Set 28
Set 28
Quando Chruščёv, di ritorno dagli Stati Uniti che gli eran piaciuti i pop corn ha pensato di coltivare a gran turco una vasta zona del territorio sovietico senza considerare che lì il gran turco non ci cresceva, è stato un anno di grande carestia.
O quando Gorbčёv ha deciso di vietare gli alcolici in Russia che è stato l’inizio della fine dell’Unione Sovietica. Non so, la storia degli abbagli, secondo me, delle teorie che si son rivelate tutte sballate, delle decisioni revocate poi subito immediatamente perché eran disastrose, forse qualcuno l’ha già fatta, se qualcuno l’ha già fatta ha fatto un bel lavoro, se non l’ha fatta nessuno sarebbe una cosa da fare.
Questo pezzo qui sta nella postfazione di Paolo Nori alla nuova edizione di Vite sbobinate, di Alfredo Gianolio, e io è da quando l’ho letto che ci penso, a questo pezzo qui, ché l’idea di una storia degli abbagli, secondo me, è una gran bella idea.
si consiglia la lettura de “La governante di Jevons” di Paolo Albani. rece qua
paolo, non solo ho letto “La governante di Jevons”, ma ho anche recuperato copia de “Il corteggiatore e altri racconti” (che comunque, oltre ad essere altro genere, mi è piaciuto meno)
però grazie del consiglio
La si potrebbe condire con interpreti ufficiali e maliziosi e i loro abbaji durante incontri al vertice e gran sudate diplomatiche…
si, sarebbe una bella idea, anche consolatoria che mi sembra di vivere la mia vita passando da abbaglio in abbaglio.
Di cantonate (anche se non prese da statisti, che anche quello sarebbe molto interessante) si occupa “La follia di Banvard” (di Paul Collins, Adelphi) raccoglie le biografie di tredici uomini e donne “che non hanno cambiato il mondo”. Ossia persone che hanno avuto idee, ossessioni, a cui hanno creduto fino in fondo (a volte idee anche giuste, a volte sbagliatissime) spesso in un primo momento anche il reso del mondo gli ha creduto, ma poi non ce l’hanno fatta. Al punto di venire quasi del tutto dimenticati.
mi sa che devo leggerlo, questo libro qui
se passi di qui posso prestarti la mia copia
ecco, uno - già abbagliato del suo - riapre trepido il GReader dopo giorni tanti e ci trova questo: son cose
cose che poi m’avrai sulla coscienza, che mi rimetto a ravanare felice e bimbo
ti voglio bene
Quello un abbaglio l presi dopo che ero stato un sacco di tempo al buio, morbido, tranquillo…una luce accecante, na jacuela, allucchi…oh maronna ce abbaglio che presi allora e me ne stavo tornando in quel buco là, da dove ero venuto…dalla ciucia di mammà…che abbaglio…
Scusa l’eterodossia, ma mi andava di porgerti questo pensierastro
Un abbraccio
alfar
E se scrivessi di quando la mattina mi dimentico gli occhiali da sole e sull’asse mediano intravedo la madonna di Lourdes?…
) baciiiii
eh, rita, sono abbagli anche questi
posso contribuire con un capitolo sui miei fidanzati e il mio matrimonio?
forse servirebbe ad esorcizzarne la paura
una storia sugli abbagli presi.
la prima che mi ricordo
è che il sole è bello bello bello
ma a volte a guardarlo diritto negli occhi
ti viene un abbaglio
che se non lo impari subito
poi ti vengon giù anche i lacrimoni.
s
flounder, capitolo assegnato, quando consegni?
scaravento, ma allora passi ancora, da queste parti, son contento
la Storia raccontata guardando il negativo della foto.
magari l’abbaglio più grosso di tutti è stato proprio all’inizio: Facciamo l’Uomo a nostra immagine e somiglianza.
un saluto, è bello quando ritorni ogni tanto.