Questo sogno l'ho fatto circa 7-10 giorni fa.
Ero con un sacco di gente conosciuta e no (nell'ordine di qualche centinaia...) presso un grande albergo. L'atmosfera era piuttosto cyberpunk. In questo albergo ci saremmo dovuti rimanere sette giorni per affrontare una sorta di lungo esame diviso in piu' test. Non ricordo su cosa versassero le domande, ma ricordo che le trovavo piuttosto semplici e che ai quesiti rispondevamo sistemati in una sorta di anfiteatro all'aperto in cui io e G. eravamo seduti all'ultima fila. Trovando il compito piuttosto semplice G. ed io facevamo gli splendidi con A. ed un'altra ragazza sedute davanti a noi. Una delle volte in cui il/la (dal sesso incodificabile) sorvegliante/professore si avvicinava per riprenderci, ricordo di aver messo in ridicolo la sua scarsa preparazione davanti a centinaia di persone mettendomi a filosofeggiare nichilismo.
Ho anche ricordi vaghi di tutto quello che accadeva nei tempi morti di quest'esame che rassomigliavano ad una specie di gita scolastica futuristica.
Occhei, questa e' l'atmosfera; la parte del sogno che mi ha colpito viene adesso. Io e G. eravamo non so bene perche' in camera di A. mentre lei non c'era. Trovavamo una telecamera sul letto. G. l'attaccava alla tv nonostote io non volessi. Quello che andava a video era A. in biancheria intima nera in piedi nella vasca da bagno. Da questo punto del sogno, la visuale si sposta da video a soggettiva (come se io reggessi la telecamera e fossi in quel bagno senza G.).
Ricordo A. che si abbassava una spallina del reggiseno e tirava fuori una tetta. Poi una mano si abbassava verso gli slip fino a toccarli. A questo punto la visuale si allargava e potevo vedere che A. reggeva un avambraccio monco ed era con quello che stava accarezzandosi. Ora compariva anche un'altra persona in quella vasca: un ragazzo dalla faccia sia mostruosa che spanvetata. Ricordo il sogno ancora molto lungo dopo questo fatto, ma sempre piu' confuso...
La cosa mi ha colpito particolarmente perche' ricordo di un sogno fatto da adolescente in cui, come se avessi avuto gli avambracci di cera, questi si liquefacevano alla giuntura col resto del braccio e mi cadevano a terra. Ricordo i miei monconi col bordo di cera: in mano ad A. mi sembra ci fosse proprio uno di quei monconi che avevo sognato piu' di dieci anni fa...
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