Giu 27
Giu 27
C’era una città dove tutto era di vetro tanto che si potrebbe chiamare questa città la città di vetro, dove anche le case erano di vetro, piccole case di vetro su ruote, che si potevano spostare dove si voleva, ai bordi dei laghi come vicino alle stazioni.
Era una città dove anche i fiori eran di vetro, c’era il rischio di farsi male, a coglier dei fiori, a regalarli, era finita che nella città di vetro nessuno coglieva più fiori, nessuno li regalava, e questo rendeva piuttosto complicata la vita sentimentale delle giovani coppie di fidanzati della città di vetro.
E nella città di vetro i bambini non potevan mai giocare tranquilli, c’era sempre qualcuno che saltava su a dire Stai attento con quella palla, che è di vetro, i bambini che vivevan nella città di vetro, eran sempre un po’ tristi, a dover stare attenti anche mentre eran lì che giocavano.
La città di vetro come città era anche bella, specie nelle giornate di sole, solo che il vetro, e questo lo sanno un po’ tutti, ha il problema che è fragile e tende a rompersi in frammenti taglienti, quindi gli abitanti della città di vetro si erano anche stufati di vivere in una città di vetro.
Stamattina, Andrea, quando si è svegliato, ricordava perfettamente il sogno che aveva fatto, ché aveva sognato una città di vetro, dove anche le case erano di vetro, piccole case di vetro su ruote.
E il ricordo di quel sogno l’ha poi accompagnato durante tutta la giornata, Andrea era convinto che volesse dir qualcosa, quel sogno, solo, non sapeva cosa.
forse saremmo tutti un po’ più accorti, un po’ più rispettosi, se vivessimo in quella città di vetro…
Certo è che dev’essere un bel casino guidare un’auto di vetro… i dossi poi, ti spaccan tutto
Forse voleva fargli sapere che la fragilità può far male…anche quando è splendida nella sua purezza baciata dal sole.
jung direbbe che il vetro è rappresentazione di un inconscio represso freud direbbe che è rappresentazione di una società repressa dall’inconscio, le farò avere la mia parcella
o forse non voleva dire niente di particolare..
Io la cosa più bella che ho visto nel museo dei giocattoli di Praga erano due elefanti in una fabbrica di cristalli. Ma a dire il vero non è stato solo a Praga. E’ forse proprio la cosa più bella che ho visto (e sono stata) in assoluto nella vita…
Sogna favole. E’ già importante così. Senza Freud, dico.
eh, il fatto è che mica è sempre facile, capire quel che significa un sogno
(però, secondo me, ha ragione pure christian)
forse colpa della peperonata della sera precedente? brilla di una rarefazione maliarda questo tuo post.
hai presente la frase “come un elefante in un negozio di cristalli”?
In questo caso è Andrea l’elefante.
Forse.
P.S. occhio alla F e alla J della tastiera a vetri del pc!
metrovampe, pare che andrea mangi pesante, anche d’estate, forse dipende tutto da questo
conrad, si deve usare con grande attenzione, una tastiera di vetro
(ma perché occhio proprio alla F e alla J?)
perchè suòòa f e la j c’ò ina tacca cje serce per scricere semza guardare.
forse è meglio che ci guardo!
ah, ecco
se per andrea va bene…posso chiederlo a mia mamma il significato del suo sogno….visto come interpreta i miei! ahah!
io stanotte ho sognato il mio relatore che mi interrogava in storia…non era poetico come il sogno d’andrea…però oh, mi sono svegliata che anche io ero convinta che volesse dir qualcosa, quel sogno!
E’ bello, è come se Rodari si fosse incontrato con Manganelli a prendere un te con te.
eli, non ci avevo pensato, a tua madre, magari chiedi (ma solo dopo averle chiesto il significato del tuo, di sogno)
aitan, io, per dire, vorrei prendere un te con te, ora
acc, porc, sono entrata qui dentro e mi sono impigliata nei fiori di vetro, ma dico, chiami un giardiniere, un vetraio, faccia qualcosa,