Mar 29
Mar 29
Lo scrittore afferra la penna e scrive: “L’uomo che sapeva fare miracoli era di alta statura”.
Poi, per il resto del giorno, non riesce a scrivere nient’altro. E’ seduto al tavolo, accende la pipa, non riesce a scrivere nient’altro. Guarda fuori. Alla fine va a letto, si addormenta lasciando acceso il camino.
L’uomo che sapeva fare miracoli si sente solo, lì su quel foglio, decide di uscire. Solo, appena uscito, si accorge che lo scrittore vive in montagna, fuori fa freddo, le case più vicine sono molto lontane. Tornato indietro, si siede per un po’ accanto al camino lasciato acceso dallo scrittore, ma a star così senza far niente l’uomo che sapeva fare miracoli si annoia, allora torna al suo foglio, ci rientra dentro, e inizia a fare miracoli.
Fa comparire tutti i personaggi che gli vengono in mente, e passa così tutto il resto della notte a far comparire nuovi personaggi.
Lo scrittore si alza presto, il mattino dopo, sorride mentre scende dal letto, ché ha fatto un sogno, ha sognato che l’uomo che sapeva fare miracoli, stanco di star lì tutto solo nel foglio, era uscito, era tornato, aveva inventato una storia; lo scrittore appena alzato sa già cosa scrivere, sarebbe stata una storia bellissima.
Si stupisce molto quando la trova già scritta, sul foglio lasciato quasi bianco il giorno prima.
(di miracoli, oggi, parla anche susanita, molto meglio di me)
ma questa trama ha del miracoloso!
beh, mi sembra che non ci sia niente da commentare. è un racconto, ed è così bello che si commenta da sé.
Ora ci provo anche sul blog: magari inizia a scriversi da solo anche lui.
Ciao.
E grazie
Bello bello questo racconto, mi lascio incantare.
beh, se non si fosse scritta su un foglio di carta, la storia, magari poi si sarebbe anche commentata da sé
(divadivina, spero che il tuo esperimento blog continui a lungo, mi piace molto)
Ciao Francesco, grazie del riferimento, quello che ho scritto io è un sogno vero (mio). pensa che stanotte ho sognato che vedevo una coppia di gnomi e per punirmi del fatto che li avevo visti e riconosciuti m’è piovuta addosso una scarica di lamponi, freddi e appiccicosi. mi son svegliata di colpo.
francesco, il fatto che tu sia di napoli mi fa pensare… magari ci conosciamo. io a napoli ci sono stata fino alla quinta elementare. erano i primi anni ottanta, e in classe avevo un francesco. era molto simpatico e intelligente, un po’ secchioncello, con gli occhiali. io gli volevo bene però una volta l’ho odiato. quella volta che gli ho prestato il libro delle vacanze per farglielo vedere e lui me l’ha restituito tutto scarabocchiato dalla sorellina.
il libro delle vacanze no, si sa, è sacro.
susanita, mi sa di no, non ti avrei mai restituito tutto scarabocchiato il libro delle vacanze
favola a lieto fino
molto meglio di quello che accade al povero Jack Torrance
è vero, raffaele, decisamente molto meglio!
cacchio, secondo me quello lì non ha dormito, ma si era fatto un goccio prima di andare a letto…;)
un saluto, amico mio!
eggià, diluvio, anche questa è un’ipotesi da considerare
Bella storia…
Forse è questo che si intende con “Scrittore fantasma”?
R4
si è bellissimo. non va detto altro
se lui sapeva fare i miracoli…
te la sai raccontare.
:)
se non va detto altro sto zitto (però ringrazio)
è questo il caso del famoso blog autoscriventesi?
Che bel racconto, Franceso. Le tue storie hanno un ritmo meraviglioso:)
flo, ad avercelo, alle volte, il blog autoscriventesi!
gurbj, grazie, tu non sai quanto son contento quando passi di qui (come puoi vedere su, l’ho poi letto Bernhard, grazie anche per questo)