Mar 13
Mar 13
Un uomo che voleva fare l’inventore, sin da quando era giovane, se ne stava sempre chiuso in casa, passava tutto il suo tempo a pensare, lo prendevano anche un po’ in giro per questa sua strana aspirazione a diventare inventore.
Lui, però, al fatto di esser preso in giro, non faceva molto caso, rimaneva in casa a pensare e a prendere appunti su un quaderno a fogli a quadretti; mentre pensava, gli capitava di masticare senza volerlo una delle matite che usava per prendere appunti e che aveva comprato in un negozio specializzato insieme al quaderno a fogli a quadretti.
Aveva chiesto delle matite per inventore, solo, anche quella volta, dopo che aveva chiesto delle matite specifiche per inventore, successe che lo presero in giro, allora si accontentò di alcune matite a punta morbida, gli piaceva il nero intenso che riusciva ad ottenere.
Un giorno, a furia di masticare queste matite a punta morbida, iniziarono a crescere dentro di lui tante piccole piante, con le foglie, piccole anche loro, di un bel verde acceso, anche se questo fu possibile scoprirlo solo più tardi.
Dal giorno in cui queste piccole piante iniziarono a crescere dentro di lui, l’uomo che voleva fare l’inventore smise di essere pensieroso, uscì di casa, aveva una faccia che lui, una faccia così felice, nessuno gliel’aveva mai vista.
Solo, col tempo, le piante iniziarono a farsi strada, crescevano, crebbero fino a spuntare da un orecchio, quello destro.
L’uomo che voleva fare l’inventore fu quindi convinto ad andare da un famoso medico, anche se a lui, queste piante che gli crescevano dentro, non davano nessun fastidio, si sentiva anzi insolitamente bene.
Il famoso medico non aveva mai studiato un caso come quello, e invece del battito del cuore, si trovò ad ascoltare il fruscio delle foglie.
L’uomo che voleva fare l’inventore fu tenuto in osservazione per cinque giorni, poi, al sesto giorno, fu finalmente dimesso.
Dategli molta acqua, fu l’unica cosa che ebbe a dire il medico.
come al solito, clap clap!
tutte queste fiabe le devi raccogliere
eìo, come al solito, grazie
raffaele, metterle qui, per me, è un po’ come raccoglierle (a proposito, spero di vederti, sabato a galassia)
No ma che paura che mi crescano dentro delle piante.
(io vedo sempre l’aspetto negativo delle cose mi sa)
(e’ che vedo troppi film horror)
uuu…o_O
semplicemente straordinario…
ma tu pensa che ci sono dei rumori aggiunti all’auscultazione del torace che vengono descritti come: “quel rumore di quando si strofinano i capelli” oppure “quel rumore di quando si calpesta la neve fresca”…dai che anche i medici hanno la loro poesia.
sì, confermo la terapia. acqua, un bicchiere e 1/2 prima dei pasti.
io, fossi in te, mi farei notare dalle “nuove edizioni romane”…magari una tua raccolta dal titolo “storia un po’…romantiche”…chissà.
mi veniva in mente romantiche. magari ci penso su e trovo un altro aggettivo. ma in questi giorni sto in fissa con questo. di aggettivo.
ciao francè
Che bella storia hai raccontato, Francesco:)
e se si mangiava il cappuccetto di plastica della bic chissà cosa gli cresceva dentro
qualche volta diventare “strani” per gli altri può far sentire invece tanto bene con se stessi!! e allora perché tentare di tornare “normali”!?
io, questa storia che anche i medici hanno la loro poesia, sarà che a me i medici mi han sempre messo in ansia, e solo ad andar dal dentista mi viene di svenire, non è che son proprio convinto, eli (esclusi i presenti, naturalmente)
dido, pure la gomma scancellina che hanno molte matite apre scenari interessanti
la spostata, tu che vedi troppi film horror, me ne consigli uno, che qui mi han dato del romantico?
diluvio, grazie, poi detto da te, grazie due volte!
mrs D, non sai quanto sono d’accordo con questa cosa che hai detto
anna, grazie, davvero
io per la verità a questo inventore vorrei dare pure un poco di vino… pare che faccia crescere certe foglie così
E il sole pure (e all’occorrenza una cura ricostituente a base di concio).
ho parlato con l’inventore, dice che accetta volentieri un bicchiere di vino da bere al sole; per il concio, invece, dice che non fa nulla, grazie lo stesso
eh…difendevo la causa…piccoli tentativi quotidiani di convincermi di non aver intrapreso la strada sbagliata.
i medici oltre che poetici sanno essere anche spiritosi…uh mamma…
esempio: quando un collega non risponde con precisione ad una domanda ho sentito dire: “dai …non fare il decimo”. (il decimo sarebbe il decimo dei nervi cranici…il nervo VAGO). no comment.
Molto bella la storia di questo signore che s’inventa un bosco dentro. Adesso sarà tutto uno sbocciar di fiori.
eli, ma quale strada sbagliata, io ci ho bisogno di medici che mi facciano ricredere, sui medici. però queste battute, poi, non le fai mica anche tu, vero?
marchino, a pensarci, forse davvero se l’era inventato, questo bosco che gli cresceva dentro, quindi, a pensarci, alla fine c’era anche riuscito a fare l’inventore. bello!
Ti prendo sul serio eh?
Vediti “Them”, dovrebbe uscire al cinema tra qualche giorno - atmosfera, claustrofobia, cambi di ritmo e di setting assolutamente impeccabili, insensatezza/banalita’ del male.
Ma prima recupera “Session 9″ di Brad Anderson, e poi mi dici se riesci a muoverti nella casa senza prima accendere TUTTE le luci, pure quella della dispensa! Anche qui horror di atmosfera (niente slasher, che sono per i palati insensibili),:follia e un crescendo di inspiegabile terrore.
Se alla fine della visione senti il bisogno di mandarmi a quel paese, ti comprendero’ tantissimo!
laspostata, grazie, cerco di recuperare Session 9, allora
me l’ero perso questo racconto,molto bello francesco
io dico la stessa cosa di Mimmo, ché allora mica ti conoscevo: rilincati più sovente