Mag 23
Mag 23
Mi han detto che in una torre, in una città di cui non ricordo il nome, viveva una vecchia.
E che all’interno della torre, alle pareti, erano sospesi in gran quantità calendari di tutti gli anni passati, erano talmente tanti, i calendari che potevano vedersi all’interno della torre, che nessuno era mai riuscito a contarli.
Ormai, mi han detto, nessuno ci provava più, a contarli, anche perché ormai, la vecchia, nessuno andava più a trovarla.
Mi han detto anche che la vecchia era una vecchia particolare, ché nel suo corpo, all’altezza dello stomaco, e facendo attenzione, era possibile notare un cassetto, proprio un cassetto vero, di legno, di quei cassetti che puoi aprirli e poi puoi anche chiuderli, e in questo cassetto, mi han detto, la vecchia conservava tutti i suoi ricordi.
Ogni giorno staccava un foglio da uno dei calendari che potevano vedersi all’interno della torre, lo metteva nel cassetto e quello, il cassetto, le restituiva tutti i ricordi di quel giorno. Così, la vecchia, ogni giorno, viveva nel ricordo di un giorno passato.
Qualche tempo fa, mi han detto, alla vecchia è apparsa una fata.
Se ci fosse stato qualcuno, oltre alla vecchia e alla fata, i presenti avrebbero manifestato un certo stupore e tutti si sarebbero chiesti di dove salta fuori, questa fata.
Invece, c’erano solo la vecchia e la fata, così nessuno manifestò stupore e nessuno fece domande.
Neanche la vecchia manifestò stupore, staccò un foglio da uno dei calendari, invece di metterlo nel cassetto, lo diede alla fata. Voglio tornare a questo giorno qui, le disse.
Un attimo dopo, la vecchia era scomparsa; il cassetto no, mi han detto, il cassetto era rimasto lì, nella torre.
La fata lo raccolse e sorrise, mi han detto, che erano anni che cercava un cassetto così da regalare a suo marito, che dimenticava sempre tutto.
[un grazie a no fat clips!!! per avermi fatto scoprire questo video]
senza dubbio il mio racconto preferito, tra tutti i tuoi… splendido, amico mio!!!
un abbraccio…
dalle mie parti invece c’è una vecchia che tiene chiusa in un cassetto una fata.
che delle fate, meglio non fidarsi, dice (la vecchia).
’ste fate che fanno fuori le vecchie mi stanno particolarmente antipatiche, … fortuna che la sfortuna perseguita anche loro e le condanna non solo ad avere un marito, ma pure uno senza memoria.
delle fate meglio non fidarsi, è vero, che non ci son più le fate di una volta
Pure delle fate non ci si può più fidare!
Io del mio calendario dove si strappano i giorni, conservavo in un quaderno quelli da ricordare. Poi erano più i giorni che buttavo nel cestino. Normale… però mi deprimevo comunque , e allora ho smesso.
io, invece, i calendari non li ho mai sopportati, li uso solo per veder in che giorno della settimana capitano le feste
speriamo sia stato uno scambio equo.
hertz, io dico di sì, in fondo anche la vecchia ha avuto quel che voleva
Che sorpresa, oggi il tuo post mi corrisponde particolarmente
ho visto
…stupendo…
io quando vedo un calendario, specialmente in questo periodo, mi viene la tachicardia. poi inizio a sentire caldo. e mi devo sdraiare.
ma la vecchia metteva nel cassetto anche le pagine di calendario di brutte giornate? no perchè se vuole le regalo le mie. ne ho un pacco. io tengo spazio nel mio stomaCassetto per le belle che arriveranno.
Arriverà la bella stagione
felice e innocente
tra le distese incolte
un carico di sogni
e piccole intenzioni
le mani strette in coro
e gli occhi verso il mare
Arriverà
portando i colori
portando le ore
ore di un lavoro lieve
col passo un po’ più lento
perché non c’è fretta
di prendere congedo
o farsi abbandonare
Arriverà la lunga stagione
più simile a una fede che a un organo del tempo
più simile all’amore di quanto sia l’amore
di quanto sia l’amore
Arriverà
giustizia improvvisa
accorgimento e calma
ragione e ragione
attenderemo insieme la prossima occasione
illusi e fiduciosi
che arrivi la bella stagione
(-Acustimantico-)
un giorno magari scriverò un racconto pure io:
“storia di un uomo a cui tutti facevano bei regali”.
Gurbj, grazie, guarda che è difficile scriver le storie senza il tuo minipimer, io ci provo
eli, e no, adesso lo voglio leggere questo racconto che dici (ma se finalmente un giorno passi di qui, me lo porti un cd degli Acustimantico?)
E’ bellissimo. E io che sono un inguaribile ottimista sono contento per la vecchia e per la fata; per il marito non so, che magari lui voleva proprio dimenticare, e gli resterà sullo stomaco quel cassetto.
e sì, aitan, ora che mi ci fai pensare, resta il dubbio sul marito, che magari, lui, tutto voleva tranne quel cassetto sullo stomaco
Manifestò stupore.
(meravigliosità)
P.S. ma a te chi l’ha detto? mi sorge un dubbio…non sarai mica tu la fata!!!!!!!!
sbloggata, io, al massimo, con la memoria che ho, potrei essere il marito della fata
(anche se poi, se fosse così, questa storia l’avrei dimenticata)
mumble mumble…questa cosa non mi convince. Dovrò indagare!
è da un po’ che non passo da queste parti, quasi affogata da impegni lavorativi. proprio bello questo racconto, che ho l’impressione che le tue capacità narrative si stanno affinando, insomma lavori
Non è che la fata mi presta un po’ il cassetto anche ad usura che mi sarebbe molto utile?
salutoni circolari
b.
sei un grande fabbricatore di storie. la tua mi ha ricordato lo squid di strange days. (eh beh, la mia fissa per la fantascienza sta sempre in mezzo)
France’, s’è fatta vecchia. Raccontacene un’altra, su. (Ma lo sai che pazziann’ pazziann’ avevo veramente digitato male l’indirizzo e-mail?)
EH! INFATTI! BASTA CO STA VECCHIA! se tu non scrivi nuovi post io come allevio ste giornate pesanti come mattonate fra capo e collo?
torno a studiare.
finisco di mettere in ordine la libreria e torno, eh (o almeno lo spero)