Ott 31
Ott 31
C’era uno che voleva fare l’inventore, aveva già inventato molte cose, ma non era riuscito a diventar famoso, che quasi sempre le sue invenzioni non funzionavano, a volte facevano anche dei gran danni, come quella volta che fece provare a sua madre un nuovo modello di lavatrice che doveva essere in grado di eliminare i peli del gatto dai vestiti, e invece dei peli del gatto aveva eliminato i vestiti.
Poi un giorno, con grande sorpresa dello stesso inventore, che non ci credeva quasi più, si trovò tra le mani un’invenzione che poteva funzionare, un attaccapanni che se tu ci appoggiavi una giacca lui era capace di dirti l’età, il carattere e la professione del proprietario, della giacca, analizzava colore, tipo di stoffa, presumibili buchi, la presenza di macchie e la loro natura, il pregio, a volte anche l’odore era importante, aveva un funzionamento complicato, ma funzionava.
L’inventore aveva preso accordi con il proprietario del bar sotto casa, aveva portato nel bar sotto casa il suo attaccapanni, così poteva provarlo, l’inventore stava lì tutto il giorno, a guardare il suo attaccapanni sotto il peso delle giacche, poi alla sera lo riportava a casa, l’attaccapanni gli raccontava come erano fatte le persone che erano passate per il bar in quel giorno, gli parlava del loro carattere e dell’umore che avevano.
Non che proprio parlasse, diceva tutto stampando uno scontrino tipo quelli che vedete uscire dai bancomat se li interrogate, i bancomat, che anche questa cosa di interrogare un bancomat non mi sembra mica normale, ma questa è un’altra storia.
Solo, i giorni passavano, l’attaccapanni, la sera, sembrava stanco, come se non avesse più voglia, di portare il peso di tutte quelle giacche ogni giorno, l’inventore, poi, si interessava solo ai proprietari delle giacche, aveva iniziato anche a scrivere un libro, Caratteriologia delle giacche, mai che si interessasse della fatica dell’attaccapanni e del peso che doveva portare tutti i giorni.
Così, l’attaccapanni, si stancò di portare quel peso, smise di dire la verità, anzi, diceva tutto il contrario, della verità, smise di funzionare e l’inventore non si sorprese neanche tanto, di questa cosa, ormai c’era abituato, così, d’accordo con il proprietario del bar, sostituì il vecchio attaccapanni con un ultimo modello dell’Ikea.
Ora quell’attaccapanni vive felice con un robivecchi del quartiere, e tutte le sere stan lì che si raccontan delle storie.
(l’idea dell’attaccapanni è di Lobotomica, che me l’ha regalata, e io la ringrazio, anche se continuo a pensare che poteva usarla lei. Il titolo è preso in prestito da Elias Canetti e da un libro, inventato, che cita in Auto da fé e che si chiama Caratteriologia dei pantaloni)
La piccola idea dell’attaccapanni ha preso strade inaspettate ed è approdata in luoghi così stupefacenti che è davvero felice di essere stata regalata a Francesco
ma bellissimo! dal titolo ai pantaloni finali. è bello assentarsi per un poi se poi ci si riaffaccia con queste gioielliche sorprese!!!!!
Vorrei dartela anch’io un’idea per un racconto, tipo uno che pescava bozze di racconti, soggetti e titoli per la rete e le trasformava in oro luccicante…
Titolo provvisorio: Il pescatore di lumi.
anche francesco ne è stato davvero felice, piccola idea
barbara, bentornata, mi stavo giusto chiedendo se in questi giorni siete da queste parti partenopee
aitan, anche pescare amici come te, son delle belle fortune, eh
Il fatto dello scontrino e dell’ikea, però, stonano, dai. Bella storia, non c’è che dire, a parte questo.
magari hai ragione, eh, però a me è sempre piaciuto, il fatto che puoi interrogare un bancomat
laminchiequantebbellostoracconto!
se per dipingere una parete non occorre un pennello grande ma un grande pennello, per scrivere un post non occorre un’idea grande ma una grande idea no?
ad ogni buon conto io ci sarei in questi giorni in queste parti nopee.
e allora chiamaci CRIBBIO!!
(interrogare il bancomat che lui ci pensa un attimo e risponde per scritto a me mi fa venire il sospetto che copi)
Bel post, Francesco
Mi fa riflettere che poi, per l’inventore, le giacche eran diventate più importanti della sua invenzione che, mi sembra, succeda sempre così anche nella vita. Almeno, io a volte mi ci sento così.
birra, mai come questa volta, avevo un sacco di idee, su questa storia, pensa se l’inventore si fosse innamorato di una donna che era stata al bar, la mattina, se l’attaccapanni fosse stato molto ma molto geloso, poteva andare ovunque, questa storia, e pure questo attaccapanni
(e secondo me, il bancomat, copia!)
Bella anche questa trama alternativa
io ho immaginato una palla di peli che rotolava nella lavatrice.
ma ce l’hai portata teresa a vedere ratatouille? marò quanto mi è piaciuto.
ci siamo andati ieri, bellissimo
beh a ’sto punto ci si aspetta un seguito. come andràa finire tra l’attaccagiacche e il robivecchi?
metrovampe, magari continua, eh, chi lo sa?
che meraviglia