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Set 13

Nessuno mi vuol mai credere

Postato da Francesco il 13 Settembre 2007, nella categoria Cose mie, Divagazioni.

Oggi ho scoperto che Charles Hoy Fort*, commerciante e giornalista statunitense, ha catalogato nella sua vita fatti strani, inspiegabili o controversi e li ha registrati, utilizzando una stenografia di sua invenzione, su oltre 25.000 schede che raccolgono 40.000 annotazioni che ha sistemato in scatole da scarpe soprannominate “il sanatorio delle coincidenze esagerate”.
Oggi ho scoperto che molti conoscono Charles Hoy Fort, pochi conoscono, invece, Pelazzi Antonio detto Tonio, che può considerarsi un precursore, in questo campo. Pelazzi Antonio, contadino di Pietramagolana, giunto all’età di settant’anni e rimasto solo dopo la scomparsa della moglie iniziò a raccogliere e catalogare informazioni che avevano a che fare con eventi inspiegabili, almeno a suo dire, che eran successi in paese e nei paesi vicini.
Il primo caso catalogato dal Pelazzi riguardava proprio quel che era successo alla moglie Angiolina, che tutti sapevano, in paese, che era andata a vivere in città, stanca del marito strambo e della vita che faceva. Il caso di sua moglie Angiolina fu però stranamente inserito, dal Pelazzi, nella categoria scomparse misteriose, insieme a quelle relative alla vacca e alle galline, sempre del Pelazzi, che un giorno c’erano, il giorno dopo non c’erano più (questa scomparsa fu effettivamente considerata misteriosa, tanto che in paese si diffusero le voci le più diverse).
Inspiegabili, per il Pelazzi, erano l’esistenza di protesi ortopediche che potevano sostituire una gamba persa nella trebbiatrice, il caso di Armisdo, che si diceva che da quando era tornato di prigione riusciva a parlare solo in un corretto italiano, con gran disagio di tutti, come anche il caso di Fortunato, che dopo aver sbagliato una semina era morto di fame nel pollaio senza dire una parola.
Tutti casi che di inspiegabile non avevano nulla, ma che il Pelazzi, che non riusciva a farsene una ragione, catalogava tra le coincidenze esagerate e che sopra a quelle coincidenze ci costruiva delle teorie tutte sue e molto complicate.
Questa attività di raccolta fu portata avanti dal Pelazzi fino all’età di ottantacinque anni, quando una notte, in paese, si vide una luce bianca, in cielo, e il giorno dopo, il Pelazzi, nessuno lo vide più.
E quel che è strano è che questo della luce bianca è l’unico evento inspiegabile che si ricordi nel paese di Pietramagolana e in quanto tale, ma questo lo sanno in pochi, si tratta della prima delle quarantamila annotazioni di Fort, che riguarda proprio il caso di Pelazzi Antonio misteriosamente scomparso (proprio in quei giorni, cioè nei giorni della scomparsa, Fort si trovava in Italia per motivi di studio, ché è di quel periodo la teoria relativa all’esistenza di campi di ghiaccio super-geografici sopra l’Italia).
Di Pelazzi Antonio si racconta ancora, nel paese di Pietramagolana, che era solito terminare la dettagliata spiegazione delle teorie da lui elaborate con una frase sempre uguale, che chiudeva definitivamente il discorso, Meglio non parlarne, diceva, tanto non mi crede nessuno. Nessuno mi vuol mai credere, sembra che io me le invento le cose (cit.).

[la maggior parte degli eventi catalogati dal Pelazzi, in realtà, sono oggetto dei racconti di Malerba, al quale questo post fa in qualche modo omaggio, con un grazie a eìo, che questo libro mi ha regalato]

A proposito di questo post:

Questo post e' stato scritto Giovedì 13 Settembre 2007 alle 21:48 ed e' archiviato nella categoria Cose mie, Divagazioni. Puoi seguire la discussione intorno a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
15 Commenti a “Nessuno mi vuol mai credere”
  1. Il 13/09/07 alle 22:37, eio ha detto:

    Non ci crederai, ma The book of the damn è uno dei pochi ebook che ho sul cellulare, da leggere quando devi aspettare e non ti aspettavi di dover aspettare :)

