Mar 14
Mar 14
A me, l’asilo dove va Teresa, piace molto, fan delle cose interessanti, che piacerebbe anche a me, la mattina, svegliarmi, andare all’asilo di Teresa a far queste cose.
Ogni anno, poi, scelgono un tema, e i diversi laboratori, in qualche modo, hanno a che fare con questo tema, quest’anno il tema è il corpo umano, che a pensarci, partendo dal corpo umano, si posson fare mille cose e raccontare mille storie, su una parete han disegnato una specie di mondo e poi dopo ci han messo su tutti quei che lo abitano, quel mondo, che son spesso molto diversi tra loro a osservarli bene.
Che Teresa prima diceva sempre Voglio andare all’America, ora dice che vuole andare al Giappone, io non lo so, perché vuole andare al Giappone, comunque all’asilo fanno anche delle riunioni con i genitori, il pomeriggio, e in queste riunioni ci raccontano cosa fanno i bambini, la mattina, ieri ci han raccontato tutta questa storia del laboratorio sul corpo umano, poi ci han dato uno specchio, un foglio, delle matite, ci han detto Ora fatevi un autoritratto, fate un’espressione che vi piace, poi fatevi un autoritratto in cui avete quella espressione.
E io, per quanto riguarda proprio la mia persona, ho pensato che era facile fare il mio autoritratto, ho fatto un cerchio, poi ci ho aggiunto due occhi, un naso, una bocca, poi ci ho messo tanta barba, che con tutta quella barba poi Teresa mi riconosceva di sicuro, la mattina dopo, attaccato alle pareti dell’asilo.
Poi quando ho finito questo mio autoritratto tutto pieno di barba, che non si capiva, ad esser sinceri, che espressione nascondeva, tutta quella barba, ho pensato Peccato non avere la macchina fotografica, con me, potevo fare una foto, al mio autoritratto, poi metterla sul blog, scriverci un post, invece niente, non ce l’avevo, la macchina fotografica.
ripensando all’asilo, mi viene in mente che c’era sempre un’espressione di orgoglio in me, quando accompagnavo i miei figli all’asilo. quando toccava a me sembrava che la giornata iniziasse già bene.
Ok, Franz, ora prendi uno specchio, un foglio e delle matite e fatti un altro autoritratto.
Fatto?
Bene, ora mostralo a Teresa e chiedile se somiglia a quello attaccato alle pareti dell’asilo.
A questo punto, se le piace e se ti piace, potresti pure incollarcelo qui sul questo blog finalmente risvegliato (e son contento ;o).
proprio ieri noi genitori della scuola materna di mia figlia. Genitori insieme ai propri figli. I bambini stanno facendo dei laboratori tattili, quindi usano i più svariati materiali. e iri abbiamo costruito un dei giochi con i materiali. ma è stato bello il rapporto genitore bambino nella scuola. bellissimo. anche io vorrei tornare un po’ indietro. alzarmi la mattina e andare a scuola materna
io Teresa l’accompagno tutte le mattine, all’asilo, mi piace molto, solo poi vorrei rimanere, invece mi fanno andar via
con l’età si apprezza lo studio, quello dell’asilo poi è fantastico
:-)))
io dell’asilo mi ricordo il collettino azzurro, la piantina di fagiolo verde al sole e quella giallina nell’armadio.
io dico che in carne e dal vivo sei molto più bello. Che tu sei bello nei riflessi degli occhi e le inflessioni del viso. Insomma, io non sono certa che ti avrebbe riconosciuto, Teresa. perché i bambini guardano oltre e vedono altro. E’ per questo che non ci fanno stare a noi all’asilo. Non abbiamo lo sguardo abbastanza largo. Sara ad ogni mamma, la mattina all’asilo, chiedeva “Mi chiami mamma?” e ogni mamma diceva di sì. Ecco, tu potresti chiedere a ogni bambino che entra se ti chiama Teresa e magari lei ti mette nella tasca del grembiulino e ti mostra di nascosto come guardano il mondo i bambini. Poi però me lo spieghi. Che come me lo spieghi tu, io già lo so che mi piacerà assai…
io dell’asilo mi ricordo (bene) le forbici verdi che avevo rubato, e che ancora conservo.
un cattivo eempio, lo so.
saluti e bentornato.
“io Teresa l’accompagno tutte le mattine, all’asilo, mi piace molto, solo poi vorrei rimanere, invece mi fanno andar via”
…..morettianissimo.
eheh
Io invece sono sicura che teresa l’avrà riconosciuto immediatamente il suo papà (e ne andrà fierissima, che un papà 8e49 non è roba da tutti i giorni):-))
Io ricordo il mio tristissimo asilo: le suore mi facevano pungere con l’ago delle cartoline e io invece aspiravo a intrecciare le strisce di carta colorata. Poi, durante la ricreazione, mi facevano cantare una strana canzone che mi suonava come ‘tantumerdum’. Ci sono andata per pochissimo tempo. A mia figlia è andata molto meglio e ho dei ricordi molto carini. Fra non molto mi aggiornerò ulteriormente con i nuovi arrivi:-))
ciao Francesco.
che i tuoi passi siano lievi sulla strada per l’asilo.
e che sia una Pasqua di rinascita dalle ceneri, l’inizio di questa nuova, commovente, primavera.
(un bacio ai tuoi bellissimi bambini)
a proposito, auguri di buona pasqua a chi passa di qui
Grazie della visita e ricambio molto volentieri gli Auguri.
Prometto di passare più spesso.
Scrivi bene.
Daniele
io dell’asilo ricordo le suoracce rompipalle… serbo ancora voglia di vendetta, in effetti… autoritratti mai fatti, per ripicca e rivolta…