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Apr 20

Il muro

Postato da Francesco il 20 Aprile 2007, nella categoria Segnalazioni, Divagazioni.

Stamattina ho visto una bambina, parlava da sola. No, in realtà non parlava da sola, parlava con Luca, il suo amico immaginario, ma questo l’ho capito solo dopo, che mi son messo lì ad ascoltarla. Non avevo niente da fare, allora mi son messo lì ad ascoltarla, tanto lei non faceva caso a me. Capita spesso che chi passa di qui non faccia caso a me, ma non mi è mai dispiaciuto, ormai anche io non faccio più caso a chi passa di qui. Ma alla bambina no, alla bambina ho fatto caso subito, allora mi son messo lì ad ascoltarla.
Il nome della bambina però non lo conosco, Luca non lo sentivo rispondere, forse questa cosa che non lo sentivo rispondere aveva a che fare con il suo essere immaginario, non so. Io sono molte le cose che non so, anche se sono qui da tanto di quel tempo che neanche me lo ricordo più da quanto tempo sono qui.
Ma stavo dicendo della bambina, a volte mi dilungo, perdo il filo, stavo dicendo che alla bambina ho fatto caso subito, ché ho sentito che la bambina stava raccontando a Luca una storia, e a me le storie piacciono, mi son sempre piaciute, allora mi son messo lì ad ascoltare, del resto non avevo niente da fare, ma questo mi capita spesso, non ho mai niente da fare, io.
Però, poi, mentre ero lì che ascoltavo la bambina, ho capito che era una storia triste, a me le storie tristi piacciono già di meno, però ormai ero lì, allora ho continuato ad ascoltare. E la storia che la bambina raccontava a Luca era la storia triste di una città e di un prato. Ed era anche la storia triste di tanti alberi. La bambina raccontava a Luca che avrebbe voluto giocare in quel prato e arrampicarsi su quegli alberi.
Ma che al centro della città c’è un muro che la separa da quel prato e da quegli alberi.
Quel prato è proprio qui dietro, alle mie spalle.
Quel muro sono io.
Se non fossi solo un muro, che sta qui da tanto di quel tempo che neanche me lo ricordo più da quanto tempo sono qui, avrei detto qualcosa alla bambina che parlava con Luca, il suo amico immaginario, anche se non so cosa. Io sono molte che le cose che non so.
L’unica cosa che so è che qui, un muro come me, non serve più.

Nel pieno centro della città di Caserta un enorme parco – il Macrico – dismesso dall’Esercito, torna alla Curia, sua legittima proprietaria.
L’Istituto Diocesano non si fa scrupoli, affitta e vende i suoi beni a nomi tristemente famosi.
Ne parla Flounder, qui.

A proposito di questo post:

Questo post e' stato scritto Venerdì 20 Aprile 2007 alle 11:22 ed e' archiviato nella categoria Segnalazioni, Divagazioni. Puoi seguire la discussione intorno a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
19 Commenti a “Il muro”
  1. Il 20/04/07 alle 11:32, flounder ha detto:

    grazie, francesco.
    è bellissimo.

  2. Il 20/04/07 alle 12:04, Francesco ha detto:

    grazie a te, flo.
    e spero che si riesca a fare qualcosa

  3. Il 20/04/07 alle 16:16, diluvio ha detto:

    quante cose avrebbero da raccontare i muri; lo leggo proprio nel mentre della stesura di un racconto sui muri :)
    ma pensa te…
    un caro saluto!!

  4. Il 20/04/07 alle 16:21, Francesco ha detto:

    spero di poterlo leggere presto, il tuo racconto :-)

  5. Il 20/04/07 alle 17:08, notedibordo ha detto:

    Grazie a te per il bellissimo racconto e a Flounder per la segnalazione coraggiosa.

  6. Il 20/04/07 alle 20:55, aitan ha detto:

    Davvero bellissimo, Francesco (e mo’ mi vado a leggere pure Flo’, che ci sono passato già un paio di volte a leggere arretrati e ancora non ho letto del suo muro casertano, che conosco tanto bene).

    ((Ma sei proprio sicuro che dovevi dirlo già nel titolo che il muro è il muro?))

  7. Il 21/04/07 alle 18:23, francesco ha detto:

    notedibordo, come dicevo anche a flounder, questa storia mi ha abbastanza colpito, poi sembra che gli acquirenti più interessati siano i Coppola, i costruttori del mostro abbattuto al Villaggio Coppola, e questo non è per niente bello.
    aitan, mi sa che sul titolo hai ragione, ma io i titoli proprio non son portato (l’alternativa, pensa te, era “c’è un grande prato verde”)

  8. Il 22/04/07 alle 17:01, HangingRock ha detto:

    bello, bellissimo, questo miniracconto.
    e’ tra le cose che hai scritto che mi sono piaciute di piu’ in assoluto.
    baci, distanti solo sulla cartina

  9. Il 23/04/07 alle 16:19, Francesco ha detto:

    grazie, hanging :-)

  10. Il 23/04/07 alle 17:57, Calma ha detto:

    Sorbole che bel pezzo (ti ricordi quando chiacchieravamo di questo stile? be’, questo è un’altra faccenda). Che bel pezzo

  11. Il 23/04/07 alle 18:28, francesco ha detto:

    mi ricordo, certo che mi ricordo :-)
    (e, di nuovo, bentornato)

  12. Il 24/04/07 alle 21:18, barbara68 ha detto:

    deliziosa e poetica storiella, buoni giorni di festa :-)

  13. Il 25/04/07 alle 13:48, diluvio ha detto:

    buon 25 aprile, amico mio!!!
    un saluto!

  14. Il 25/04/07 alle 22:22, barbara68 ha detto:

    ehm, non avevo letto la parte in fondo, ero un po’ presa da altri fatti, ma è una cosa orribile, i coppola proprio nooooo….

  15. Il 26/04/07 alle 09:27, Francesco ha detto:

    diluvio, grazie in ritardo, ieri sono stato un po’ lontano dal pc
    barbara, effettivamente una cosa orribile (buoni prossimi giorni di festa a te)

  16. Il 26/04/07 alle 15:07, Hertz ha detto:

    Muri, dico io, servono a un sacco di cose, non si può fare a meno dei muri, però i parchi, miseriaccia, non li recintiamo!

  17. Il 30/04/07 alle 09:23, diluvio ha detto:

    un segno! chiediamo un segno, per sapere se ci sei!!! :D

  18. Il 30/04/07 alle 10:22, francesco ha detto:

    diluvio, sono in vacanza sotto il diluvio :-)
    ma torno presto

  19. Il 30/04/07 alle 11:47, flounder ha detto:

    la vicenda procede tristemente. il consiglio comunale non ha deliberato per la concessione dell’F2, vale il divieto di edificabilità.
    i cittadini intervenuti hanno tirato ortaggi sui rappresentanti politici, i quali - senza scomporsi - li hanno raccolti e se li sono portati a casa.
    che dire?

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