Nov 28
Nov 28
Io fino a ieri, a star qui da solo tutto il giorno, ero spesso triste, poi quando faceva buio mi veniva una malinconia che è difficile da spiegare, come è difficile spiegare i pensieri che viaggiavano dentro la mia testa, forse viaggiano troppo veloci, i pensieri, e alle volte non riuscivo a non piangere e mi rimaneva addosso quella tipica stanchezza di chi ha appena pianto che poi non ne vuol sapere di andar via.
Eh, ma tu lavori all’aria aperta, cosa ti lamenti, potreste dire voi, lavori in un bel giardino curato, potreste dire voi, cosa ti lamenti che almeno non fai una vita sedentaria e ci sono anche tante piante, intorno. Eh, vi risponderei, provateci voi a stare in piedi tutto il giorno, a star tutto il giorno da soli, in un giardino che sarà anche bello ma quando fa freddo, anche in un bel giardino, fa freddo, provateci voi, vi risponderei. Che poi, lì in fondo, vedo anche la strada, ci passano in tanti, in quella strada, mai nessuno che si fermi a far due parole con me, sembra che io non esista, per loro, solo i bambini, a volte, si girano, mi sorridono, a vederli sorridere mi sento un po’ meglio.
Tutto questo, fino a ieri.
Poi fortuna che Mario, che è il figlio del fioraio per cui lavoro, gli spaventapasseri come me gli piaccion tanto, ne ha fatto fare un altro uguale e me l’ha messo vicino, ora siamo in due, a lavorare qui, mi sento meno solo.
Non che la gente si fermi mai a parlare, eh, anche se siamo in due, ma almeno si fan due parole tra noi.
E i bambini, ora, loro sorridono il doppio, passando.
sono incantata, ammaliata, stupefatta. mamma che bella questa storia, che bella
[…] Questo post. […]
Oh… grazie! boh… grazie!!!
lobo, ho capito, quando passi di qui mi toccherà offrirti un’impepata di cozze
iMod, oh, grazie a te, davvero
complimenti!
Be’, io mi accodo all’amico iMod.
Anche se mi hai quasi ‘ntristito, compà.
beh, che sei bravo te l’ho già detto. che vuoi di più?
(accidenti a te, ti invidio
ma forse ti avevo già detto anche questo…)
sorrido anch’io, di piacere, leggere post così.
bella, bella, bella, bella, bella (cit. Pia in Non ci resta che piangere)
:)
poetico assai nel surreale che adoro.
Un’altra bellissima storia !
E’ sempre un piacere passare di qui !
Tristissimo. Come lo ero ieri io. Chissà in quanti siamo di spaventapasseri?
Un abbraccio, vanna
senza parole, davvero splendido…
stamattina son passato dal fioraio vicino casa, volevo fotografare gli spaventapasseri (ci son davvero, eh), ma ci sono dei lavori e non si vedevano, appena posso, però, li fotografo
io fino a ieri pensavo tu fossi un pupazzo di neve finchè non è comparso il fioraio.
i bambini quando gli prende di sorridere c’hanno i sorrisi esponenziali.
sicchè mi sa che se ora siete in due loro sorridono almeno quattro volte tanto.
almeno.
(mi sa)
conrad, i pupazzi di neve hanno una fastidiosa tendenza a sciogliersi, preferisco far lo spaventapasseri
s., mi piace questa cosa dei sorrisi esponenziali, non ci avevo pensato
Sai che qua da me non ci son nemmen più gli spaventapasseri, ora usano i palloncini colorati. che peccato, vero?
Bello come sempre Francesco
insieme è meglio.
senza dubbio
Chissà che magari un giorno lo spaventapasseri non si animi…
è bellissima, francesco, che - non scherzo - mi ha fatta piangere, ma con un sorriso e una tenerezza di quelli che aprono l’anima e poi non ne vuole sapere più di richiudersi.
fortuna che ci sono ancora gli spaventapasseri, allora, che se c’erano solo i palloncini colorati, non era facile, eh, una storia sui palloncini colorati
ti vedo con gli occhi dei bambini che ti sorridono. mi sono cari i romantici che sfidano il tempo nei giardini… è la prima volta che sono qui di passaggio, penso di rifarlo a breve
questo racconto mi ricorda un belviaggio che ho fatto tempo fa.
Che bello questo post! Riesce a coinvolgerti come se fosse un libro, nonostante in realtà sia così corto. Davvero bello!
credo di non aver mai aggiunto tanti blog al lettore di feed dopo un post, come questa volta, grazie, son stato contento
sorridevano solo i bambini.
le donne, no. un po’ li temevano.
(è che qualcuno aveva messo in giro la voce che fossero “spaventapassere”)