Dic 22
Dic 22
A natale, gli strambi, andavano sempre casa dei nonni, e nella vecchia casa dei nonni, se prendevi un corridoio, e poi dal corridoio aprivi una porta che portava in una scala, e poi salivi una scala che portava in una stanza che nessuno aveva mai visto, sulla scala era pieno di giornali vecchi, e gli strambi ci passavan delle ore, su quella scala, a sfogliare quei giornali vecchi.
E anche le pareti erano decorate con fogli di giornali e riviste, con manifesti e riproduzioni a buon mercato, e fra le pagine di quei vecchi giornali capitava spesso di trovare delle notizie curiose, tanto che gli strambi, a volte, non resistevano alla tentazione di strappare qualche foglio, dalla parete, per leggere la fine di una storia.
Una delle storie che gli strambi han letto su quei giornali era la storia della bambina che viveva nel forno, che poi era la storia di una casa in cui non si poteva accendere il forno, ché nel forno, in quella casa, ci viveva una bambina.
La bambina che viveva nel forno assomigliava uguale alla bambina che viveva in quella casa, faceva le stesse cose, se la bambina che viveva in quella casa passava davanti al forno la bambina che viveva nel forno si faceva vedere, salutava quando la bambina salutava, si alzava e si abbassava proprio nello stesso momento in cui la bambina che viveva in quella casa si alzava e si abbassava, poi la bambina che viveva in quella casa si allontanava, dal forno, e la bambina che viveva nel forno non si vedeva più, anche per giorni.
Poi, a natale, quando un tale che si faceva chiamare Babbo Natale portò un solo regalo, alla bambina che viveva in quella casa e alla bambina che viveva nel forno, loro, anche se erano due, e anche se il regalo era uno solo, eran contente, che se si potesse quantificare la contentezza, loro eran contente il doppio, eran contente il doppio di cosa, non lo so, eran contente il doppio, come se invece di una, eran due.
[auguri di buon natale a Viola e a Zio Burp, che hanno ispirato questo post, e auguri anche a tutti quei che passano di qui]
se in fine l’avessero cucinata e servita a tavola, la bambina che viveva nel forno, sarebbe diventata un piccolo grande personaggio di tim burton…
la mia bambina viveva nella mia testa, nel senso che aveva una casetta là, un tre vani cucina e bagno, e stendeva i panni sul padiglione auricolare.
comunque un abbraccio, amico mio.
p.s. il tuo sito con explorer non funziona bene oggi!
Bello, bellissimo
grazie
Caro Francesco, tanti auguri anche a te e a tutti i bambini dolcissimi che ci portiamo dentro, quelli che hanno la fortuna di avere ancora un bambino dentro, nel forno o in qualsiasi altro posto vicino.
eh, bella questa storia.
ma era un forno a legna o elettrico?
ché fa la differenza.
auguri anche te. che l’anno nuovo ti possa far arrivare almeno a 8:53.
Questa storia è bellissima, perfino più bella di quell’altra che la precede.
Che orgoglio esserti amico. Poche persone potrebbero parlare di doppelgänger e specchi con tanta conquistata semplicità e farsi leggere così, lievi lievi, come raccontando storie accanto al lettino di un bambino che non vuol dormire, perché ne vuole sentire un’altra.
Via, raccontane un’altra, un’altra e un’altra.
mi dicevo che uno lo dovrebbe sapere prima quali sono i natali felici in modo da gustarseli fino in fondo e questo della famiglia strambi deve esserlo stato, anche con un regalo solo
auguri francè a te a simo a teresa e a valeriuccio
un bacio da nonna dido
Sempre semplici e belli i tuoi racconti. Auguri anche a te ed agli strambi.
Auguri a te, Francesco, ed ai tuoi.
Un abbraccio forte che stringa tutti
io non è che ho cose molto originali e intelligenti da dire, son passato di qui soltanto per lasciarti un saluto e gli auguri di un Natale sereno. A te e a tutta la truppa.
(oh, non è che nel frattempo si è allargata ancora di più? Io ero fermo a 2!
)
no, massimo, due è il numero perfetto, in questo caso
(e grazie a tutti, eh)
Ciao, grazie e auguri. Ora, io non lo so se quel ritaglio di giornale o quella storia era illustrata… in ogni caso ora qui abbiamo le prove fotografiche: della bambina che vive nel forno.
http://www.flickr.com/photos/zio_burp/3057218994/
l’avevo vista, la foto, è bellissima
auguri 8e49! a te e a tutti i tuoi, compresi racconti e storie
carissimo, tanti auguri a te, a tutta la famigliasdegli strambi,a zio burp e alla stupenda bambina che ha un’amichetta nel forno e che si chiama come la mia nipotina. Mi sa che raccoglierò le tue storie per leggerle proprio a lei. Sono sicura le piaceranno moltissimo:))
I bambini sono la nostra ancora di salvezza: tu ce li racconti, con queste parole così belle e lievi. Grazie!
*** Buon Anno ***
…e poi?
eh, me lo chiedo anch’io
Ti ringrazio per il tuo post. Le storie ci sono, devo solo aggiustare qualcosa. Poi sto pensando a un regalo per te…
Questa della bambina del forno l’avevo già letta e come sempre penso che mi piacerebbe arrivare a questa tua semplicità così densa…
Secondo me un bambino nel forno o in altri luoghi della casa, uguale a noi, ce lo abbiamo avuti tutti.
Il mio era in cantina, a volte sul tetto, in qualche passaggio segreto che ancorta sono convinto esista nella mia casa avita…
Nel cortile a giocare con il vecchio dobermann buono.
Sta ancora là.
Io non più… purtroppo.
E allora vado in giro nella nuova casa a cercare quel bambino uguale a me.
Grazie
Auguri postpostposticipati… auguri postati, ora.
Alfar
alfar, allora aspetto le storie, e pure il regalo
(ma soprattutto spero di vederti presto) (e grazie)
mi dice aitan che ti piace bernhard. e tanto basta, a volte.
allora devo ringraziare aitan, per questo tuo commento, e per avermi fatto scoprire il tuo blog
sì, anch’io l’ho ringraziato.
La bambina viveva nel forno. E ci viveva anche una merendina. Solo che lei non la sa: che vive nel forno e che quella è una merendina che si squaglia.
Pensa sia blob e fugge.
Col papà e la mamma. Ma dove fuggono? Non si scappa dal forno.
Poi si scopre che sono giocattoli…
e il bimbo cattivo che ha messo la casa nel forno viene sgridato.
.da “Ai confini della realtà” … ciao coetaneo…