che non basta buttarle dalle finestre, perchè sono tanto coriacee così come le persone da cui nascono e contro cui alla carica ritornano…Quelle le ossessioni sono bambinoi capricciosi, mica si arrendono, anche se le hai buttate dalle finestre trovano sempre il modo per tornare in casa…
Sicchè, se ti è possibile, mago Francesco, potresi chiedere all’Alda o a qualcuno degli strambi cosa fare contro le ossessioni e le voci che ti mangiano la carne ?
Te ne sarei molto grato.
E già te ne sono, per questa nuova puntata che ci hai regalato…
Alfar
io conoscevo quello che stava sotto la finestra, raccoglieva tutte le paure (grandi e piccole) che la gente buttava di sotto e poi le rivendeva al mercato nero a quelli che non aveva paura di nulla, che (diceva lui) “eran solo dei poveretti che avevan tanto bisogno”.
ma come ti vengono in mente delle cose così deliziose! Che le paure piccole verrebbe da metterle in uno scatolino e tirarle fuori ogni tanto perché in effetti con loro si sta bene e forse anche meglio che senza neanche una paura. Anche te con le tue storielle verrebbe da metterti in uno scatolino e tirarti fuori ogni tanto:))
è che ho la mia fonte di ispirazione personale
le paure, se le sommi, fanno novanta. ma solo il morto che parla ne fa quaranta tre.
il resto passa in fretta o ti ci abitui. basta una smorfia
Andata su flickr: in effetti ora capisco come faia scrivere storie così deliziose:-)))
Sempre che la fetta non si spiaccichi a terra dalla parte imburrata. La paura piccola e terribilmente ghiotta e frettolosa di crescere…ciao Francè!
Che bella la tua fonte
(ma bello anche il fratello)!
(Che poi non è sempre facile buttare le paure grandi dalle finestre, ce ne sono di quelle che non ci passano e di quelle che risalgono le scale e ti rientrano per la porta; e allora tanto vale imparare a convivere pure con loro e farsi piccolo piccolo come un topolino che spaventa un elefante).
ma il morto che parla non fa 48, baskerville ?
alfar
E’ bellissima, France’! E’ assolutamente bellissima!
e lo so, rita, teresa è proprio bellissima
Non mettere il dito nella piaga, che ancora mi scotta l’incontro mancato. E manca poco che vengo a trovarla, ché mi manca. Per ora dalle un bacio. Che ho una piccooa grande paura che crecscendo crescendo mi scorda.
Le paure piccole (ma solo quelle che fanno colazione con le nostre briciole) servono a non farci mai diventare troppo grandi. Molto bello…
mi vorrei associare ad alfar e chiedere pure io rimedio contro l’ossessione. che ti dirò di più, secondo me sono quelle paure piccole piccole là, quelle che le sottovaluti un poco, che entrano di secco e si mettono di chiatto.
un giorno te le ritrovi belle ossessioni in carne ed ossa, sulla ventina, e allora è la fine.
io ho deciso che le paure piccole restano piccole e come dice federica son quelle che non ci fanno diventare mai troppo grandi (ma non lo so mica, se è vero) (per le ossessioni, ci stiamo attrezzando, eh)
…
grazie per la filastrocca
su pensieri spettinati,
non è per me
ma anche per me.
grazie da una cicala.
io credo che noi due franceschi si sia un po’ alieni dentro.
quelli buoni, ovvio. mica i blatterizzati.