Ago 29
Ago 29
Ho pensato che vorrei scrivere un libro sul gioco delle bocce.
Non che ci sappia giocare, a bocce, ma è un gioco che sento che ci sono portato, al gioco delle bocce, dico proprio atleticamente ce la potrei fare, forse.
(Avvertenza: nella scrittura di questo breve post non ha minimamente influito il fatto di aver perso, questa estate, 6-0 6-1 una partita a tennis scroccata su un campo abbandonato e giocata sempre nella suddetta estate. Ma avevo il vento a sfavore, va detto)
bentornato!
a me a bocce m’han battuto una volta sola,
poi non ho più giocato
Eh, che noia il vento…;-*
Mi hai fatto ridere come un cretino davanti allo schermo.
Mi sono calmato, ho aperto la finestrella dei commenti, ho letto le tre righe di eio e ho continuato a ridere.
Io, comunque, preferisco il calio balilla (come ho appena scritto in casa di fuoridaidenti).
ci sono certe storie complicatissime, intricate e barocche da non credersi, battaglie dove s’è perso e si sarebbe potuto stravincere s’estendono a profondità impensabili. inenarrabili. sepolte sotto la scorza di un punteggio da cappotto.