Apr 12
Apr 12
Una sera, mentre ero seduto da solo ad un bar, un signore sconosciuto vestito in modo elegante venne a sedersi al mio tavolo e mi raccontò la storia che segue.
Circa settanta anni fa, nelle valli del Natisone, abitava una bambina di nome Olga.
Un giorno la madre ha raccontato a Olga una storia sulle krivapete, streghe dai piedi rovesciati, con il tallone davanti e le dita dietro, che abitano le grotte della zona. La madre ha raccomandato a Olga di fare attenzione, che le krivapete sono dispettose ed hanno grandi poteri, possono far piovere e grandinare oppure far splendere il sole; si racconta, ha detto ancora la madre a Olga, che alcune di loro mangino i bambini.
Tutto questo ha molto impressionato Olga, che quella notte ha dormito poco, e male, forse anche per colpa del temporale, così il giorno dopo si è svegliata più tardi del solito, quando la madre era già uscita. Olga ha guardato fuori, ha visto un arcobaleno, si è ricordata di quel che dicevano gli anziani in paese, dell’arcobaleno, dicevano che alla fine dell’arcobaleno si trova un tesoro.
Olga, quindi, si è vestita in fretta ed è andata a cercare il tesoro.
Lungo la strada che portava alla fine dell’arcobaleno, Olga, che era una bambina piuttosto distratta, ha perso una mano, poi un piede, poi ha perso l’altra mano, e poi anche un orecchio, ma non si è accorta di niente, ha continuato ad andare avanti, verso la fine dell’arcobaleno. Poi, però, ha perso anche la strada, così si è seduta vicino a una sorgente e si è accorta che insieme alla strada aveva perso una mano, poi un piede, poi l’altra mano, e poi anche un orecchio.
Dalla grotta che era vicino alla sorgente, proprio in quel momento, è uscita una donna anziana, aveva i piedi rovesciati. La donna ha raccontato ad Olga la sua storia, poi è andata a cercare tutto quel che Olga aveva perso, ha ritrovato la sua mano, poi il piede, poi l’altra mano, e poi anche l’orecchio. Ha ritrovato anche la strada ed ha portato Olga alla fine dell’arcobaleno, hanno giocato per un po’, poi Olga è ritornata a casa; ha raccontato tutto alla madre, le ha detto che non c’è da aver paura delle donne che hanno i piedi rovesciati.
Il signore sconosciuto vestito in modo elegante, a questo punto, si alzò ed andò via. Non ha voluto dirmi se Olga, alla fine dell’arcobaleno, ha trovato il suo tesoro.
Ci credo, era pleo nastico. (Minchia che bel racconto però!).
Piu’ che altro io volevo sapere la storia della donna coi piedi rovesciati…
la storia della donna coi piedi rovesciati (almeno quella che ho trovato io e che mi ha fatto venire in mente questo post) è questa: “Una volta, tanto tempo fa, vicino a una sorgente dove c’è ancora una piccola grotta, viveva una donna. Era sposata, aveva una bella bambina. Suo marito un giorno la chiamò Krivapeta, lei si offese ed andò ad abitare da sola nella grotta, tornava però ogni notte a pettinare la figlia. L’hanno vista falciare l’erba, ora è tutto abbandonato, ma lassù una volta c’era un prato. Era una donna normale, né brutta né bella, aveva i piedi rovesciati. Non faceva male a nessuno. Dicevano che era matta perché una volta raccolse il grano ancora verde, poi venne la grandine che distrusse il raccolto di tutti, fuorché il suo. Lei sapeva.”
Bello bello. La prossima volta puoi richiamare quel signore, per raccontarci la storia dell’arcobaleno?
eh, vediamo se lo incontro di nuovo
io volevo darti un consiglio musicale…a te e agli tuoi lettori napoletani:
fnac, sabato alle 18…suonano gli “chat noir”….te li consiglio. il pianista è un portento.
scusa…”agli tuoi”…ho i brividi come quando senti strusciare le unghie sulla lavagna.
mi faccio perdonare: puoi ascoltare qualcosa qua:
http://www.jazzitalia.net/recensioni/adoration.asp
Mi piaccion le fiabe,
raccontane altre…
l’ha trovato eccome! sempre bellissimo passare di qui, caro amico…
un saluto!!!
incontralo…e racconta ancora ancora ancora…
ciao
eli, grazie del consiglio, ora vado a sentire
aitan, l’ho letto cantato, il tuo commento
diluvio e scaravento, grazie
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eh, avevo letto, solo che non sapevo come dirlo, stupido che sono, che non ci avevo provato
immagino la piccola che chiede “papà che ha ai piedi quella signora?” e il papà si trasforma in cantastorie di storie bellissime
:-)
me la racconti un’altra volta???
Ma perche’ si e’ offesa per essere stata chiamata Krivapeta?
(io sono PEGGIO di qualsiasi moccioso per ’ste cose, sappilo)
scrivine , scrivine ancora
laspostata, non so, forse perché le Krivapete sono da alcuni considerate donne colpevoli e trasgressive, eretiche e streghe… cavolo, ma sei peggio di mia figlia, eh
ah! una” poco di buono trasgressiva”…certo. tutto torna. mò ho capito.
poi volevo dirti una cosa da un po’: per la serie:
sto troppo bene per venire a lavorare oggi:
“Il tempo perso”
Sulla porta dell’officina
d’improvviso si ferma l’operaio
la bella giornata l’ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l’occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po’ da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?
-Jacque Prévert-
secondo me il tesoro è la donna dai piedi rovesciati!
bellissima, eli, dobbiamo creare una categoria apposita per la serie “sto troppo bene per venire a lavorare oggi”
zop, mi sa che è proprio così!