Mag 17
Mag 17
Se non ci riesce questa macchina da scrivere, allora vaffanculo, non si può fare.
Questa è la Remington SL3, la risposta alla domanda: “Cos’è più difficile, leggere i Fratelli Karamazov ascoltando Stevie Wonder o cercare uova di pasqua sulla tastiera d’una macchina da scrivere?”. Questa è il classico cacio sui maccheroni. La fragolina sulla panna montata. Il sette bello.
Lo sento che il romanzo dei miei sogni se ne sta qui dentro la SL3, anche se scrive molto più in fretta di quanto io sappia sillabare. E pazienza se la settimana scorsa il mio dito dattilografo è stato pizzicato da un granchio di terra gigante. Questa pupattola parla Shakespeare elettrico alla benché minima provocazione, ti sbatte fuori una cartella e mezzo solo a guardarla.
“Cos’e che cerca in una macchina da scrivere?” mi domandò il venditore.
“Qualcosa di più delle parole” replicai. “Cristalli. Voglio mandare ai miei lettori bracciate di cristalli, alcuni color delle orchidee e delle peonie, altri che captano i segnali radio d’una città segreta metà Parigi, metà Coney Island”.
Così inizia Natura morta con picchio, di Tom Robbins.
Io, ieri, legger l’inizio di Natura morta con picchio, ho pensato ora vado a cercare una Remington SL3, ché mi piacerebbe mandar bracciate di cristalli ai lettori, alcuni color delle orchidee e delle peonie, altri che captano i segnali radio d’una città segreta metà Parigi, metà Coney Island. Io, per dire, non ricordo neanche il colore delle peonie, e a Coney Island non sono mai stato.
Poi, una Remington SL3 non l’ho trovata, allora mi sa che devo rinunciare a quest’idea di mandar bracciate di cristalli ai lettori.
Però, l’inizio di Natura morta con picchio lo metto comunque qui, che ora su BlogBabel c’è una pagina dedicata ai libri di cui parlano i blogger e a me fa piacere se su questa pagina dedicata ai libri di cui parlano i blogger ci finisce anche Natura morta con picchio.
io domani vado in libreria e lo compro.
un libro che incomincia così devo leggerlo.
Se non ci riesce questa macchina da scrivere, allora vaffanculo, non si può fare.
Così inizia un post di 8:49pm che parla di Natura morta con picchio, di Tom Robbins.
Se non ci riesce questa macchina da scrivere, allora vaffanculo, non si può fare.
Così inizia un commento di aitan ad post di 8:49pm che parla di Natura morta con picchio, di Tom Robbins.
(Come vedi, mi capita spesso di cazzeggiare con le parole degli altri, quando trovo difficile stare a sentire le mie).
saluti affettuosi a tutta la famiglia
herz, spero che poi non sia una delusione (ma credo proprio di no)
aitan, è un piacere vederti cazzeggiare con le parole degli altri, ma è sempre un piacere anche stare a sentire le tue
accidenti che bello
però pensavo fosse tuo, che delusione!
domani lo compro pure io va
ah, finalmente ritorni, dopo una quasi lunga assenza…
cmq sottoscrivo hertz: domani vado a comprarlo!! un saluto e buona serata…
un libro bellissimo. te l’avevo suggerito io o è, come al solito, pura consonanza?
eh, susanita, pure io sono un po’ un po’ deluso dal non averlo scritto io
diluvio, mi sa che questo è il periodo delle quasi lunghe assenze
eìo, me l’hai consigliato tu, t’ho anche rigraziato via twitter, distratto che non sei altro!
ah, eh, io twitter lo guardo mica sempre eh, mica sono dipendente, io
eh, è che ’sto periodo stai sempre lì a ciattar con stark, poi normale che diventi lento
Ti ho trovato proprio da Blogbael seguendole tracce del Picchio. Un libro fantastico, letto anni fa ma sempre uno dei miei preferiti. Che bello ricordarlo. Grazie.
che io poi leggevo l’inizio di questo post e pensavo tra me e me: ma come avrà fatto francesco a cambiare stile in modo così repentino?
certo che per essere cose sue, c’è qualcosa di strano…
blimunda, allora io ringrazio blogbabel anche per averti fatto passare di qui
flo, dici che le categorie le sto mettendo un po’ a casaccio, eh? secondo me, hai ragione
Fra’, io non saprei proprio ridire quale assonanza mi fa pensare leggendo di questa SL3 alla potenza delle formule magiche, che se uno ne sa una ma non se la ricorda poi è certo che solo se si ricorda quella il resto funziona e resta a torturarsi il cervello con mani a chele di granchio ma non c’è verso. Il fatto è che a me è caduta di mano in un museo. Proprio così. E continuo a cercarne un’impronta in memoria ma non c’è. Se non ci riesce quella formula lì, allora davvero non c’è altro da fare. E io non me la ricordo. Ma si può? Come buttare nel tritaspazzatura l’ultima SL3 sulla faccia della terra. Niente (più) romanzo, mi sa. Abbraccio.
Se non ci riesce questa tastiera… si potrebbe dire oggi. Bellissima citazione, che mi fa venire in mente una frase di Calvino (probabile, ma vado a cercare il libro) sulla velocità quasi magica di trasferire le parole dal pensiero al computer. Ciao!
ma non perdete tempo. la SL3 non ha nemmeno la chiocciola
rita, ma tu non hai bisogno né di formule magiche, né di una SL3
notedibordo, ma lo sai che Roccamare del vecchio post era un omaggio a calvino, che lì passava le estati (almeno così mi pare di ricordare)? non so che c’entra ora, ma mi è venuto di dirlo!
flo, ecco cos’era che non trovavo