Dic 27
A natale ci son quelli che si sentono più buoni, che magari in altri momenti dell’anno, in particolari circostanze, sarebbero in grado di dare dei dispiaceri al prossimo, invece a natale no, si sentono più buoni, allora non possono.
A natale, però, ci son pure quelli che invece di sentirsi più buoni, a natale, fanno i propositi per l’anno nuovo, si propongono di esser più buoni, con l’arrivo dell’anno nuovo, allora si anticipano, e prima che arrivi l’anno nuovo danno dei dispiaceri che da loro non te li aspetti dei dispiaceri così.
In questa seconda categoria di persone, tra quelli che fanno i propositi per l’anno nuovo e nel frattempo danno dei dispiaceri, c’è pure eìo, che mi passa questo giochino qui.
Il gioco funziona così.
Il gioco del libro vicino
Prendere il libro più vicino.
Sfogliare sino a pagina 123.
Contare le prime 5 frasi della pagina.
Riportare nel blog le 3 frasi seguenti.
Suggerire il gioco ad altri 3.
Allora ho preso uno dei libri che avevo vicino, l’ho sfogliato fino a pagina 123, poi ho un po’ barato, le frasi non è che le ho proprio contate, comunque.
Ora, il vivo deve vivere nel tempo, che non esiste, essendo una forma del nulla; dunque, deve, il vivo, generare tempo e per così dire saltarvi dentro; finché, incomprensibile evento, dopo molte avventure, muore. Erra chi crede che chiunque, morendo, diventa fantasma. Chi è morto non è più tenuto a generare il tempo, ma deve sussistere in uno spazio che è insieme angusto ed infinito. Chi vuol diventare fantasma deve industriarsi a penetrare in un altro spazio ancora, ma uno spazio che pur essendo simile a quello stesso che ha abitato da vivo, è privo di tempo.
(Giorgio Manganelli, Centuria, Adelphi)
Poi, per finire, c’è da dire che in quella seconda categoria di persone di cui si parlava prima, tra quelli che fanno i propositi per l’anno nuovo e nel frattempo danno dei dispiaceri, rientro ora anch’io, che tra i propositi per l’anno nuovo ho appena aggiunto quello di essere buonissimo.
Allora, prima che arrivi l’anno nuovo, questo gioco lo suggerisco a eli, a dido e a aitan flounder.
beh, vengo a napoli e ti sequestro il quadernino blu sà! guarda che effetto che ti fa! non solo collezionista di matite temperate, ora anche di catene di sant’antonio? ma insomma, ma dico io, dico!
e poi volevo dirti un’altra cosa…mi sono particolarmente intrippata a leggere questo tuo post ad essere sincera…e sono giunta alla conclusione che tu usi lo schema metrico delle pizziche salentine per scrivere i tuoi post….così, leggi:
“pizzicarella mia pizzicarellà
pizzicarella mia pizzicarellà
lu camminato tou nannì nannà
lu camminato tou pare ca balla
oh oh pare ca balla
lo camminato tou pare ca balla.”
scherzi a parte è sempre un piacere leggerti e giocare. vado a prendere il libro, vado eh.
baci
eli
uff, il libro che tengo più vicino è di 77 pagine. mo’ mi devo alzare, mi devo.
ma tu non tenevi niente a che penza’ oggi?
che bello!
già fatto
nel libro I barbari di Baricco
pag.123 è una pagina bianca su cui sta scritto solo Esperienza
ma no mi piace troppo questo gioco stasera lo faccio di là da me
oh, son contento, nessuno si è arrabbiato troppo, pare
(e mi allontano cantando Pizzicarella mia pizzicarella
lu caminatu tou pare ca balla.
A du te pizzicau ca nu se scerne
sutta lu giru giru te la suttana)
ei da me è un tripudio, è piaciuto assai altro che arrabbiarsi!
pizzicarella mia pizzicarellaaaaaaa
:-)
allontanarsi nella pizzica è segno di rifiuto!
eh, eli, non ci avevo pensato a questa cosa
pssss…avvistata una storia un po’ matta sul mio blog..
Che strani libri che leggi
hertz, sei stato tirato in ballo anche tu, ho visto