Leggete mentre che io studio

Inviato da pOg il Gio, 23/02/2006 - 13:28.

Il primo l'ho letto stamattina giusto prima di cominciare a studiare. Il secondo l'ho letto adesso che ho smesso di studiare per andare a mangiare (m'ha spedito il link n'amica). Purtroppo e' il primo che e' vero! E tutt'e due parlano della mia terra.

Come muore la mia terra (post incazzato nero)
(colonna sonora: Goblins - Profondo rosso)

Premessa.
Potrei sistemarlo meglio, togliendo qualche parolaccia e i riferimenti
alle persone, e farne un buon articolo per AltreNotizie, o per il miglior
offerente o per chi che sia. Ma non posso. Per farlo con taglio
"giornalistico" dovrei essere più "freddo" nella narrazione, ed osservare
le cose... non dico dall'esterno, ma quanto meno obiettivamente e
soprattutto senza farsi trascinare dalle emozioni. E non posso.
Perchè sono coinvolto. Non personalmente, ma molto da vicino.
Proprio perchè sono coinvolto, preferisco di proposito un taglio
personale. Un taglio da blog. Un taglio incazzato.
 
Sabato 18 febbraio 2006. Località imprecisata della provincia di
Napoli, dove ho approfittato della mia augusta presenza per visitare dei
vecchi amici persi di vista alla fine del secolo scorso (eh, ero giovane
all'epoca...). Ci ritroviamo seduti, come un tempo, sul solito muretto,
con la solita birra. Molti di noi non ci sono. Non ci sono più.


Quel giorno sul vesuvio
In una giornata plumbea e ventosa come quella, l’ultima cosa che avrebbe
potuto attirare l’attenzione del custode all’ingresso era una donna, il
volto seminascosto dal cappuccio, con un grosso zaino sulle spalle. Ne
arrivano tante di donne che hanno superato da un pezzo l’età scolastica e
non vengono di certo fermate solo perché indossano uno zaino. Di solito si
tratta di turiste straniere, curve sotto il peso di carichi
sproporzionati, qualcuna ci va per studiare il gigante addormentato. Lei
era semplicemente una fra tante.
Imbacuccato nel logoro giaccone, l’uomo stacca il biglietto e la fa
passare.
— Si chiude alle sette, signo’! Close at set. Oren zetten chiuzuren, ya?
Nu chiudon a le set. Se chiude a le siette, segnor! — le grida dietro in
un miscuglio d’inverosimili lingue straniere. La donna gli risponde con un
cenno della mano.
A testa bassa si avvia per il Gran Cono, il sentiero che porta al cratere
del Vesuvio. Di buon passo le ci vorrà circa un’ora.


Inviato da Alex (non verificato) il Gio, 23/02/2006 - 14:38.

Grazie..
Poi, siccome so cosa studi... magari ci dai anche un tuo parere ;)

ritratto di pOg
Inviato da pOg il Ven, 24/02/2006 - 11:13.

purtroppo e' vero. ed e' una cosa risaputa quaggiu'.
lo scrivi e lo sai :(