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Ago 16

di paure e di case che si dissolvono

Postato da Francesco il 16 Agosto 2010, nella categoria Cose mie, Divagazioni.

Ieri ero lì che camminavo per il centro, tornavo a casa dal lavoro, camminavo e mi guardavo intorno, lo faccio sempre, mi guardo intorno, ora, quando cammino, e c’era una casa, lì mentre mi guardavo intorno, che anche guardarsi intorno, ora, invece di guardare in terra, mentre si cammina, mi sembra una conquista, da quando ci riesco, e c’era una casa, ieri, mentre mi guardavo intorno, mi son fermato, facendo attenzione, guardare quella casa, era una casa che si stava dissolvendo.
Io, pensarci ora, non so come ho fatto a capirlo, che era una casa che si stava dissolvendo.

Quando son tornato dove abito, poi, ho guardato sul dizionario, dissolvere, che sarebbe come a dire disfare, separando e disordinando le parti che compongono quel tutto, o che componevano, sarebbe meglio dire, forse ancora ieri, o poco prima, quel tutto che era stato una casa, o anche mandare in frantumi, quella casa, son delle sottigliezze, queste, non sempre le capisco.

E non capisco, oggi, perché ci son tornato, a guardare quella casa, ho chiesto in giro, sempre guardandomi intorno, senza mai guardare in terra, mi han detto che devo fare così, ho chiesto in giro, senza mai guardare in terra, che se guardi in terra si capisce che hai le tue paure dentro, mi han detto.

La storia di quella casa me l’ha raccontata un vecchio, non so il suo nome, credo avesse cinquant’anni o forse meno, mentre raccontava aveva gli occhi chiusi, ma i suoi occhi chiusi vedevano molto più di quel che vedevano i miei occhi aperti, o almeno così mi sembrava.

Mi ha raccontato la storia di un’amicizia, e mentre raccontava, a volte sorrideva, i suoi occhi, quando li apriva, sorrideva, ma erano tristi, come se guardasse tutto da un dolore molto grande.

Era la storia di un’amicizia, ma era un’amicizia che si fondava sulla malattia e sul rancore e come amicizia era destinata a finire e infatti era finita, quindi si può dire che era la fine, di quell’amicizia, era la storia della fine di un’amicizia che era nata in quella casa e poi era finita, era destino, finisse.

Per loro, per il signore di cinquant’anni che mi ha raccontato questa storia, e anche per tutti gli altri, la casa è ancora lì, ma io l’ho vista, la casa che ha assistito alla nascita di una amicizia e poi alla fine, di quell’amicizia, io l’ho vista e si è dissolta, e la guardavo dissolversi, senza mai guardare in terra, guardavo la casa, che si dissolveva, mi guardavo intorno, senza mai guardare in terra, che guardare in terra fai vedere che hai le tue paure, io non guardavo in terra, guardavo la casa, che si dissolveva, la guardavo come se non avessi più paura

A proposito di questo post:

Questo post e' stato scritto Lunedì 16 Agosto 2010 alle 22:11 ed e' archiviato nella categoria Cose mie, Divagazioni. Puoi seguire la discussione intorno a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
9 Commenti a “di paure e di case che si dissolvono”
  1. Il 16/08/10 alle 23:41, andima ha detto:

    e se pioveva, magari, mentre si guardava in terra, camminando, e da una pozzanghera ci si specchiava, io nell’acqua, l’acqua in terra, della pioggia raccolta, mentre camminavo, a fissarmi e cercare di capirmi mentre la faccia mi si deformava di gocce e detriti dell’asfalto, ecco in un giorno di pioggia non avrei visto l’edificio dissolversi ma forse il mio volto si’, d’acqua e ricordi, saltare da una pozzanghera all’altra, veloce come i miei passi distratti, fino a rimanere in quella precedente, no, quella a sinistra, ma c’e’ meno acqua adesso, eppure prima.. ecco, tutto dissolto, niente riflesso e con lui quel pensiero che cercavo di decifrare e che tornerà, ne sono sicuro, al prossimo giorno di pioggia, quando non potrò fare a meno di camminare e guardare in terra. Ma almeno la prossima volta esco con l’ombrello:)

  2. Il 21/08/10 alle 16:00, aitan ha detto:

    Tutta questa dissoluzione non l’ho trovata affatto dissoluta, però mi ha messo dentro una certa tristezza.
    Sarà che io la considero indissolubile l’amicizia, o così mi piace pensarla.

    Tanti abbracci amichevoli e affettuosi assai, per te e per chi sai.

  3. Il 23/08/10 alle 22:34, federica ha detto:

    mi ricorderò di questo… “mentre raccontava aveva gli occhi chiusi, ma i suoi occhi chiusi vedevano molto più di quel che vedevano i miei occhi aperti”

  4. Il 23/08/10 alle 22:35, federica ha detto:

    mi si è dissolto anche il link, nel commento :)

  5. Il 30/08/10 alle 15:25, Vaniglia ha detto:

    Urca… Mi è piaciuto… Parecchio. Credo che ti leggerò di tanto in tanto, non fosse altro per capire cosa sei.

  6. Il 30/08/10 alle 15:55, Francesco ha detto:

    se lo capisci, cosa sono, poi dillo anche a me, eh, che io ancora non l’ho capito :-)

  7. Il 30/08/10 alle 17:05, Vaniglia ha detto:

    Ai tuoi ordini… ;-)

  8. Il 04/09/10 alle 15:51, rita ha detto:

    aò! Ma come “un vecchio” di 50 anni????!!! Ritratta SUBITO!

  9. Il 05/09/10 alle 09:10, francesco ha detto:

    eh, rita, me l’hanno già fatto notare :-)

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