Mar 27
Mi sa che era un lunedì mattina. Mi sa proprio di sì, perché il lunedì mattina si vorrebbe fare tutto, ma proprio tutto, tranne che iniziare a lavorare. Però non ricordo a chi venne l’idea. In ogni caso, in ufficio, si decise di scrivere una cosa tutti insieme. Cioè, non proprio tutti insieme, ognuno ne scriveva una parte e poi sceglieva a chi passarlo perché continuasse.
L’incipit era quello qui sotto. L’ho ritrovato per caso ieri.
Ovviamente poi è arrivato il collega antipatico e ha fatto morire il protagonista dopo due pagine. Perché c’è sempre un collega antipatico in ufficio.
2157. Erano già passati vent’anni da quando la Suprema Rete Democratica aveva sancito l’abrogazione di tutti i codici e di tutte le leggi degli Stati della Confederazione.
Niente più norme, ad eccezione di quell’unico Comandamento che regolava governi, persone e cose.
Niente più giudici, né processi, né più alcuna riprovazione. Sparita ogni regola etica e giuridica, regnava da anni l’ordine assoluto: nulla da rispettare, nulla da violare.
Il diritto, la morale, la netiquette assoggettati al solo principio governatore dell’intero universo, comparso da tempo su tutti i muri, tutti i palazzi, dominio imposto in tutti i siti, fine di tutti gli scritti e precetto primo di ogni Dio: “Sarai punito per le tue azioni”.
(continua?)