Lug 26
Lug 26
Ma questo blog ha perso un po’ di freschezza, mi ha detto ieri un lettore immaginario. Eh, gli ho risposto, vorrei vedere, con questo caldo.
Allora, mi ha detto un altro lettore immaginario, vai in vacanza. Vorrei, gli ho risposto, ma ho ancora qualcosa da fare, purtroppo.
Allora lasciaci almeno qualche pensiero, mi ha detto il terzo lettore, immaginario anche lui. Va bene, gli ho risposto, ci penso.
Questo pensiero mi sembra importante, ha detto il quarto, il lettore immaginario che legge nel pensiero. Può essere, ho risposto, ma quale?
Oh, ma quanto la fai lunga, ha detto il quinto, il lettore immaginario a cui piacciono i libri. Guarda, ha aggiunto, che ne pensi di questo?
Il Messico è il paese che per me rappresenta in modo sublime come la mescolanza di tante razze arricchisca immensamente una terra e un popolo, genti così abituate alla diversità da potersi concedere senza la minima riserva, pur conservando una forma di autodifesa istintiva, il freno naturale di fronte all’invasione di becere way of life geograficamente vicinissime eppure tenute a distanza siderale da un millennio di civiltà. Uno di quei luoghi dove si comincia a capire qualcosa solo quando si rinuncia a capire. Senza pretendere di trarne una regola universale, credo comunque che il contatto con “l’altro”, a qualsiasi latitudine, inizi con un gesto di resa incondizionata: la rinuncia ai propri schemi e abitudini, liberandosi dall’inconfessata certezza che la realtà sia univoca e unidimensionale, e che tutto possa venire interpretato da un solo modo di guardare. L’ingrediente più nefasto della cultura occidentale credo sia proprio questa nostra ormai istintiva consuetudine ad analizzare e giudicare, filtrando i comportamenti altrui attraverso una rete di convenzioni che ci illudiamo siano assolute e scontate.
Pino Cacucci, La polvere del Messico
Mi sembra appropriato, in questo periodo, ho risposto al lettore immaginario a cui piacciono i libri. Per più di un motivo.
Sembra appropriato anche a me.
Assolutamente e occidentalmente, leggo, analizzo, giudico e condivido.
Ne penso bene e concordo con quel che mi disse una voce qualificata: “Bello! Non è roba per turisti, questo.”
auguri a te, a simona e alla piccolina per il nuovo pupetto. e il nome?
aitan, magari un giorno ci si ritorna insieme, in Messico
zu, ieri pomeriggio ti ho pensato, ché messa a letto la pargola ho acceso la televisione e mi sono imbattuto in Così parlò Bellavista… fantastico…
… no, silvio non credo proprio…. (ma grazie per gli auguri)
Facciamo, Francesco, facciamo.
Ma facciamo che si può andare anche alla ricerca di un altro Sud (o di un altro Nord, che gira gira ci si trova sempre allo stesso punto, su questa sfera).
è che ti volevo salutare “a casa tua”. Metto il blog in vacanza per un mese e “riapro” a settembre.
Conoscerti è stata una bella cosa. Mi andrebbe di continuare la frequentazione al ritorno. Se ti va.
Anna
e quando vai in vacanza?
aitan, come al solito concordo con te
anna, piacere mio, anche per me conoscerti è stata una bella cosa, ci si risente di sicuro a settembre
eli, in vacanza ci sono già, fino a settembre, ma stasera mi era venuta la nostalgia del blog. un bacio e a presto
Ah ma allora ci sei! E che bello, così approfitto per darti un salutino
ma quando torni?
hang, in quel lontano 3 agosto avevo rubato il portatile alla mia nipotina dodicenne per dare una sbirciata al blog. ho dovuto anche mollarle 2 euri, tra l’altro, e quindi non l’ho più chiesto
flou, son tornato oggi, riorganizzo le idee e me stesso e poi magari scrivo qualcosa. ma soprattutto saluti e baci a te