  2. Il 13/09/07 alle 22:39, eio ha detto:

    dicevo, The book of the damned, di Charles Fort, eh.
    (Qua la mia formazione da MartinMystèrista salta fuori, orcocane)

  3. Il 13/09/07 alle 23:27, scaravento ha detto:

    si, forse
    il signor Pelazzi
    soffriva l’abbandono?
    e per non sentirlo si barcamenava
    nella landa dell’interesse (che è tipo una landa popolata di licheni)
    …però secondo me

    mica sparì
    si mise a risalir il filo del telefono
    per arrivare da chi la sera
    gli telefonò
    e gli disse
    “andiamo a vederle insieme quelle storie incredibili”
    sulla porta un biglietto
    …partito per inventario
    e si scaraventò via.

    ………………peccato per il vento
    che si rubò il foglietto….

    al diavolo i disillusi

    ….


    per il resto….”meglio non parlarne”…mica perchè nessuno ci crede, solo perchè ho visto orecchie con tanto spazio l’una dall’altra….da far disperdere qualsiasi parola…

    e poi chiudo che ….mi sto ….rabbuiando.

    ciao Francesco
    ottima lettura come sempre

  4. Il 13/09/07 alle 23:36, Francesco ha detto:

    eìo, qui mi sa che si vede che non ho una formazione da MartinMystèrista, ché io davvero Fort l’ho scoperto solo oggi (e grazie ancora per il libro di malerba)
    scaravento, rabbuiando no, cancello tutto, se c’è un rabbuiando nei commenti :-)
    (per il resto, questo commento tuo, ci son dentro un sacco di storie, mica solo una)

  5. Il 14/09/07 alle 00:51, andrea 403 ha detto:

    in effetti una formazione martinmysteriana è incompatibile con l’ignoranza della vita e le opere di Cherles Fort (e posso ben dirlo io, che di MM ne scrissi una quindicina) in compenso del Pelazzi apprendo l’esistenza oggi per la prima volta :)

    Come ben sapeva Charles Fort, non si smette mai d’imparare…

    ciao
    a.

  6. Il 14/09/07 alle 07:56, S.B. ha detto:

    Ed anche un grazie a te per questo bellissimo post :-)

  7. Il 14/09/07 alle 10:03, francesco ha detto:

    eh, mi sa che ero l’unico, a non conoscere Fort, fortuna che non si smette mai di imparare :-)

  8. Il 14/09/07 alle 14:56, Il_Beneficiato ha detto:

    Bhò, neanche io conoscevo Fort prima di leggerti, ma mi hai fatto venire voglia di approfondire il discorso …
    =)

  9. Il 14/09/07 alle 15:38, Birra ha detto:

    Questa storia è bellissima. Erano dei liberi professionisti di x-files.
    Nle link a wikipedia ho letto che è stato il primo a parlare di teletrasporto, ecco, questo mi fa molta simpatia perché anch’io ho una piccola fissazione col teletrasporto, è una parola che uso almeno una volta al giorno :)
    Bel post, come sempre.

  10. Il 14/09/07 alle 17:48, diluvio ha detto:

    no no, io ci credo alle storie del Pelazzi, mica sono scettico… ché se uno scrittore fosse scettico, cos’avrebbe da raccontare veramente?

  11. Il 15/09/07 alle 17:06, Sbloggata ha detto:

    Mi sa che il Signor Pelazzi si è reincarnato nel mio giornalaio.
    Il suo spirito vaga…incontentabile.

  12. Il 15/09/07 alle 19:46, aitan ha detto:

    Mi sa che questo libro qui del buon Malerba non l’ho letto (che fortuna!).
    Buon fine settimana per te e per i tuoi.

  13. Il 15/09/07 alle 20:24, Francesco ha detto:

    è una fortuna non aver letto un libro così bello, ché puoi ancora leggerlo :-)

  14. Il 03/10/07 alle 13:20, tostoini ha detto:

    e vabé di due post che leggo vengono citati due fra i miei libri preferiti…credo sia amore, a questo punto.

  15. Il 03/10/07 alle 13:59, francesco ha detto:

    Spetta, che ora cerco di citare il terzo :-)
    (benvenuta qui, soprattutto)

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