Feb 13
Feb 13
C’era uno che si chiamava Colantuono Ettore, erano due anni che viveva in un cassonetto della spazzatura in un quartiere di periferia. Lo considerava un posto tranquillo.
Gli abitanti della zona avevano iniziato a conoscerlo, anche se lui, dal cassonetto della spazzatura, non usciva quasi mai.
Era però molto educato, e salutava tutti.
Qualcuno, a volte, provava anche a far due parole, prima di depositare i sacchetti.
Colantuono Ettore, però, non amava parlare, non rispondeva quasi mai.
C’era anche uno che si chiamava Pedullà Anastasio, abitava al secondo piano e dalla finestra della sua cucina si vedeva il cassonetto dove viveva Colantuono Ettore.
Pedullà Anastasio non era molto educato, aveva l’abitudine di tirare i sacchetti dalla finestra, quasi sempre riusciva a centrare il cassonetto, la qual cosa rendeva un po’ più complessa la vita di Colantuono Ettore.
Pedullà Anastasio aveva preso quest’abitudine dal padre, che l’aveva ereditata dal nonno, il quale ultimo diceva che era un buon metodo per mantenersi in forma senza uscire di casa. E’ tutta una questione di rincorsa, diceva il nonno.
Ed effettivamente era tutta una questione di rincorsa, visto che un giorno Pedullà Anastasio la prese male, la rincorsa, cadde di sotto, senza neanche riuscire a centrare il cassonetto, questa volta.
Fu così che Pedullà Anastasio morì.
Colantuono Ettore, invece, visse ancora due anni nel cassonetto, poi, di lui, si son perse le tracce.
Queste storie minime metropolitane …
mi piacciono
ed i nomi in particolare scritti prima con il cognome , con lo stile burocrate dell’anagrafe o del verbale del carabiniere
raffaele, anche a me piacciono molto le storie minime
uh mamma.
eli, dici che questa, di storia, era troppo minima?
beh, diciamo che è ben bilanciata. sì, diciamo così. glu.
Non c’è che dire, trattasi proprio di una “novella esemplare”.
concordo con aitan (io concordo sempre con aitan che ammiro moltissimo)
novella esemplare, ben fatta, divertente.
ciao
aitan, mi piace assai novella esemplare
maria strofa, grazie (che poi pure io concordo sempre con aitan)
grande racconto…
diluvio, tu sei troppo buono, ma grazie
Oserei dire che, come c’insegna questa storia, la vita e’ una questione di rincorsa ma ANCHE di mira.