Domani non andro' a Roma, perche' e' Santa Teresa e la nonna c'ha 88 anni e, anche se qui non l'avevo mai scritto, non sta piu' bene. Posto il volantino di noiartri napulegni: per leggere il resto, cliccate sul 'leggi tutto' sotto l'articolo
Se la direttiva Bolkenstein, approvata all'unanimita' dalla uscente commissione europea presieduta da Romano Prodi, dovesse essere approvata dal parlamento europeo, i lavoratori, i precari e la stragrande maggioranza delle popolazioni europee, tornerebbero indietro di 100 anni.
Questa infame direttiva, tenuta sconosciuta ai piu', presentata dall'olandese Bolkenstein, dopo la consultazione esclusiva con le principali imprese europee, estende la privatizzazione dei servizi, liberalizza il mercato del lavoro e favorisce la chiusura e lo spostamento delle imprese nei paesi a piu' basso costo, con meno tutele sindacali e vincoli ambientali.
Attraverso la "clausola del paese d'origine" permettera', infatti, alle imprese europee di partecipare a gare di appalto per la fornitura di servizi con i costi del paese d'origine delle aziende.
E' semplice comprendere che la partecipazione a gare di imprese con sede ad esempio nei paesi dell'est-europeo, sottoposte a costi e vincoli decisamente piu' bassi, determinera' una naturale riduzione delle condizioni di lavoro e di reddito su scala continentale, facendo crescere in maniera esponenziale disoccupazione e precarieta'.
Del resto, per accorgesi del pericolo i sindacati confederali che, in questo decennio, hanno contribuito alla deregolamentazione del mercato del lavoro e dei servizi interni, in particolare quando a governare erano i cosiddetti amici del Centro-sinistra, significa che il pericolo è veramente grosso.
D'altra parte, che cosa aspettarsi da questa Unione Europea che, invece di mettere al centro della sua costituzione la difesa e l'ampliamento dei diritti sociali, si omologa agli USA ed alle altre potenze continentali, in tema di corsa agli armamenti, di repressione interna ed esterna, di politiche razziste per i migranti, privatizzazioni e, anzi, si pone come polo concorrente nello scontro per la conquista di nuovi mercati e di maggiori profitti, attrezzando la sua macchina da guerra a tutti i livelli.
A farne le spese, in Europa come nel resto del mondo, sono sempre gli stessi: i lavoratori e le classi sociali meno agiate, costretti a fare i conti con un processo di precarizzazione generale del lavoro, del reddito, dell'esistenza, mentre i prezzi continuano ad aumentare ed i servizi, anche quelli piu' elementari come l'acqua, si privatizzano.
Questa mobilitazione europea, quindi, non puo' essere solo contro la direttiva Bolkenstein (che rappresenta la naturale conseguenza di un processo politico voluto per difendere gli interessi del capitalismo europeo), ma deve essere capace di esprimere un'opposizione piu' generale rispetto alla Europa dei padroni che si va consolidando, partendo dai bisogni costantemente negati della maggioranza.
In questo senso e' necessario collegare le resistenze che sul piano europeo si stanno costruendo nelle battaglie contro la guerra e le occupazioni militari, per il reddito ed i servizi contro la precarieta' e le privatizzazioni, per la chiusura dei CPT e per imporre nuove politiche di accoglienza, per la riduzione dell'orario di lavoro, per la difesa della salute e dell'ambiente.
La giornata del 15 Ottobre deve essere, quindi, un'occasione per rafforzare le rivendicazioni e le reti di lotta e, soprattutto, per dare forza e protagonismo a quel nuovo proletariato europeo che si va formando, accomunato da una precarizzazione crescente e sottoposto allo stesso comando ma anche capace di ribellarsi e di creare le condizioni per invertire la tendenza nei rapporti di forza generali.
REDDITO X TUTTI GUERRA X NESSUNO
Area Antagonista Campana
Precarie e precari Napoli May Day
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