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Lug 14

La trota ai tempi di Zorro

Postato da Francesco il 14 Luglio 2006, nella categoria Segnalazioni.

Ieri, tra le altre, mi è arrivata questa mail.

senti france’,
pensavo che per il blog potresti fare un post sulla lettura, cioè ognuno può mettere qualche riga di un libro da non perdere, da leggere in vacanza. si, lo so, non ci sono i libri per l’estate, perchè è bello leggere tutto l’anno e i libri sono libri e basta. però potrebbe essere una cosa utile. e poi è che io ho finito tutta la collezione harmony e ora non so cosa leggere… magari mi date qualche idea…

Che se qualcuno mi chiede qualche idea, io che sono buono e gentile non mi so rifiutare, allora va bene, penso, incomincio io a darti qualche idea, mio affezionato lettore.
Pochi giorni fa, poiché ne parlava strelnik, e dei suoi gusti istintivamente mi fido, sono andato a comprare La trota ai tempi di Zorro, di Michele Marziani.
Poi, visto che l’avevo comprato, l’ho anche letto. Bello, devo dire.
Ne metto un pezzettino qui.

Mi piace gironzolare dopo la scuola fino a infilarmi in via Regina Villa dove le case sono un po’ meno belle, i portoni più polverosi e ingombri di cose che sembrano un po’ da buttare e un po’ da tenere. Carrozzine tenute insieme dal filo di ferro, un grosso bidone di olio da macchina, una bici senza ruota, sacchi pieni di chissacosa. Sì, mi piace sbirciare dentro alle case, sentire gli odori di minestrone sul fuoco, il profumo del brodo di dado, sbirciare i panni stesi, le mutande che le guardi e sai quanto sono grossi i culi in quella casa… In via Regina Villa poi ascolto parlare. Ascolto la radio, le radio, la televisione con il venditore di mobili, le donne che chiamano i bambini e lo fanno con altre parlate, con grida del sud. Via Regina Villa, dicono a scuola senza vergognarsi tanto, è la via dei terroni. E infatti parlano tutti come giù, come a Peschici dove siamo andati un anno in vacanza, come in Sicilia, Calabria, Marocco…

Altri consigli, ovviamente, faranno felici me e il mio affezionato lettore.

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Questo post e' stato scritto Venerdì 14 Luglio 2006 alle 09:44 ed e' archiviato nella categoria Segnalazioni. Puoi seguire la discussione intorno a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
6 Commenti a “La trota ai tempi di Zorro”
  1. Il 14/07/06 alle 11:00, eìo ha detto:

    tutto tom robbins villa incognito esclusa. profumo di jitterbug e natura morta con picchio obbligatori, uno zoo lungo la strada anche, direi, ché c’è la salma.
    poi charms bisogna leggerlo, ce n’è due versioni, una completa tradotta dalla giaquinta per adelphi che costa caro e poi c’è la compilescion tradotta da nori per einaudi.
    poi munari, leggete tutto quello che trovate.
    poi mcluhan, si rilegge sempre volentieri.
    poi c’è un libro d’un certo weschler, adelphi, che parla di un museo wunderkammer, si chiama il gabinetto delle meraviglie di mr wilson che è un libro speciale
    sempre per adelphi bisogna leggere i quaderni di un mammifero di erik satie
    poi tutti i numeri di sandman scritti da neil gaiman e anche watchmen di alan moore e anche il dark knight returns di frank miller.
    poi è uscita la raccolta dei fumetti di pinky di mattioli, quelli non ce li ho ma me li faccio regalare al compleanno insieme alla raccolta dell’omino bufo.
    poi paolo nori bisogna leggerlo tutto senza esclusioni
    poi adesso non mi viene in mente altro ma il mondo è tutto da leggere statemi bene lettori scrittori e tutti quanti ciau

  2. Il 14/07/06 alle 12:03, Francesco ha detto:

    eìo, ora mi stampo il commento, cancello quelli che già ho, e consegno il suddetto commento alla gentile signora della mia libreria, poi magari ti faccio sapere la faccia che fa :)
    (a parte gli scherzi, ho preso appunti, grazie)

  3. Il 14/07/06 alle 12:21, siamo fatti di yogurt ha detto:

    eio, grazie per la segnalazione del libro di Satie. Non lo conoscevo. La sua bellissima “gymnopédie” a distanza di anni mi emoziona ancora. La sua biografia dice che era comunista, viveva in un monolocale nei sobborghi di parigi e che non ha mai permesso a nessuno di entrarci, che suonava contemporaneamente due pianoforti messi uno sopra l’altro e che collezionava ombrelli e fazzoletti…

    Come libri, un paio di consigli:

