Ott 25
Ott 25
Stamattina, al bar, Bonfiglietti non c’era, c’era invece Perilli, lui al bar c’è sempre, ne puoi star sicuro, io avevo un po’ di tempo, ci siam messi lì a far due parole, m’ha raccontato una storia, io son sempre contento quando mi raccontan delle storie, allora mi son messo lì ad ascoltare.
La storia che m’ha raccontato è la storia di Gino Betussi, dice Perilli che lui, con Gino Betussi, ci ha fatto la guerra, insieme, dice anche Perilli che Gino Betussi era un uomo di bell’aspetto, alto, piaceva alle donne, aveva un problema, però, era troppo sensibile, era così sensibile che se passava un funerale, si metteva a piangere, seguiva per un po’ i parenti, sembrava un parente anche lui, per quanto piangeva.
Era così sensibile, che dopo la guerra, quando qualcuno gli diceva E ora cosa pensi di fare, lui stava un po’ a pensarci, si vedeva che non sapeva se dire la verità, ché la verità, quando la diceva, Voglio fare il rasserenatore, diceva.
Solo, ma di questo si è accorto più tardi, non è mica facile fare il rasserenatore, c’è della gente, in giro, che farebbe di tutto, pur di non star serena, sembra impossibile ma è così, dice Perilli che una volta Gino Betussi, mentre svolgeva la sua attività di rasserenatore, è stato anche denunciato ai carabinieri.
Dice Perilli che Gino Betussi, dopo il fallimento nella sua attività di rasserenatore, è andato a vivere fuori città, si è messo a scriver dei libri che non ha mai voluto pubblicare, anche se dice Perilli che eran belli, quei libri, eran due trattati sulle possibili cure contro la sensibilità, solo che Gino Betussi li ha usati per accendere il fuoco del camino, ché non era mica guarito, lui, allora almeno così stava al caldo.
Dice Perilli che Gino Betussi ha vissuto ancora qualche anno in questa casa fuori città, con i suoi animali, e che quando è morto aveva uno sguardo sereno, ma di questo non si hanno testimonianze dirette.
Io, l’ho detto, son sempre contento, quando mi raccontan delle storie, mi son messo lì ad ascoltare, al lavoro, poi, non ci sono andato.
(c’è da dire che i titoli di Guido tornan sempre utili)
Questa storia è bellissima!
Se qualcuno trova, nella cenere, qualche stralcio dei libri, ecco, lo voglio anch’io.
Birra, dice Perilli che non si è salvato niente, di quei libri, un peccato
A me, così com’è scritta, questa storia qua piace, e mi sembra anche che caschi a fagiuolo, per giunta.
Credo che Gino Betussi mi sarebbe piaciuto, come essere umano, lui e i suoi animali e la sua casa fuori città.
Un po’ meno se si fosse chiamato Manlio, mi sarebbe piaciuto, ma fortunatamente si chiamava Gino
Lobo, ma a chi mai può venire in mente di chiamare un tipo così Manlio, ma non scherziamo neanche
Questa storia mi ha commosso !
grrrrrrrrrr!
s.b., spero che ti sia anche piaciuta
rita, eh, quante cose, che avrebbe potuto fare questo rasserenatore, ad aver pazienza
è evidente che quel titolo era stato scritto apposta per te
è che in un primo momento volevo chiederti se avevi un indirizzo o un contatto di un buon rasserenatore.
poi ci ho pensato, che stupida.
sta lì, zona piazza amedeo.
ma quanto siete belli voi, eh, quanto?
io quella sera ti volevo scrivere che quel embrione di post cadeva a fagiolo nel gustoso piatto scucchiaiato in due accomodati ai lati di un cellulare. Che si comincia da un marciapiede e si finisce a ridere di tango, quando uno sente squillare il telefono e c’ha il culo che sei tu. Il rasserenatore.
Io son sempre contenta quando mi raccontan delle storie, ma se me le raccontano su Pensieri Spettinati, io come faccio poi a dire che mi piaccion da morire?
io son contento anche se lo dici qui