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A proposito di Fabrizio De Andre'Inviato da pOg il Gio, 29/03/2005 - 23:41.
Questa cosa la scrissi a Marzo 2002 per il numero 0 di .:SKUNK:.. E' anche linkata da varie parte sul web. Mi andava di tenerla qui. Fabrizio De Andre', la signora Liberta' e la signorina Anarchia 'Aspettero' domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finche' la signora Liberta' e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile'. Era il 1990 quando Fabrizio De Andre' scrisse queste parole... sono passati dodici anni e da tre (dall'11 Gennaio 1999) Faber non e' piu' con noi. Ma sono tanti e tanti anni che di lui si parla come di un anarchico, ma in che senso? Proviamo con questo scritto a capirci qualcosa di piu'.
Ha spiegato in un'intervista: 'Il '68 io l'ho vissuto a contatto con i gruppi di estrema sinistra, partecipando al tentativo di rinnovamento [...] mai avrei fatto la lotta armata, ma condividevo quasi tutti quelli che oggi vengono definiti gli eccessi sessantottini, anche perche' li avevo quasi promossi attraverso le mie canzoni [...] condividevo la rivolta contro un certo modo di gestire la societa' che non teneva minimamente conto della societa' stessa [...] certo ho anche fatto concerti tra bombe molotov e lacrimogeni, ma il '68 e' stata una rivolta spontanea, e il fatto che non sia riuscita forse e' un bene, se e' vero che una volta preso il potere, i rivoluzionari cessano di essere tali per diventare amministratori'. E questo e' il modo di intendere l'anarchia di Fabrizio De Andre': la consapevolezza che il potere (in ogni sua forma) e le autorita' ad esso connesse sono in concreto i reali nemici dell'uomo. Conclude, infatti, il disco dicendo: Era il 1970 quando in piena contestazione studentesca, De Andre' pubblico' 'La buona novella', un disco che allora non fu capito. 'La buona novella e' un'allegoria, che paragona le istanze migliori e piu' sensate della rivolta del '68 con quelle della vita di Cristo, queste ultime da un punto di vista spirituale sicuramente piu' elevate, ma dal punto di vista etico-sociale molto simili alle prime [...] perche' fra la rivoluzione integrale di Gesu' e quella di certi casinisti nostrani c'e' una bella differenza: lui combatteva per una realta' integrale piena di perdono, altri combattevano e combattono per imporre il loro potere'. Lo stesso potere che manda a morte Gesu' come un sovversivo, lo stesso potere che lo ricicla come Dio e ancora lo stesso potere che in suo nome si e' macchiato di omicidi, nefandezze e soprusi. Il disco si conclude quindi col piu' laico degli atti di fede: una preghiera celebrativa dell'uomo e non di Dio, che resta solo una sua invenzione. Uno dei momenti piu' poetici de 'La buona novella' e' 'Il testamento di Tito': 'In questa canzone metto in bocca a uno dei ladroni crocefissi con Gesu' (l'altro si chiamava Dimaco, n.d.r.) una lettura provocatoria dei dieci comandamenti, che il ladrone smonta uno per uno smascherandone l'ipocrita convenienza di chi li aveva dettati: e' facile dire 'non rubare o non desiderare la roba e la donna degli altri' quando si possiedono palazzi e concubine (il quinto dice 'non devi rubare'/e forse io l'ho rispettato/vuotando in silenzio le tasche gia' gonfie/di quelli che avevan rubato/ma io senza legge rubai in nome mio/quegli altri nel nome di Dio); oppure 'non ammazzare' quando hai le mani sporche del sangue di innumerevoli crocifissioni. E ancora: se oggi fai il delatore sei un benemerito, mentre un tempo il peccato di Giuda era il peggiore (non dire falsa testimonianza/e aiutali a uccidere un uomo/lo sanno a memoria il diritto divino/e scordano sempre il perdono/ho spergiurato su Dio e sul mio onore/e non ne provo dolore)'... pensate all'omertoso pescatore che tace ai gendarmi la strada per inseguire un assassino! In questa maniera potremmo andare avanti analizzando l'opera omnia di De Andre', ma preferiamo lasciare incompleto questo lavoro di modo che il lettore interessato possa fare da solo altre (e tante) scoperte, dato che in questa sede sono stati presi in considerazione solo due capitoli del lavoro di Fabrizio De Andre'. Infine 'Anime Salve', il suo ultimo disco, si chiude con 'Smisurata preghiera':
* non comprensiva di raccolte e live
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