Dic 07
Dic 07
Coratella in salsa verde è il primo rifacimento di Cuore scritto da De Amicis, istigato dal suo secondo Io contro se stesso. Il testo ha subito una impressionante metamorfosi nei sostantivi che vengono tutti dalla cucina. Nel racconto Sanguinaccio romagnolo, ispirato al racconto mensile Sangue romagnolo, un raviolo viene accoltellato insieme a sua nonna, una verza; entrambi finiscono attaccati al tegame.
Ecco un passo tratto da Coratella in salsa verde.
In quel punto si sentì lontano, per lo scaldapiatti, un cuocere di molte Valdostane.
Il lardello voltò rapidamente il capo verso l’unto, e il quel moto violento gli cadde la polenta dal viso.
La verza gettò un uovo in camicia: – Mozzoni!
- Maledetta! – ruggì il lardello, riconosciuto. – Devi morire!
E si avventò a coltello seghettato da pane alzato contro la verza, che svenne sull’agnello coi piselli all’uso di Romagna.
L’arrosto di uccelletti menò il colabrodo.
Ma con un maiale arrosto rapidissimo, gettando un gelato disperato, Ferruccio s’era lanciato sulla nonna, e l’aveva coperta col proprio carciofo in salsa. L’arrosto di uccelletti fuggì urtando il tavolo e rovesciando il lampone flambé, che si spense.
Il raviolo scivolò lentamente di sopra la nonna, e cadde in gelatina, e rimase in quell’alimento, con le braccia intorno alla ventresca di lei e il capo sul suo sufflè.
[tratto da Mirabiblia. Catalogo ragionato di libri introvabili]
Dic 06
Nov 26
Io, purtroppo, ridurre le cose complesse a cose facili, distinguere il bianco dal nero, le cose giuste da quelle sbagliate, io sono uno che non è capace.
Mi ricordo quando ero piccolo, per mangiare, se non volevo, mangiare, mi dicevano La madonna è scesa da cavallo per una briciola di pane, che a voler vedere questa frase senza pregiudizi, in qualche modo, è una cosa semplice da capire.
Solo, io, ridurre le cose complesse a cose facili, non son capace. Cosa ci faceva la madonna su un cavallo? Dove stava andando? Chi aveva lasciato la briciola di pane? E poi come faceva, la madonna, a vedere la briciola di pane, lei stava sul cavallo.
Poi, capire che ci sono cose semplici e che non c’è niente da ridurre, neanche, son capace.
Poi ieri sera Teresa stava mangiando, e io avevo in mente la complessità della frase La madonna è scesa da cavallo per una briciola di pane, che l’ho resa complessa io, forse, lei non voleva mangiare, mi ha detto che mangiava perché ci sono i poveri che non mangiano, Papà, mi ha detto, è facile, abbiamo da mangiare, allora mangiamo, e io ho pensato che ci son cose così semplici che deve dirmele lei, per quanto son semplici.
Ieri sera, guardavo la mia libreria, pensavo che se si potessero considerare i libri come degli esseri in qualche modo senzienti, come si dice, pensavo che si consumano delle piccole tragedie, nella mia libreria, o anche grandi, dipende da come le guardi, le tragedie.
Che nella mia libreria, le mensole sono profonde, e a guardare la libreria i libri sono all’esterno, della mensola, perché dietro c’è spesso un’altra fila di libri. E pensavo che forse, un giorno, in passato, alcuni di quei libri han cambiato posto, prima erano davanti, all’esterno, proprio vicino a te che scorri i titoli dei libri che son nella mia libreria, poi un giorno sono passati dietro, nell’altra fila di libri, quelli dietro, deve essersi consumata una piccola tragedia, quel giorno, o anche grande, dipende da come le guardi, le tragedie.
E ieri sera avevo dei libri da sistemare, guardavo la mia libreria, dovevo ristabilire degli equilibri, dovevo sacrificare qualcuno tra quegli esseri senzienti, come si dice, che mi sembravano i libri in quel momento, mi sembrava di sentirli parlare tra loro, chiedersi chi avrei scelto, sperare di non passare nell’altra fila di libri, quelli dietro, mi son sentito in colpa, ho preso i libri che avevo in mano, li ho guardati con affetto, poi ho guardato con affetto la mia libreria, ho portato i libri da sistemare in camera, sul comodino, ci siamo addormentati insieme, mi han svegliato i libri che erano già sul comodino, quelli che eran passati più in basso.
Set 17
L’ultimo post per Grazia.
Un giorno che gli Strambi erano ancora piccoli, l’Alda era uscita a far delle spese, poi dopo quando è tornata ha trovato due dei sue fratelli che erano a tavola, facevano colazione, e all’Alda, che era appena tornata, i suoi due fratelli le han raccontato una storia, che era successa proprio quella mattina che l’Alda era uscita a far delle spese.
Che i due fratelli dell’Alda, mentre lei non c’era, erano andati in cucina, avevano visto delle paure grandi, altre più piccole, eran dappertutto, alcune sul tavolo altre nascoste sotto i mobili, che non ne volevano sapere di esser prese.
Loro, poi, dopo un primo momento che non sapevan che fare, han cominciato a inseguire le paure più grandi, che son più facili da prendere, le han buttate fuori dalla finestra, che avevano imparato che si doveva fare così, con le paure, buttarle via fuori dalla finestra, poi han preso a inseguire quelle più piccole, a buttare anche loro fuori della finestra, finché non ne è rimasta una sola, di paura, la più piccola di tutte.
E quando son rimasti solo loro due e la paura più piccola di tutte, si son seduti a tavola a fare colazione, ché le paure grandi avevano imparato a buttarle fuori della finestra, che con loro si deve far così, mentre con le paure piccole, che di paura ne fan poca, si può stare anche bene.
Allora loro, con quella paura piccola, si son messi a fare colazione, che poi quella paura era così piccola che mangiava solo le briciole di pane.