Dic 11
Dic 11
C’è un uomo ordinato, ma così ordinato, che non mi viene in mente niente che riesca davvero a far capire quanto quest’uomo è ordinato.
Un giorno decide che vuol fare lo scrittore, allora esce, va a comprare un quaderno e delle matite, che gli sembra che per far lo scrittore devi star lì nella tua solitudine a scriver sul tuo quadernino con la tua matitina.
Torna a casa, toglie il cappotto, si siede, guarda il suo bel quadernino, le sue belle matitine, fa per cominciare a scrivere.
Sta scrivendo la prima parola, subito la punta della sua bella matitina, a sfregarla contro il suo bel quadernino, non gli sembra perfetta come dev’esser la punta di una matita.
La tempera, la sua bella matitina, ed ecco che subito, a sfregarla contro il suo bel quadernino, succede di nuovo.
Gli vengon delle idee molto belle, si alza anche di notte, alle volte, che gli vengon delle idee molto belle, appena comincia a scrivere non resiste, deve temperare la sua bella matitina. Ne ha comprate e temperate duemilaquattrocentosedici.
Un giorno ha smesso, ha rinunciato a scrivere ed ha aperto una cartoleria. Solo ogni tanto, adesso, lo si vede dietro il banco che tempera una matita.
E’ diventato velocissimo.
[Storia dedicata a eli e liberamente ispirata alle storie un po’ matte che mi ha regalato]
Ci ho trovato la levità calviniana di una fiaba, che … ecco a leggerla e rileggerla mi è sembrato di venire temperata ed ora sono qui piccina piccina, appena una puntina che non riesce a trovare le parole.
ecco, a me piacerebbe vederla ricopiata a mano e illustrata da eli in appendice alle storie un po’ matte che ti ha regalato
rita, piccina piccina che non riesci a trovar le parole non ti immagino, le tue parole sono sempre …. ecco, non trovo le parole
aitan, piacerebbe anche a me, ora provo a chiedere
Molto divertente.
ciao
ciao francesco,
per non parlar del gemello blogger.
quest’uomo, per il vero un po’ gobbo, voleva scriver pensieri che ricordava sublimi. ma il tempo impegato a temperar la tastiera …
vabbe’ finisci tu .
(molto bella)
Te ti devi legger Centuria di Manganelli.
anche a piacciono le matite appuntite, ma se mi vien un’idea bella la scrivo anche col sangue!
Comunque dammi l’ indirizzo della cartoleria va, che magari trovo delle matite come piacciono a me
maria strofa, grazie
ciao wos, in verità avevo pensato anche al gemello blogger, poi, tutte queste psicologhe in giro, ho lasciato perdere
davide, ho preso nota, ma mi sa che devo prima smaltire almeno alcuni degli acquisti fatti a roma
herz, a leggerti si capisce che se ti viene un’idea bella la scrivi anche col sangue (ed è un complimento, eh!)
ma quant’è bella e anche un po’ triste questa storia. anche a me piacerebbe vederla illustrata, in compagnia di qualche sua simile.
più che scrittore mancato è uno scrittore temp(e)rato
questo cartolaio mi ha fatto venire in mente il cartolaio che c’è in un libro di paul auster che si chiama La notte dell’oracolo. Lo hai letto?
flo, vedremo che si può fare
didola, ma lo sai che mi sarebbe piaciuto, questo, come titolo del post?
corridrice, di Auster ho letto solo La trilogia di New York, mi sa che prima o poi dovrò recuperare
bella… davvero! dolce, leggera, pastello
mrs D, ma che piacere ritrovarti qui
(pastello mi piace, grazie!)
Secondo me il rapporto dell’uomo ordinato con la matita è un tipico caso di transfert. L’uomo proietta sulla punta il suo rapporto malato con la parola, mai sufficientemente precisa nel rappresentare le cose che sente, mai abbastanza incisiva da trasformarle.
Questo racconto è bellissimo. Fa pensare a un sacco di cose.
hang, ma sei tu che trasformi sempre le cose in bellissimi pensieri
(no, era giusto per fare un po’ di cicicì!)
:-)
Sì va beh ma che angoscia.
Ma secondo te ora è tanto infelice il cartolaio? Oppure ha trovato in qualche modo una sua maniera di mettere a posto le cose e quindi è tranquillo così? No perché a me questa storia sembra troppo triste (ancorché poetica, e notare l’ancorché, chissà se l’accento è giusto poi).
secondo me, è felice
(il fatto è che a me, questa storia, non mi sembrava nemmeno triste)
l’ho notato, l’ancorché
beh. il fatto è che ognuno decide di sentirsi felice con quello che gli pare. già.
comunque, francesco, grazie. sono contento che abbiate gradito. condividere è una soddisfazione per me.
appena mi capita di scendere non solo mi aspetto il pranzo da voi promesso, ma ricopierò anche questa storia sull’unica pagina avanzata sul vostro libretto. (perchè ne è avanzata una no?).
a presto.
(che intanto essere nei tuoi commenti è un segno di ripresa).
eli, siamo noi che ti aspettiamo per il pranzo
(e sì, è giusto avanzata una pagina)
Matite
Qualche tempo fa, ho scritto un post che parlava di uno scrittore mancato, uno scrittore che però era talmente ordinato che comprava le sue matitine e i suoi quadernini, si metteva a scrivere, ma appena vedeva che la punta della sua matitina si