    - un capolavoro: “IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE” di Fernando Pessoa (Feltrinelli):
    “Una sola cosa mi meraviglia più della stupidità con la quale la maggior parte degli uomini vive la sua vita: l’intelligenza che c’è in questa stupidità.
    La monotonia delle vite comuni è apparentemente terribile. Sto pranzando in questo dozzinale ristorante e guardo, oltre il banco, la figura del cuoco e, vicino a me, il vecchio cameriere che mi serve come, da trent’anni, credo, serve in questa trattoria. Che vita è la vita di questi uomini? Da quaran’anni quell’uomo passa quasi tutta la giornata in una cucina; gli sono consentite brevi pause; dorme poche ore; ogni tanto torna al suo paesino, dal quale rientra senza esitazione e senza dispiacere; mette da parte lentamente denaro lento che non intende spendere; si ammalerebbe se dovesse lasciare definitivamente la sua cucina per i campi che ha comprato in Galizia; sta a Lisbona da quarant’anni e non è mai stato alla Rotunda nè a un tetatro; solo una volta al Coliseu: pagliacci nelle riposte vestigia della sua vita. Ignoro con chi si è sposato e perchè, ha quattro figli e una figlia, e il suo sorriso nel chinarsi dall’altra parte del banco esprime una grande, solenne, soddisfatta felicità. Non simula e non ha motivo di simulare. Se sente questa felicità significa che ce l’ha davvero”.

    - un pulp accattivante: “WOOBINDA”, di Aldo Nove (Einaudi):
    “E’ bello comprare dei libri.
    Una casa senza libri è molto triste.
    Io ne ho 75.
    Tutte enciclopedie, perchè gli altri fanno disordine.
    Molte hanno la copertina in tina unica, altre, come la sotria del fascismo o l’enciclopedia del pescatore moderno sono di colori diversi.
    L’edicolante mi tiene i fascicoli delle enciclopedie dei colori che gli dico. Io le faccio e le metto in casa.
    Io, che ho tanti libri, sono Ugo. Ho quarant’anni. Sono de segno zodiacale dei Pesci.
    Una enciclopedia che ho è la storia della filosofia. Se la volete leggere, bisogna sapere che all’inizio si capisce, poi no. Alla fine è complicata. All’inizio i sono delle persone che sipiegano che tutte le cose sono fatte di una cosa. Uno dice che tutte le cose sono fatte di acqua, l’altro che tutte le cose sono fatte di aria e così via.
    Per me il mondo è fatto di yogurt e lo si capisce pian piano, con la maturità.
    Da bambino non lo capisci, prendi le cose senza pensarci, metti via i soldi per comprarle e poi le usi, ci giochi senza pensare a cosa sono fatte.
    Il bar che c’è giù, che resta aperto fino alle tre di notte, vende gelati ai gusti.
    Sanno ad esempio di cioccolato. O di vaniglia. Poi di yogurt. Ma lo yogurt è semplice o all’albicocca o ad altri gusti. Questo perchè l’albicocca sa sì di albicocca, essendo fatta di albicocca, ma ancora pirma sa di yogurt, perchè è fatta di yogurt, è yogurt all’albicocca da cui, dopo, traggono l’albicoca pura e la vendono, e così per gli altri gusti e le altre cose.
    Prendi ad esempioe torte del Mulino Bianco. Vai a contgrollare gli ingedienti , se ce ne hai una in sala anche tu. C’è scritto che è resa morbida con lo yogurt all’albicocca.
    Prima dello yogurt il mondo era duro, pieno di dinosauri e bestie spiegate nell’enciclopedia sugli animali preistorici. Gli uomini non mangiavano lo yogurt ed erano completamente scemi.
    Erano bestialli. Pian pianino si è capito che è inutile litigare, perchè tutto è fatto di yogurt, tutte le cose sono uguali e non vale la pena di pendersela troppo. Questa è la storia della filosofia spiegata per benino.
    Credo che non tutti (quasi nessuno) sanno quesa cosa. Per saperla bisognerebbe comprare dei libri che aiutano a pensare, non solo giornaletti pornografici e i romanzi d’amore delle donne, perchè questi sono sì fatti di yogurt come tutte le cose che esistono, ma sono duri, preistorici, parlano di tutt’altro e uno non si accorge di come vanno le cose, scende in piazza a fare le manifestazioni con i comunisti, non compera più lo yogurt, compera i dessert Galbani, li mangia senza pensare a cosa sono realmente fatti, si allontana dallo yogurt, passano gli anni e nel corso dell’esistenza non combina niente, va avanti nella vita così, senza nè arte nè parte fino a che muore e ridiventa yogurt”.

    Come sottofondo non possono mancare i “notturni” di Chopin e le “sonate” di Beethoven.

    ciao france’

  4. Il 14/07/06 alle 12:30, siamo fatti di yogurt ha detto:

    france’, come al solito ho spedito senza rileggere e guarda tu quanti errori di battitura… si vede che non ci sei tu a correggere …

  5. Il 17/07/06 alle 12:10, PlacidaSignora ha detto:

    Ti consiglio “Iancura”, di Paolo Casuscelli (GBM ed, lo trovi su ibs.it). Storie di pesca, di scuola, di gente di Salina. L’ho letteralmente divorato ieri. (E l’autore ha anche un blog: http://iancura.splinder.com/).

  6. Il 17/07/06 alle 12:47, Francesco ha detto:

    Placida, grazie assai della segnalazione (del libro e pure del blog)

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