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Mag 21

Di vecchie case

Postato da Francesco il 21 Maggio 2009, nella categoria Cose mie.

Ieri, in un momento di nostalgica allegrezza, o di allegrezza nostalgia, sono uscito con Teresa, l’ho portata un po’ in giro, l’ho portata a vedere le case in cui son vissuto prima di vivere in questa, che poi, pensarci, anche in questa ci ho già vissuto in passato, prima di viverci adesso, ma poi diventa complicato, lasciam stare.
A parte vederle da fuori, le case in cui son vissuto prima di vivere in questa, non è che puoi poi farci tanto, puoi raccontare delle storie, però, sulle cose che son successe dentro quelle case, o anche fuori, nei posti che ci son vicino, a quelle case, allora per un po’ mi son messo a raccontare storie.
L’ultima delle case che siamo andati a vedere, che poi in realtà eran solo tre, è stata la prima casa in cui ho vissuto da solo, a Mergellina, accanto a una vecchia funicolare, il mare di fronte.
Una sola stanza, anche se abbastanza grande, ma a me sembrava bellissima, allora, e anche ieri, a guardare il balcone dalla strada, sembrava bellissima anche ieri.
Poi però il portone era aperto, siam saliti, ho bussato alla porta del mio vicino di casa di allora, ci ha aperto proprio il mio vicino di casa di allora, era ancora lì, da allora, e a questo punto le storie della mia vecchia casa, le storie sulle cose che son successe dentro quella casa, ce le siam fatte raccontare da lui.
Poi dopo, l’abbiamo molto ringraziato, per quelle storie, io anche per il caffè, siam scesi, ci siam presi un gelato, siamo rimasti lì di fronte a guardare il mare.

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Mag 08

Incantamento

Postato da Francesco il 8 Maggio 2009, nella categoria Divagazioni.

Io stamattina mi son svegliato, come tutte le mattine, mi sono accorto che han messo un confine qui sotto casa mia
Io, stamattina, mi son svegliato, ho visto proprio che ci han messo un confine, sotto la mia casa, una linea dritta che io che son piccolo non sapevo nemmeno come si chiamava, poi l’ho chiesto ai miei genitori, loro mi han detto che si chiama confine, io non ho proprio capito tutto tutto, però non volevo disturbare, ho fatto finta, di aver capito.
Dice mi ha detto il mio babbo che certe cose non vanno sempre nel modo in cui si crede debbano andare.
Dice che dobbiamo far così, star buoni, che alle volte capita di trovarsi un confine proprio sotto casa, alle volte capita di trovarci anche un gran muro, sotto casa, dobbiamo star buoni, mi ha detto il mio babbo, poi passa, ma io, che son piccolo, non ho capito bene bene, son stato a pensarci su tutto il giorno, poi, a sera, sono andato a letto e ho fatto dei sogni, mi piacciono i sogni.
Ho sognato uno, dentro i miei sogni, che camminava, e mentre camminava, o si fermava a pensare, poi riprendeva a camminare, si tirava dietro la linea del confine, come fosse un elastico lungo, quella linea di confine, una linea da portare in giro a vedere il mondo, che il mondo, lui, i confini gli piacciono, sì, ma solo quando se ne vanno in giro allegramente a girare per il mondo.
E tutto intorno a lui, intanto, vedeva i segni della meraviglia e dell’incredulità delle persone che da tempo le avevano perse, la meraviglia e l’incredulità.

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Apr 04

Sogni

Postato da Francesco il 4 Aprile 2009, nella categoria Cose mie.

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Con un enorme grazie a Francesca, che ha illustrato una delle storie degli Strambi (che Francesca poi sia davvero brava, io l’ho sempre detto, eh, anche prima)

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Mar 26

Sull’imparare

Postato da Francesco il 26 Marzo 2009, nella categoria Cose mie.

Io, una cosa che ho imparato quest’anno, che Teresa è all’ultimo anno di asilo, e all’ultimo anno del suo asilo c’è il gruppo lettura e primina, i più grandi, del gruppo dei grandi, fanno la primina, i più piccoli, del gruppo dei grandi, fanno lettura, comunque tutti e due i gruppi, primina e lettura, imparano le lettere e i numeri, a me Teresa sembra così piccola, per imparare le lettere e i numeri, e invece.
Io, una cosa che non sapevo, prima che Teresa facesse l’ultimo anno dell’asilo, che ci son metodi diversi, per imparare le lettere e i numeri, ci son dei metodi diversi per imparare a leggere, anche se leggere davvero, ci vuol del tempo, comunque ci son dei metodi che io prima, quando Teresa non era all’ultimo anno dell’asilo, nel gruppo lettura, non lo sapevo, che ci fossero tutti questi metodi.
Mi hanno detto che c’è il metodo globale, che stando a quel che mi han detto, deriva dagli studi e dalle esperienze di Decroly, il quale, pur non avendo mai elaborato alcun metodo, è riconosciuto comunque come uno fra i più grandi innovatori in campo pedagogico. Secondo i sostenitori del metodo globale, l’apprendimento della scrittura e lettura di lettere o sillabe isolate non ha senso.
Poi, invece, ci son quelli che questo metodo, niente da fare, non funziona, c’è il metodo fonematica, la cui paternità viene attribuita a Ferruccio Deva, che diceva che l’apprendimento della scrittura è un momento legato all’apprendimento della lettura e successivo a quest’ultimo.
Poi invece ce ne sono altri di metodi, io mi sono interessato, ho letto tutto, non ho capito niente, o comunque molto poco.
Io però alla fine, a pensarci, che tutti questi metodi lo so, sono importanti, io non mi permetterei mai di dire che non sono importanti, però io, a pensarci, alla fine, dopo avere imparato tutte queste cose, in quest’ultimo anno dell’asilo, io, sempre a pensarci, la cosa più importante, vedere Teresa che torna felice, dall’asilo.

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Mar 15

La bambina con gli occhi tondi

Postato da Francesco il 15 Marzo 2009, nella categoria Divagazioni.

C’era una bambina, nel paese dove vivevan gli strambi, era un po’ stramba anche lei, e poi, dicevano gli altri bambini, aveva gli occhi tondi, allora la chiamavano la bambina con gli occhi tondi.
La bambina dagli occhi tondi non voleva fare quel che fanno tutti, ché lo trovava noioso, allora a chi le diceva “buon giorno”, lei rispondeva “buon viaggio”, e a chi le diceva “benvenuta”, lei rispondeva “buon appetito”, ma la gente non capiva, allora pensava che era solo un po’ stramba, che sarebbe cresciuta, invece sbagliava, la gente.
La bambina dagli occhi tondi rimase così, che non voleva fare quel che fanno tutti, contunuava a trovarlo noioso, allora, solo per fare un esempio, lei non voleva che qualcosa si rompesse, lo rimetteva insieme, quel qualcosa che si era rotto, diceva che bisogna fare degli sforzi, ogni tanto, e incollare i pezzi che sembrano rotti. Due pezzi rotti incollati, sembrano un pezzo intero, anche se un poco più strano.
All’Alda piaceva molto la bambina dagli occhi tondi, quando raccontava delle storie ai più piccoli, le raccontava anche a lei. Una sera, c’era la luna piena, l’Alda portò tutti a sentir delle storie fuori, all’aperto, che così si poteva vedere la luna piena.
E di luna piena ce n’entra parecchia, negli occhi tondi della bambina con gli occhi tondi.

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