Apr 28
Apr 28
Ci son delle volte che io, ascoltare i discorsi della gente, non posso farne a meno, come ieri, ero in strada, ho visto uno che parlava con un tale che poteva essere un suo amico, o anche un passante, e sentivo che faceva un lungo ragionamento sulla fine e dopo aver fatto un lungo ragionamento sulla fine ne faceva poi un altro, lungo anche questo, sull’inizio, e dentro questo lungo ragionamento sull’inizio, però, continuava anche a parlare della fine, che ci son delle volte che le cose sembra proprio che stiano finendo, diceva, ma stan lì che continuano a finire per tanto di quel tempo, non smettono di finire neanche un momento, e invece oggi, diceva ancora, ho finalmente visto finire davanti ai miei occhi tutte le cose che dovevano finire e di colpo son diventato uno che non è più alla fine delle cose, ma è all’inizio.
Poi a un certo momento, senza neanche salutare, ho visto che ha preso su e si è allontanato, e nello stesso momento, sempre senza salutare, ho visto allontanarsi anche quello che non era un suo amico, e neanche un passante, ma la sua immagine riflessa nella vetrina di un negozio.
E non so perché ma a me dopo aver sentito questo lungo ragionamento sull’essere alla fine delle cose o al loro inizio, mi è presa una contentezza inspiegabile, una contentezza che mi son messo a parlare con tutte le vetrine dei negozi fino a casa, e anche a casa, avevo dentro questa contentezza inspiegabile che sono andato a letto contento come non facevo da anni. E questo è tutto.
questo post deve talmente tanto a ugo cornia che qualcuno suggeriva di chiamarlo Sulla contentezza a oltranza
io, se penso che ogni fine (forse) è un nuovo inizio, son contentissima pure io
la contentezza può nascondersi in cose molto banali, se viste da altri occhi.
io l’altro giorno sono stato contento per essere riuscito a sturare la tazza del cesso a casa di mia madre.
sono stato contento perchè ho visto le sue lacrime di contentezza dopo che non sapeva più a che santo votarsi.
che stronzata, vero?
birra, è che il passare da uno che è alla fine di qualcosa a uno che di colpo diventa uno che è all’inizio, di qualcosa, secondo me è bellissimo
ice, grazie, io penso che le piccole cose, son le cose più belle
ti posso voler bene pubblicamente, io a te?
(accetto anche la reciprocità, pensa te)
Io a me questa cosa che le fini son principi e tutto al rovescio non ce la faccio più. Però la so quella contentezza di quando una non sa perché, ma tutto sommato si sente viva e integra, perché so’ cazzi loro, ecco. E ci pensavo stamattina al bar, cappotto arancio, sciarpa patchwork e tanti occhi addosso. Che mi sento bella, e vaffanculo! (non a te, naturalmente;-)) E poi - lo posso dire? - io quando me ne torno a casa che mi hanno detto ballando ballando “Ma come sei sensuale quando balli - gliel’ho raccontato a un sacco di vetrine, e sarà proprio una cosa scemascema, ma io so’ contenta, ecco.
Io grazie a ’sto racconto ho capito che ho finito le righe che c’erano
se no ero ancora lì che leggevo
anche il bianco di sotto,
però mi sono divertito lo stesso, prima,
quando le righe sono finite no.
Ecco.
che poi alla fine i viaggi cominciano dai ritorni
Grazie della visita.
Io spero solo che Roma rimanga la città ospitale ed aperta che è sempre stata…
bellissimo
grazie francesco.
è questa fine che sembra non finire mai, è che uno rimane attaccato anche alla fine pur di avere qualcosa cui attaccarsi.
insomma io questo post tuo lo faccio mio, e quando la fine finirà mi sentirò anche io tutta contenta!
che poi dopo questi commenti uno ha ancora di più una inspiegabile contentezza, dentro
(susanita, quell’impepata di cozze quando vieni da queste parti, quella ce la facciamo davvero che sembra non finire mai, eh)
Per me ogni inizio è una fine. Ecco io oggi non sono contento; però mi faccio ridere, e questo è già qualcosa.
aitan, fatti tornare il sorriso, che devi sempre passarmi a prendere, dobbiamo andare in quel posto bello dove sta alfar
(nel tragitto, poi, ti faccio un lungo ragionamento sugli inizi, che all’inizio, anche le cose che poi diventano grandi, col tempo, all’inizio quelle cose sono piccole come una cellula piccolissima, basterebbe niente per eliminare quella cellula piccolissima che è solo un inizio, e invece poi diventano grandi, quegli inizi così piccoli, e poi lo continuiamo in macchina, questo discorso) (poi smetto di leggere due libri di cornia di seguito, anche)
anche voi parlate alle vetrine? bien, bien.. posso dire, senza ombra di dileggio alcuno, che icekent ha detto una cosa molto poetica
Io non so se questo fatto dell’inizio e della fine mi metteva di buon umore prima di leggere questo post, ma tua contentezza inspiegabile è stata talmente contagiosa che pure se prima forse non lo ero mo’ lo sono pure io sicuramente, e sicuramente me ne vado a letto sorridendo del tuo sorriso
ma non si dice ogni principio è fine? e questo fatto della fine che può essere un principio si può far rientrare nelle porte che si chiudono e nei portoni che al contrario si aprono? e la contentezza che ti prende sentendo i ragionamenti degli altri deve essere contagiosa perchè mi ha preso una ridarella ma una ridarella
io comunque non è che mo’ voglio fare la guastafeste e dire che questo fatto qua è propriamente il Tao.
però, ecco, credo che voi dobbiate saperlo.
tào, tào.
miao.
tào tào
ma l’impepata di cozze non la dovevi offrire a me?
te però non ti fai sentire, quando passi di qui
ma dimmi te!
Beh buongiorno…faccio un giretto!