Mag 15
Mag 15
Il padrone di casa, qui, ha registrato un podcast. E io, da bravo inquilino, non potevo essere da meno. Quindi eccolo
Che da quando ho letto questo post di strelnik, tra l’altro molto molto bello, mi sorprendo a canticchiare Il vestito di Rossini nei momenti più strani.
A parte ciò, poi, sabato ho comprato un po’ di libri. Uno di questi libri è Deandreide - Storie e personaggi di Fabrizio De André in quattordici racconti di scrittori italiani.
Uno dei racconti è di Paolo Nori. In una delle cose che Paolo Nori ha scritto in questo racconto mi ci son ritrovato parecchio.
Una cosa strana, con mia figlia, che i primi tempi fino ai tre mesi quando la dovevo chiamare non mi veniva il nome. Mirta? mi veniva in mente. Rita? Emma? Rina? Pina? Ci mettevo sempre qualche secondo, a trovarlo. Poi un’altra cosa strana che quando l’ho vista venire fuori, in sala parto, io mi ricordo la prima cosa che ho pensato Merda, ho pensato, è uguale a me.
E poi, dopo aver letto questa parte del racconto di Paolo Nori, ho pensato anche Speriamo che tra nove mesi, che pare che mi ricapiterà di vedere una sala parto, non mi venga in mente la stessa cosa.
ho capito bene? auguriiiiiiiiiiiiiii
)))
embè se viene ancora uguale a te, pazienza
Ah, ma allora queste partenze del venerdì sono fruttuosissime!
La lettura in emulazione umana de “Il vestito del Rossini è strepitosa!!
Fotografa l’approccio con cui ancora oggi vediamo gli anni settanta e il conflitto: macchinosi, alieni, altro da noi. E continuiamo a camuffare la voce.
Padri,figli; una faccia, una razza.
Sempre e comunque quella umana.
;)
mo’ ho capito dove ti rintani i fine settimana!
piccoli compagni crescono…
mille auguri
finalmente ho avuto il tempo di leggere in cosa avevi trasformato il mio ennesimo obbrobbrio: nella comunicazione di una buona novella. grazie
Dido e Hanging, qui si fischietta e si fa finta di niente per il momento
Strelnik, non sai quanto sono d’accordo con te. (e soprattutto grazie di esser passato da queste parti)
presidente, come sta il suo, di piccolo compagno?
pog, sono in ambasce, ho appena visto la tua lista di desideri materiali.
sei in ambasce?!? ma nn saranno indigeste le pagine di vocabolario cosi’ senza manco condirle?
franci, smettila di parlare come uno che a garibaldi l’ha visto giocare a mazz e pivs!
gesù, gesù.
non ti si può lasciare un momento da solo.
(e questo è il potere afrodisiaco del pistacchio, c’è poco da fare)
gesù gesù
non vi si può lasciare un fine settimana in compagnia
(e mi unisco alle considerazioni di dido ed hangin’ ;o))
Fischiettando fischiettando, cambio discorso
strelnik ha ragione la lettura in emulazione umana de “Il vestito del Rossini è strepitosa!! […] Fotografa l’approccio […]. E continuiamo a camuffare la voce.
(Ma io, incidentalmente assai, mi chiedo quale canzone del faber abbia ispirato queste considerazioni di Nori.)
incidentalmente, aitan, La canzone dell’amore perduto (occasione per un divagare autobiografico attraverso frammenti di ricordi, pare sia scritto nella prefazione)